[46] S'è fatto il conto che i cinque ottavi delle borgate e città

della Francia riconoscon la loro origine dai monasteri. Il Belgio

principalmente, dee loro le industri sue città. Liegi, la città de'

telai, trae l'origine sua dalla traslazione delle reliquie di san

Lamberto, tale essendovi stato il concorso dei popolo, che si edificò

una città intorno all'arca del Santo. Questa traslazione seguì a dì

28 d'aprile dell'anno 720. _Vita Sancti Lamberti. Nelle origini della

città di Liegi_.

[47] Questo nome davasi anticamente in Francia ad una fiera che

tenevasi ogn'anno a San Dionigi. Nel medesimo giorno chiudevasi

l'Università, e quindi il nome di landito anche all'onorario che gli

studianti davano a' loro lettori. _Il Traduttore_.

[48] Vita Huberti, ecc. Il Padre Roberti, che fu pur esso gran

cacciatore, ebbe molto a parlare di sant'Uberto, in quel suo opuscolo

che ha per titolo: _Questiones Hubertinæ._

[49] V. la leggenda sulla fondazione di Monte san Michele. Sigebert,

ecc.

[50] Due volte sono passato per Fulda che giace sulla via di

Francoforte a Lipsia: appena vi riman tuttavia qualche memoria

dell'antica badia.

[51] Le più delle carte originali de' Carolingi che si conservano negli

archivii del regno, sono relative ai doni fatti a' monasteri di San

Dionigi e di San Germano, vere fondazioni nazionali.

[52] Io ho consumato l'ultima mia giovinezza nello studio de'

Bollandisti, e da questa profonda ed assidua lettura mi venne l'amor

della storia. Gli _Act. Sanct. ord. Sanct. Bened._ del Mabillon, son

essi pure una delle più allettative letture che far possan coloro che

voglian tener dietro alla storia.

[53] Aimoino è uno de' più laboriosi biografi de' Santi, e scrisse _De

miracul._ Egli è scrittore d'immaginazione ardente e poetica. V. il

testo che ne diede il Bouquet, t. VII, p. 348.

[54] E' non si vuol scambiare santa Genoveffa del Brabante per l'altra

Genoveffa di Nanterre.

[55] Questo Benedetto, sassone, non dee esser confuso con san Benedetto

il fondatore. Quegli nacque nel 628, e abbiam la sua vita scritta dal

Beda nella _The history of first Warermouth abbots_, pel Ware. Dublino,

1604.

[56] _Concil. Gall._, t. I, p. 550-580. I viaggi di sant'Anscario al

settentrione della Scandinavia appartengono al secolo nono.

[57] La vita tanto drammatica di san Bonifacio fu scritta da Villibaldo

suo discepolo, e sassone anch'esso.

[58] Mi duolo che la storia de' monasteri non venisse scritta sotto

quest'aspetto, chè avrebbe assai meglio rischiarato il medio evo,

che non il semplice studio delle leggi incerte e delle cronache

generalmente troppo brevi del secolo duodecimo.

[59] Il padre Sirmond ha pubblicato con gran cura la _Raccolta dei

Concilii della Gallia_; e fra quel preziosi documenti, è da cercar,

più che altrove, la storia delle leggi di polizia sociale dal quinto al

settimo secolo.

[60] Il concilio di Nantes è contrassegnato coll'anno 650. Fiodoardo ne

parla nel lib. II. cap. 1, e l'abbiam tutto intero nel _Concil. Gall._,

t. I, p. 601.

[61] Nell'ottavo secolo sussistevan pur tuttavia alcune vestigia del

culto de' Galli e de' druidi, specialmente nella Bretagna, che rimase

per lungo tempo quasi una terra appartata.

[62] Art. 17 del Concilio. Quest'andarne alla croce, allude senza

dubbio alla prova della croce.

[63] I canoni del concilio verberiense si trovano nel _Concil. Gall._,

t. II, p. 1. Ci sono alcuni concilii che applican solo siffatte

disposizioni a certi luoghi.

[64] La perpetua confusione dei due principii della Chiesa e della

conquista, fu la prima cagione della maggior parte degli errori in

cui sono caduti gli autori sistematici preoccupati dalla legislazione

delle Gallie. Il Mably altro non vide che la politica; il Montesquieu

non fece verun caso del concilii, e sol si diè pensiero delle leggi

barbariche. Io tengo che impossibil sia di parlar della legislazione al

quinto e al nono secolo, senza darne una gran participazione al diritto

canonico.

[65] Immensa è nelle Gallie l'influenza del diritto romano o meglio del

diritto bizantino, e mal fa chi troppo concede all'azion delle leggi

barbare, le quali appena s'applicano a una parte picciolissima della

popolazione, cioè ai conquistatori.

[66] Quand'io verrò alle instituzioni barbariche, avrò bisogno di

riabilitar la legge, specialmente l'ecclesiastica, dei Visigoti. Il

Montesquieu la malmenò acremente tacciandola di _bacchettoneria_,

perchè con tutto l'ingegno suo il Montesquieu pure non seppe esimersi

dalle male preoccupazioni del secolo XVIII contro i preti.

[67] La teoria della comune, nata tutt'a un tratto dalla sedizione al

decimo secolo, è, lo torno a dire, una di quelle scoverte che dipendono

dalle circostanze politiche momentanee. Chi la esponeva nel 1827,

si serviva per istromento della storia come di tutt'altr'arma. Essa

principiò a foggia di polemica nel _Censore europeo_, poi continuò per

articoli nel _Corrier francese_. La comune, congregazione o gruppo di

cittadini, è antica al par del municipio e della comunità, e ogni dì

si scoprono diplomi di municipii anteriori d'assai alle sedizioni del

servi. V. l'opera del Pardessus, _Bibliothèque_, t. I.

[68] Angers, Bourges, Cavaillon, Clermont, le Mans, Meaux, Orleans,

Paris, Saintes, Tours, Toul, Uzèz avean loro antiche ed ampie

instituzioni municipali, prima della sollevazione dei servi nel secolo

decimo, altri municipii si trovano in tempo ancora più antico; e il

signor Raynouard ne recò le prove, se non che per mala ventura, con

troppa parzialità.

[69] Queste comunità di nauti, o battellieri, sono antichissime,

e forse le più antiche d'ogni altra. Ci sono vestigia della loro

instituzione anche a Parigi. Nautæ Parisiaci (V. _Mém. de l'Acad. des

Inscrip._, t. I.)

[70] Ho spesso raffrontato i concilii coi codici teodosiano e

giustinianeo, principalmente negli studi speciali del Diritto, e vi ho

trovato plagi vicendevoli, ed una evidente confusione. Questa si è pure

l'opinione del signor di Savigny.

[71] Veggansi le formole raccolte in Francia e in Germania dal Bignon,

dal Sirmond, dal Baluze, dal Mabillon, dal Goldast, e il _Thesaurus_ di

Schilter; le più curiose sono quelle di Marculfo.

[72] La quistione de' componimenti fu a fior d'evidenza discussa dal

Mably e dal Montesquieu.

[73] Quest'autorità della corte di Costantinopoli sui Franchi è

rilevante nella prima schiatta più che altrove; essa continua ancor

sotto Carlomagno. Mi duole che nell'opere moderne non fosse quanto

basta osservata.

[74] Sotto questo nome di comunità, o compagnie (_corporations_,),

s'intendon quelli che dai Romani chiamavansi collegi degli artieri

(_collegia opificum_) che furon dall'imperator Severo instituiti per

tutto l'Imperio romano. Eran la medesima cosa che le Arti e i Mestieri

nella repubblica di Firenze. _Il Traduttore_.

[75] Gli storici italiani non si sono ancor accordati sul nome da

darsi a questo uffiziale; chi lo chiama governatore, chi _maestro_, e

chi _prefetto di palazzo_; il Muratori troppo duramente ad imitazione

del Giambullari _maggiordomo_. Noi ci siamo attenuti alla terza di

queste denominazioni, parendoci la più acconcia per le sue classiche

reminiscenze, a significare quei grado. _Il Traduttore_.

[76] A Roma. Colà in cospetto del Coliseo, e nel Campo Vaccino, ben tu

puoi ripeter quel versi:

Fecistis patriam diversis gentibus unam,

Urbem fecistis quod prius orbis erat.

[77] Sant'Ireneo si duole, nel secondo secolo, del trovarsi necessitato

a imparar la lingua celtica per farsi intendere. I Benedettini

sostengono che nelle Gallie parlavasi universalmente la lingua latina.

V. Hist. litt., t. VII, nell'Avvertimento.

[78] Sparsi erano per le Gallie i manoscritti latini ed anche i papiri,

e ogni dì vi si trovavan vestigi dei manoscritti d'Ovidio e Cicerone.

[79] In Gregorio di Tours, vi sono, come chiaro si conosce, alcuni

passi, i quali altro non sono che prette tradizioni dei canti

narrativi. La storia del Monaco di San Gallo a' tempi carolingici, è

forse altro che una cronaca scritta sulle canzoni narrative e sulle

guerresche tradizioni? Il sig. Paolino Paris ha di proposito trattato

tutte siffatte quistioni nella sua prefazione all'opera Intorno a

_Berta dai gran piedi_.

[80] I diplomi appunto attestano questa corruzione della latinità, e

troviamo _Basileca, Pagenam, Volomus, Negutiante_.

[81] Il calcolo di questi tempi è certamente la parte meglio finita

dell'_Arte di verificar le date_ dei Benedettini

[82] Fu, come vedrem più innanzi, una gran contesa che durò fin sotto

il regno di Carlomagno, il quale introdusse alcune modificazioni al

canto germanico, mescolandovi il canto greco e il latino.

[83] Egli è da studiar Roma, cristiana, soprattutto. Ne' miei

pellegrinaggi d'Italia, io fui più che d'altro curioso delle basiliche,

e posso dire d'essere stato assai men preso da maraviglia al veder San

Pietro di Roma, che le ruine delle catacombe, Santa Maria Maggiore e

San Giovanni Laterano.

[84] Io non saprei troppo mai provocar l'attenzione degli artisti

sulle tre tombe del terzo o del quarto secolo da me visitate a San

Massimino, in fondo alla chiesa sotterranea, in un pellegrinaggio

a _Sainte-Baume_[87]; cosa più notabile di quant'altro vedessi al

Vaticano.

[85] Cercate il convento dei Cappuccini a Roma, e troverete questa

reliquia dell'antica età.

[86] Il sig. Raoul Rochette ha molto bene illustrata quest'epoca

dell'arte cristiana, e dimostrati i continui plagi da essa fatti a

quella del paganesimo nell'opera sua delle _Catacombe di Roma_, ch'io

tradussi l'anno scorso, e fu pubblicata per le stampe del Lampato. _Il

Traduttore._

[87] Con questo nome chiamano una grotta sovra un monte della Provenza,

in cui il popolo crede, troppo piamente, esser morta la Maddalena. _Il

Traduttore._

[88] Questa impressione provai specialmente alla vista dei dipinti

bisantini delle chiese di Venezia e di Ravenna.

[89] Di San Vittore, a Marsiglia, più altro non rimane che l'alte

sue muraglie, le torri quadrate, e le porte guernite di ferro, che

eran destinate a proteggerlo dai Barbari. Altri Barbari son venuti a

distruggere la badia. Il sotterraneo ha due o tre vôlti ancora e non

più, e la cappella della Vergine Nera (_nigra sum sed formosa_). Sotto

alcune di queste volte, si veggono qua e là sparsi frammenti di tombe,

che hanno qualche rassomiglianza con le catacombe di Roma.

[90] La Biblioteca reale può andar superba di parecchi manoscritti

splendidi per gran ricchezza di legatura. Appartengon essi al nono

e decimo secolo. Nella sala destinata al manoscritti greci, v'ha uno

stupendo San Gregorio Nazianzeno, con miniature bisantine, tradizione

dell'arte romana recata al sommo della perfezione; esso porta il numero

510.

[91] Sant'Eligio fu orefice insieme e zecchiero di Dagoberto I, e

nelle monete così di questo come di Clotario, si vede pur segnato

il suo nome con l'abbreviatura Eligi. Il suo discepolo Dado o Adoeno

(_Saint-Ouen_), gli scrisse la vita.

[92] L'Accademia delle Iscrizioni premiò una delle mie _Memorie_

Intorno allo _Stato degli Ebrei nel medio evo,_ dov'io trattai in modo

speciale l'argomento delle usure.

[93] La gabelle imposte eran queste _Salutaticum, Pontaticum,

Ripaticum, Portulaticum, Cespitaticum_. (V. Il Ducange a ciascuna di

queste voci).

[94] I papi principalmente si mostravano avversissimi al traffico degli

schiavi. V. _Epist. sancti Gregor. ad Brunechild._ Duchesne, t. I, p.

902.

[95] San Martino fu trasportato nel Chersoneso taurico,(Crimea) il dì

10 marzo 655.

[96] Eugenio passò di vita il dì 1.º di giugno 657.

[97] Vitaliano era nativo di Segni, in Campania. A diffinire il tempo

dell'introduzione degli organi in Italia, mi convien dire che questo

papa ve gli usò fino dal 670.

[98] Qui l'Autore non s'è ricordato che Mario fu di origine plebea, e

che la sua discendenza si spense tutta in suo figlio poco dopo di lui.

_Il Traduttore._

[99] Fin qui l'Italia era divisa in due parti, l'una sotto il dominio

dei Longobardi, l'altra formava l'esarcato di Ravenna.

[100] Pavia a quei tempi era la più animata città della Lombardia,

singolarmente privilegiata dai re longobardi. _Il Traduttore._

[101] _See Konung_.

[102]

_Pars extans curis, solo diademata dispar_

_Ordine pro rerum vocitatus Cura Palati._

(Corippus: _De laudibus Justini_ Lib. I, pag. 136.)

[103] Chi vuol chiarirsene legga l'opera di Giorgio Codino: _De

officiis Ecclesia et aula_.

[104] Non è da dimenticare che questo epiteto vien dato dagli

storici francesi a una lunga successione di re della prima schiatta,

che degeneri dai loro antecessori, passarono la vita a far niente

(_fainants_). _Il Traduttore_.

[105] Ho cercato di sbrogliar tutta questa istoria sì confusa, dei

prefetti palatini, con quella del Merovei; i Benedettini stessi,

non sono esenti da confusione; e poichè vi furon cortigiani sotto la

seconda schiatta (i Benedettini si fecer cortigiani dalla terza), vi

furon anche genealogie a rannodar i prefetti del palazzo col sangue

merovingico, ed i Capeti coi prefetti del palazzo.

[106] _Ad ann. 718-719._

[107] V. Isidoro di Beja, p. 56, e Rodrigo Ximenes, p. 12. Il

continuatore di Fredegario aggiunge che Eudi, ad imitazione del conte

Giuliano, chiamò i Saracini nelle Gallie. V. Conde. _Hist._, t. I. p.

83.

[108] Epistol. Gregor. III.

[109] _Chansons des gestes._ Così il testo francese. Son quelle

canzoni o quei canti che abbiamo chiamati anche narrativi, ma che più

propriamente si debbon chiamar eroici, perchè narran le gesta degli

eroi di quell'età. _Il Traduttore_.

[110] Il poeta qui, come si vede chiaro, non fa che ripetere i lamenti

dei guerrieri contro i cherici.

[111] Tutti sanno che Carlo Martello non morì altrimenti alla battaglia

di Poitiers, come dice il romanziero.

[112] È inutile l'avvertire che questo modo tenean que' popoli barbari

nel sollevare altrui al grado sovrano. _Il Traduttore._

[113] _Eginhard Annal., ad ann._ 748.

[114] Questo campo è chiamato nella cronaca la _vigna di Rachi_, nome

d'un re longobardo. V. _Muratori, Annali d'Italia_.

[115] Questo romanzo fu, insiem con quello di _Garino_ il _Loreno_,

pubblicato dal signor Paolino Paris ponendogli innanzi una lettera

importantissima, indiritta al modesto e dotto magistrato il signor di

Montmarqué[116].

[116] La leggenda di _Berta dal gran piè_ è pur narrata, ma in diverso

modo nei _Reali di Francia_ al lib. IV, cap. I e segg. dell'edizione

che ne diede l'anno 1821 in Venezia l'illustre Bartolomeo Gamba da

poco rapito alla gloria delle lettere italiane. Nel brano, quivi recato

dall'autore, del romanzo francese, ho procurato, per quanto io potei,

d'accostarmi, per amore di verità, allo stile dei tempi in cui fu

scritto. _Il Traduttore._

[117] L'intimità che era fra papa Leone e Carlomagno avea suggerito ai

Romani il pensiero di dar loro una stirpe comune. In altre di queste

leggende papa Leone è posto per figlio di Carlomagno.

[118] Palmam qui non vuol esser altrimenti presa nel senso di mano,

ma certo di palma del martirio, come l'hanno i santi nelle pitture

bisantine.

[119] Se si presta fede al Muratori, storico di quella esattezza

che ognun sa, Carlomanno morì intorno a questo tempo sì, ma non già

nella spedizione, come afferma l'autore, sibbene in un monistero a

Vienna nel Delfinato, dove il fratello lo avea mandato ad abitare. _Il

Traduttore._

[120] Veggasi nel _Codice Carolino_ l'epistola di papa Paolo a

Pipino con col gli accompagna alcuni cantori della Chiesa romana, ed

un oriuolo notturno che segna le ore così di notte come di giorno.

(_Epistol. Paul ad Pipin. — Cod. Carol_. 25-45.)

[121] Questa è la prima volta ch'io trovo nelle cronache antiche

fatta menzione della voce Borbone. Pipino preso per forza _quadam

oppida atque castella... in quibus præcipua fuere Burbonis, Cantilla,

Clarmontis. Eginhard. Annal._ — ad ann. 761.

[122] _Croniq. de Saint-Denis_, ad ann. 768.

[123] Ho fatto parecchi viaggi in Germania per cercare le orme

di Carlomagno, nelle cui sembianze tutto è germanico. Io il credo

originario dell'Assia o del circolo di Franconia. O Fulda! Fulda!

perchè altro non rimane omai più che la tua cronaca!

[124] Eginh. _Vita Carol._ IV.

[125] Il tesoro della cattedrale d'Aquisgrana è ricchissimo. Esso fu

trasportato a Monaco nel tempo della rivoluzione, ed indi restituito.

[126] Ho letto in alcuni storici moderni italiani, non so se per amore

di novità, o per altre ragioni, voltato questo epiteto in _Piccolo_. È

falsare un soprannome dato a quel re, dalla nazione e dalla storia, e

consacrato dall'uso di più secoli. Anche i Francesi hanno sostituito la

voce _petit_ all'antiquata _bref_, ma pur serbano ancora quest'ultima,

nel solo uso appunto di siffatto istorico soprannome. _Il Traduttore._

[127] Il museo delle medaglie alla Biblioteca Reale possiede

grossissimi pezzi d'avorio d'un giuoco di scacchi, i quali fan

supporre una sterminata scacchiera, e braccia più sterminate ancora per

muoverli. Essi provengono dal tesoro di San Dionigi, e furon salvi, per

non esser d'oro, dai saccheggi della rivoluzione.

[128] I capitolari e diplomi suoi son quasi tutti dati dalle ville

regali del Reno e della Schelda.

[129] In queste lettere papa Stefano usa, parlando al re, la seconda

persona: _vos certum est accepisse; genitorem vestrum_, ec. Gregorio

VII, Innocente III e i loro successori, men rispettosi, tornarono

al tu, più grammaticale e più fratellevole della lingua latina. _Il

Traduttore_.

[130] _De Desiderade naîtrait une lignée leprense_; così il mio autore.

Ma il testo latino dell'epistola: d_e cujus natione et leprosorum

genus oriri certum est_; e di Desiderata neppur parola. Il Manzoni,

seguendo altri cronisti, dà a questa figlia di Desiderio il nome

d'Ermengarda, anzichè di Desiderata. Chi vuole, in pochi fogli, aver

intera cognizione delle cose longobardiche in Italia, legga le notizie

storiche da lui premesse alla sua tragedia dell'Adelchi, e il suo

_discorso sopra alcuni punti della Storia Longobardica in Italia_, con

cui il gran poeta volle meritarsi pure il titolo di grande critico. _Il

Traduttore_.

[131] E Adelchi o Adelgiso, non era figlio forse di Desiderio, e suo

compagno nel trono? _Il Traduttore_.

[132] Senza tante sottigliezze, il Manzoni nel suo citato _Discorso_,

viene alla ragion vera di questa mutata successione, ed è _che la

consuetudine dei Franchi, a quei tempi, era di eleggere nella famiglia

del re morto colui che pareva il più conveniente a quell'ufficio_. _Il

Traduttore._

[133] Carlomagno nacque nel 742, e fece la guerra di Lombardia nel

775. Nella prima sua spedizione d'Italia, Bonaparte avea 27 anni; ma la

conquista della Lombardia fu sol compiuta dopo la battaglia di Marengo,

ch'egli aveva appunto 31 anni.

[134] Dopo la guerra d'Aquitania, nessun popolo del reame de' Franchi

fece più resistenza a Carlomagno, salvo i Bretoni. V. _Monach.

Saint-Gall._ t. I.

[135] _Comes march. Britan._ Tali sono i titoli co' quali Orlando è

indicato.

[136] A ver dire le cronache non parlano pur d'Orlando, se non al

proposito della catastrofe de' Pirenei.

[137] Berardus, Berhard. Si vede chiaro ch'egli è dell'Austrasia.

[138] _Comes, Regnald, Reginald., Reinaldus._

[139] Guglielmo Naso-Corto è per avventura l'eroe, dopo Orlando, più

nominato nelle canzoni eroiche.

[140] Gerardo di Rossiglione era l'eroe dai Borgognoni, Garino e il

fratel suo, Begone di Belino, rappresentavano le guerre intestine del

baroni del nord.

[141] Il testo dice _tenure_; che io sappia non abbiamo in italiano la

voce equivalente quando usar non si volesse, per ragione di analogia,

la parola _tenimento_, a significar, come qui, il feudo che altri

teneva da un primo feudatario, verso cui era obbligato a certi tributi

e doveri di vassallaggio. _Il Traduttore._

[142] A tradurre il _suzerain_ del Francesi, ho tolto questo _capo

signore_ dagli statuti delle _Assise di Gerusalemme_, recati da Cesare

Cantù nei Documenti della sua _Storia Universale_. Credo debito

mio, come Italiano, di non lasciarmi sfuggir l'occasione qui per

ringraziarlo d'aver, senza lasciarsi spaventar di fatica nè d'altro, da

sè solo, arricchita la sua nazione di un'opera a cui non possono se non

invidiare le altre nazioni. _Il Traduttore._

[143] Non v'è indizio che i soldati franchi avessero paghe ferme

di nessuna maniera. Conquistavano e partivansi fra loro le terre

conquistate; d'onde son venuti i primi doveri della feudalità.

[144] Come _si fust un bastonnet_. V. Roberto Wace nel suo gran poema.

[145] Nella Biblioteca reale abbiamo il più antico manoscritto che

comprenda le miniature delle macchine d'assedio, ed è la _Conquista

di Gerusalemme di Goffredo Buglione_. Esso appartiene al duodecimo o

decimoterzo secolo.

[146] Verona erasi già sottomessa a Carlomagno come si ha da una

medaglia riferita dal Leblanc, nella quale si legge: _Verona dedita

et Longobardis in fidem acceptis_, e nel rovescio: _clem. princ._

(principe clemente).

[147] Carlomagno non solo confermò la donazione di Pipino, ma l'ampliò

pure di molte terre, come si può vedere in Anastasio Bibliotecario,

autore contemporaneo. _Il Traduttore_.

[148] L'indole di questa donazione o conferma di essa fatta da

Carlomagno a papa Adriano fu argomento di molte e speciali discussioni.

L'abbiamo specificata nel Codex Carolinus; ma non v'ha titolo autentico

se non dopo Lodovico il Pio. Quando Napoleone s'impadronì di Roma,

furon commessi alcuni particolari studii intorno alla donazione

di Carlomagno, ma ognun sa che libertà ci fosse di scrivere sotto

Napoleone, e il retore liberale Dannou acconsentì a fare un libro

uffiziale e mediocre contro i papi.

[149] _Tecum sicut cum Petro, tecum sicut cum Gallia_; e sul rovescio:

_Sacr. fœd._ (V. Lebranc, _Traité des monnaies_).

[150] Non so con qual fondamento l'autore affermi questo, mentre tutti

gli storici s'accordano in riferire che quell'assedio passò senza pure

uno scontro tra gli assedianti e gli assediati. _Il Traduttore_.

[151] Anche la dedizion di Pavia è testimoniata da una medaglia, la

quale rappresenta un re ed una regina, che inginocchiati depongono la

corona sui piedi d'un altro re a sedere, con l'iscrizione: _Devicto

Desiderio, et Pavia recepta_, 774.

[152] Il Partouneaux, nella sua _Storia della Conquista di Lombardia_

fatta da Carlomagno, ascrive la lunga resistenza di Pavia all'odio

verso Carlomagno ed al valore di Unnaldo, antico duca d'Aquitania,

spodestato dal Carolingi, che dentro v'era a comandar le armi di

Desiderio. Di tutto questo non abbiam trovato parola nè in Muratori

nè in alcun altro degli storici nostri. Che se pur Unnaldo era in

Pavia, l'età sua presso alla decrepitezza nol dovea fare quell'ardente

e tremendo nemico quale il Partouneaux lo descrive. Ci fa maraviglia

ch'egli, il quale quasi altro non fece in tutta l'opera sua, che

seguire, e per poco non dissi, tradurre gli storici italiani, si

sia scostato da loro in questo fatto, a prova del quale cita la sola

autorità dell'Anquetil, storico francese. _Il Traduttore_.

[153] Qui l'autore pone una nota ad avvertir ch'ei fu a la Monza,

com'ei dice ogni volta che gli avviene di nominarla, e vide il tesoro e

l'arca dalla regina Teodolinda; e nota come la corona d'oro d'Agilulfo

fu rapita da ladri nel 1804, trasportata a Parigi ed ivi fusa. Ma come

avvien poi ch'egli chiami la città di Monza una _cella monastica_? _Il

Traduttore_.

[154] Alcuni de' nostri storici affermano che questa incoronazione

seguisse in Monza; altri, e sono i più, ch'ella seguisse in Pavia;

ma l'opinione più comune e probabile si è che questa cerimonia con

la corona di ferro non si facesse in alcun luogo, e che a Carlomagno

bastasse il suo diritto di conquista. _Il Traduttore._

[155] La prima spedizione di Carlomagno contro i Sassoni è dell'anno

772.

[156] Vero è che Tacito non fa nessuna particolar menzione del Sassoni;

ma bene son essi nominati da Tolomeo, che fiorì più di due secoli prima

di san Girolamo. _Il Traduttore._

[157] Honorius. _Notitia dignitatum imperii_.

[158] _Comes littoralis Saxonici_. Anche una parte littorale della

Gallia vien chiamata _Littus Saxonicum_.

Storia di Carlomagno vol. 1/2 · 第 25 / 26 段