E RE. — Conseguenze dello spartimento de' beni paterni tra
i figli di Carlo Martello. — Guerra di famiglia. — Elezione
d'un re merovingico. — Abdicazione di Carlomanno. — Pipino
duca dei Franchi. — Sue pratiche coi cherici. — Sue nozze
con Berta. — Leggende e canzoni eroiche. — _Berta dal gran
piè_. — La Berta tedesca. — Guerre d'Alemagna, di Baviera,
di Sassonia e d'Aquitania. — Pratiche con Roma. — Papa
Zaccaria. — Esaltazione di Pipino alla corona. — Ultime
reliquie dei Merovingi. — Pipino il Breve incoronato da
san Bonifazio. — Sue guerre. — Carteggio co' papi. — Viaggio
in Francia di Stefano III. — Abboccamento con Pipino. —
Nuova incoronazione. — Calata di Pipino in Italia. —
Spedizione contra i Longobardi. — Natura della donazione
apostolica quanto all'esarcato. — I Longobardi si
sottomettono. — Civiltà greca e latina. — Dignità regia
di Pipino incontrastabile. — Concilii e assemblee
pubbliche. — Guerre di Sassonia e d'Aquitania. — Morte
di Pipino. — (741-768) » 63
CAPITOLO VII. — CARLOMAGNO E CARLOMANNO. — Quistione intorno
alla divisione del regno dei Franchi dopo Pipino. —
Carlomanno. — Indole tutta germanica di Carlomagno. —
Suoi natali. — Sua puerizia. — Portamento e statura sua
all'età di ventisei anni. — Sue residenze. —
Incoronazione. — Prima guerra d'Aquitania. — Duchi di
questa provincia. — Cagioni dell'avversione de' Carolingi
contra i duchi d'Aquitania. — Leggende intorno alle gesta
di Carlomagno. — Romanzo di Filomena. — Le canzoni eroiche
de' _Quattro figli d'Amone_, e d'_Ivone di Bordò_. — Ragion
vera delle guerre australi. — Trattati co' Longobardi. —
Lettere di Stefano III a Carlomagno. — Berta in Italia. —
Matrimonii. — Morte di Carlomanno. — Carlomagno re solo
dei Franchi. — (768-771) » 81
CAPITOLO VIII — CAGIONI CHE AGEVOLANO A CARLOMAGNO LE SUE
CONQUISTE. — I Franchi tutti sotto il medesimo scettro. —
I compagni di Carlomagno secondo le cronache. — Bernardo. —
Orlando. — Rinaldo. — Uggero il Danese ed altri. — La
baronia secondo le canzoni eroiche. — Gli eroi de' poemi
epici. — Franchi. — Borgognoni. — Aquitani. — Bretoni. —
Austrasii e Neustri. — Ordinamento militare. — Prese
d'armi. — Tattica. — Armi tolte dai Romani. — Il bottino. —
Composizione dell'esercito. — Fortificazioni. — Cavalli. —
Armature. — Cognizioni di Carlomagno. — (771-780) » 92
CAPITOLO IX. — L'ITALIA. — CADUTA DEL REGNO DEI LONGOBARDI. —
Condizioni del re Desiderio. — Papa Adriano. — Nuova
occupazione del territorio di San Pietro fatta dai
Longobardi. — Resistenza di Roma. — Ambasceria d'Adriano
in Francia. — Partenza dei Franchi. — Passaggio dell'Alpi —
Assedii di Pavia e di Verona. — Carlomagno in Roma. — Sua
esaltazione al patriziato. — La donazione di Pipino
confermata ed ampliata. — Sommessione di Desiderio. —
Caduta del regno dei Longobardi. — Rispetto di Carlomagno
alle leggi longobardiche. — Incoronazione di lui a Monza. —
Ridotti a soggezione l'un dopo l'altro i grandi feudi di
Benevento, di Spoleti e del Friuli. — (772-774) » 101
CAPITOLO X. — GUERRA CONTRO I SASSONI — RUINA DELLA LORO
REPUBBLICA MILITARE. — Indole dei Franchi e dei Sassoni. —
Cagioni delle grandi vittorie di Carlomagno. —
Le armature. — La tattica. — La discordia. — I capi. —
Tentasi la predicazione cristiana. — Irruzione dei
Sassoni. — Mossa di Carlomagno oltre il Reno. — Seconda
guerra sassonica. — Conquista. — Ostaggi. — Terza
sollevazione. — Trattato pe' tributi e per la libertà
della predicazione cristiana. — Quarta sollevazione. — Le
grandi schiatte messe a morte. — Dispergimento delle
famiglie. — I Sassoni nei monasteri di Francia. —
Capitolari sulla conquista. — Ordinamento per contadi e
vescovadi. — Vittichindo si sottomette, e fine della
repubblica militare. — Il popolo della Frisia e della
Sassonia. — I Danesi ultimi vendicatori della libertà
sassone. — La canzone di Guiteclino di Sassonia. —
(772-786) » 114
CAPITOLO XI. — CONQUISTE DI CARLOMAGNO IN ISPAGNA. — ROTTA
DI RONCISVALLE. — La Spagna e i Saracini dopo la
battaglia di Poitiers. — Corrispondenza di Pipino coi
califfi. — Gli emiri di Catalogna, di Navarra e
d'Arragona. — Gli antichi cristiani — Discordie civili. —
Gli emiri alla corte plenaria di Paderborna. — Carlomagno
delibera di conquistare la Spagna. — Convocazione delle
milizie. — Le due irruzioni per mezzo ai Pirenei. — Assedii
di Barcellona e di Saragozza. — Ritorno dell'esercito. —
Rotta di Roncisvalle. — I Guasconi e il duca Lupo. — Lugubre
suono di questa rotta. — La canzone di Roncisvalle. — Tracce
del passaggio de' Franchi ne' Pirenei. — I corpi de'
martiri. — La cappella. — La rupe e la spada d'Orlando. —
Romanza spagnuola di _Aida la bella_, sposa _di don
Orlando_. — (732-778) » 132
CAPITOLO XII. — GUERRE DI CARLOMAGNO CONTRO I VASSALLI E I
POPOLI LONTANI. — I duchi di razza lombarda. — Sollevazione
del Friuli. — Ribellione dei Bavari. — Spedizione fra i
Bretoni. — Lega dei duchi di Benevento, dei Greci e dei
Bavari. — Dieta contro Tassillone duca di Baviera. — Guerra
contro i Longobardi ed i Greci. — Spedizione contro gli
Avari e le nazioni slave. — Guerra pannonica. — Conquista
delle Isole Baleari, della Calabria e del paese degli
Avari. — La Venezia e la Dalmazia soggiogate. — L'isola di
Corsica. — Spedizioni favolose di Carlomagno. — Mistero
intorno alle sue grandi correrie militari. — (780-806) » 142
CAPITOLO XIII. — GEOGRAFIA E CONFINI DELL'IMPERO DI
CARLOMAGNO. — Unione della Neustria e nell'Austrasia. —
Le terre dell'Impero. — I ducati tributarii. — Le marche. —
La monarchia lombarda. — L'Aquitania. — La Settimania. —
La Provenza. — Limiti veri alle frontiere di Spagna. —
Appartenenze del regno dei Longobardi. — Spoleti. —
Benevento. — Friuli. — Venezia. — Istria. — Croazia. —
Dalmazia. — Pannonia. — Le marche di Bretagna. — Le
frontiere del Nord. — I Frisoni. — I Boemi. — I Bavari. —
Frontiere dell'Impero all'Oriente. — I tre grandi
vicinati. — La Grecia. — I Saracini. — Gli Scandinavi. —
(800) » 152
CAPITOLO XIV. — L'EPOPEA DELLA CONQUISTA CAROLINGICA. —
Indole delle canzoni eroiche. — Origine loro. — Epoca
loro. — Le discendenze o lignaggi. — Primissime canzoni
eroiche. — Addizioni — Incremento dei romanzi di
cavalleria. — Le canzoni dei pari o baroni di Francia. —
Originalità nazionale delle canzoni eroiche. — Tradizione
intorno a _Guglielmo Corto naso_. — _La fanciullezza di
Viviano_. — I _Loreni_. — I pari di Carlomagno. — L'ultima
delle canzoni eroiche. — Effetto dell'epopea carolingica
sulla storia. — (dall'VIII al XIII secolo) » 160
CAPITOLO XV. — RESTAURAZIONE DELLA DIGNITÀ IMPERIALE IN
OCCIDENTE. — Finita la prefettura del palazzo. — Il titolo
regio nella persona di Carlomagno. — Patriziato. —
Consolato. — Instituzione dei regni d'Italia e
d'Aquitania. — Pipino e Lodovico. — Andamento e progresso
delle idee romane. — La porpora. — Lo scettro. —
Il manto. — Viaggio di Carlomagno a Roma. — Cambio del
patriziato nella dignità imperiale. — L'impero
d'Occidente. — Diete militari. — Diete per la guerra e
giudizio. — Triplice ordinamento del governo. — I duchi
e difensori delle marche. — I conti uffiziali civili. — I
_Missi Dominici_. — Natura dell'opera di Carlomagno, quanto
alle sue conquiste. — (780-800) » 174
CAPITOLO XVI. — ULTIMO PERIODO E CONSOLIDAZIONE DELLA
CONQUISTA CAROLINGICA. — Cambiamento nello spirito delle
guerre. — Termine della conquista. — Raffrenamenti. —
Solerzia inaudita di Carlomagno. — Suoi viaggi al
settentrione e al mezzogiorno. — Vigilanza dei campi. — I
Sassoni. — Moti loro e sedizioni. — Entrano in campo i
Danesi. — Cambiamenti nei mezzi militari. — Forza
marittima. — Punto debole di Carlomagno. — I Saracini. —
Le frontiere dell'Ebro — Lodovico d'Aquitania in Ispagna. —
Apparizion dei Mori d'Africa. — Flotte saracine al
mezzogiorno, e flotte danesi al settentrione. — Raffrenamento
in Italia. — I popoli delle montagne e della Puglia. —
Ricapitolazione generale e ordine cronologico delle guerre
e delle conquiste. — Per qual cagione le non potevan
durare. — Azione e riazione. — Accoramento di Carlomagno
sul destino avvenire dell'opera sua. — (790-814) » 187
CAPITOLO XVII. — SVOLGIMENTO DELLE CONQUISTE FAVOLOSE
DELL'IMPERATORE CARLOMAGNO. — Le due maggiori propaggini
delle conquiste favolose. — Gerusalemme. — Sant'Jacopo di
Compostella. — Spirito dei pellegrinaggi. — Relazione di
Turpino. — Persecuzione de' cristiani d'Oriente. — Il
patriarca di Costantinopoli. — Sue lettere a Carlomagno. —
Consiglio co' baroni pel santo viaggio. — Partenza per
Costantinopoli. — Liberazione di Terra Santa. — Traslazione
delle reliquie più famose. — La santa corona e il santo
chiodo. — Miracolo. — Il tesoro di San Dionigi. — La visione
di Carlomagno intorno a sant'Jacopo di Compostella. —
Enumerazione delle città prese da Carlomagno in Ispagna. —
I prodigi. — Le battaglie contro i Saraceni ed Agolante lor
capitano. — Rassegna dei baroni che seguono l'imperatore al
pellegrinaggio. — Agolante ed i Saraceni sconfitti. — I
Mori d'Affrica e Ferracuto o Ferraù. — Senso e fine di tutte
le leggende favolose delle conquiste. — (800-814) » 204
RICAPITOLAZIONE. — PERIODO DELLA CONQUISTA. — (768-814) » 215
NOTE:
[1] _Città_ è qui in significato di corpo di nazione costituito in
ordine civile. _Il Traduttore._
[2] La più ricca raccolta che v'abbia del diplomi di Carlomagno,
è quella certamente che si trova negli archivii del regno. L'epoca
carolingica si comprende in due grandi cartelle, e v'ha una moltitudine
di diplomi originali col monogramma _Karolus_, le quali furono da
me volonterosamente scartabellate, chè la polvere delle pergamene mi
piace.
[3] Ho avuto quest'anno medesimo la ventura di visitar l'una dopo
l'altra ancor una volta Aquisgrana, Ravenna e la Badia di Montecassino.
[4] Il signor Guerard.
[5] Serbiamo, ad imitazione dell'autore, nella lingua originale latina,
ogni volta che ci avvien di ripeterle, queste parole, che, voltate in
italiano, suonerebbero: _gli inviati del padrone o del principe_. È
famoso l'errore di quel bibliografo, che prese un trattato _de missis
dominicis_, per un libro rituale, e ne tradusse il titolo a questo
modo: _Delle messe domenicali_. _Il Traduttore._
[6] Questi scacchi, che ora si conservano nel museo d'antichità
della Biblioteca orientale, sono, come chiaro si vede, orientali,
e appartengono all'arti degli Arabi del secolo IX, siccome opinò il
signor Reinaud. Formavano essi parte dell'antico tesoro della Badia di
San Dionigi.
[7] Benedetto vivea nel secolo nono; e Agesisio, abate di Fontenelle,
lo avea preceduto con una prima compilazione dei capitolari.
[8] Nel passare quest'anno stesso per Ginevra, antica capitale dei
Borgognoni, e residenza di santa Clotilde, mi recai a far visita ad
un uomo riputatissimo in fatto di studii storici, vuo' dire al signor
Sismondi, che dimorava in quei giorni nella modesta e deliziosa
sua villa a riva del Lemano. Egli ha opinioni diverse dalle mie in
argomento di storia, ma non pertanto nessuno a lui tributa più di me
quella riverenza e quella venerazione che si debbono allo studio e al
sapere: egli è come a dire il Benedettino della scuola protestante.
Avendogli io tenuto discorso del mio pellegrinaggio carolingico, mi
fece l'onore di comunicarmi una lettera pur dianzi da lui ricevuta,
nella quale un giovine, che porta per eredità il nome di Napoleone,
il richiedeva di volergli additar le fonti dove attigner potesse i
materiali d'una _Storia di Carlomagno_. Era un nobile e bel pensiero
in chi avea già provato le vicende della fortuna e le jatture
dell'avversità.
[9] La gran Raccolta del Pertz porta il titolo di _Monumenta Germaniæ
historica_; il primo volume fa pubblicato in Annover nel 1826, ed il
terzo nel 1840.
[10] Di qui forse l'_arpent_ dei Francesi, che significa, per lo più,
una misura di terra di cento pertiche. _Il Traduttore._
[11] Se l'uffizio di fedel traduttore non me l'avesse impedito, io
avrei di buon grado fatto grazia a chi legge di quest'apostrofe, che mi
par sappia un po' troppo del falso gusto della moderna scuola francese.
_Il Traduttore._
[12] L'Aquisgranum della geografia gallico-romana è l'Aix la-Chapelle
dei Francesi. Chiamasi _chapelle_ l'oratorio dei re a cagione della
_cappa di san Martino. — Quemdam in capellam assumpsit, quo nomine
Francorum reges propter cappam sancti Martini... sancta sua appellare
solebant._ _(Monach. S. Gall.)_
[13] Io mi sono industriato di por fra tanta incertezza e tanta
instabilità di invasioni un po' d'ordine nella geografia della
conquista barbara. Il D'Anville è sempre in ciò la miglior delle guide.
[14] I due grandi viaggiatori dell'ottavo e nono secolo sono i vescovi
san Bonifazio e sant'Anscario, la cui leggenda abbiamo nei Bollandisti.
Se non che Anscario ebbe anche un biografo particolare in Ramberto;
_Vita sancti Anscharii archiepiscopi Hamburgerns._ la qual si trova
nella raccolta nazionale dl Langebeck: _Scriptor. rer. Danic._, t. I.,
p. 429.
[15] L'individualità o personalità delle leggi barbare è un degli
argomenti più ventilati. Raffrontisi Mably, Montesquieu e l'ingegnoso
e sistematico abate Dubos. _Etablissement de la monarchie française_,
cap. III.
[16] _Saint-Cloud._ Clodoaldo, figlio di Clodomiro, fu il fondatore
di questa badia, che poi divenne col tempo una delle reggie più care
agli ultimi re francesi. Non so perchè il principe dei moderni nostri
storici, il Botta, la chiami, ogni volta che gli avvien di citarla, col
nome di San Clodoveo. _Il Traduttore._
[17] La Neustria era un cotal po' configurata alla foggia dell'antico
reame di Parigi, sotto i figli di Clodoveo; l'Austrasia distendevasi al
di là di Francoforte verso Virzburgo, a un di presso. Tale almeno si è
l'opinione del D'Anville.
[18] Consultisi sempre, quanto all'Aquitania, la mirabil opera del
padre Vaissete e del padre De-Vic, benedettini. Nulla fu fatto mai che
ad essa paragonar si possa intorno alla Gallia meridionale; le opere
posteriori, benchè più arroganti, non si sono mai sollevate al di sopra
della mediocrità (V. P. Vaissete _Histoire du Languedoc_).
[19] Allude l'autore al vaso prezioso che un soldato di Clodoveo nella
divisione del bottino, volle ridurre in pezzi con una mazzata anzichè
cederlo al suo capitano. Ma poi quel soldato ebbe a pagar cara questa
sua irriverenza, che anch'egli fu da Clodoveo ucciso in una rassegna
con una mazzata. _Il Traduttore_.
[20] Fra le ire d'un sistema sovente appassionato, molta erudizione si
trova nell'opera del signor Raynouard intorno al _Diritto municipale_,
stampata a Parigi nell'anno 1828. Il signor Raynouard, grande
lavoratore, si lasciava troppo prendere da certe idee politiche dei
tempi, e questo nella storia è male. Perchè recar le nostre passioni
nei tempi antichi?
[21] Grandi opere vennero fatte in Germania sul Sassoni; ma i testi
son rari e le fonti; moltissime tradizioni raccolse il signor Pertz in
quell'opera sua _Monumenta Germaniæ_: l'opera veramente nazionale della
Germania.
[22] Un discepolo di san Bonifazio, il pio Villibaldo, ne scritte la
vita, _Vit. Bonif._, che trovasi nei Bollandisti, I. Jun. pag. 470. Il
Serrario pubblicò pure le epistole di quel primo vescovo di Magonza,
sotto il titolo: _Bonifac. Epistol._ Il santo soggiacque al martirio
nel tentare la predicazione del Vangelo tra i Frisoni.
[23] L'Ariosto medesimo non potè resistere a quest'amore per gli
antichi romanzi di cavalleria, e ne fece un episodio dell'_Orlando
Furioso_.
[24] Molto s'è studiato intorno alla mitologia e ai costumi dei Danesi
e degli Scandinavi in generale; i moderni nulla disser di meglio
di quanto disse il Torfeo, _Histor. Norveg._ e Sasso grammatico. Il
Langebeek _Scriptor, rer. Danic._, raccolse i testi tutti che trattano
di quell'ampia mitologia.
[25] Consultisi, intorno all'origine e ai costumi dei Longobardi, Paolo
Varnefrido, soprannominato _Paolo Diacono: De gestis Longobard._, e
il si raffronti col Cluverio: _Germania antiqua_, e principalmente col
Grozio: _Prolegom. ad Hist. Goth._ Nè vuolsi lasciar da parte Procopio:
_Goth._ lib. II. Finalmente il Muratori, maestro di noi tutti, ha di
lunghe dissertationi intorno ai Longobardi: _Script. rer. italic._ t.
I, pag. 405-419.
[26] Quanto al gran traffico e splendor di Marsiglia, non si saprebbe
mai leggere abbastanza il passo di Agatia, pag. 13 dell'edizion
parigina 1660; e il capo 20 a 62 del libro IX. La _Cronaca di san
Dionigi_ ci ha conservata la memoria della peste che scoppiò in
sull'uscire del quarto secolo; lib. IV, cap. 19. Nei Bollandisti
abbiamo ben mille testimonianze che provano qual ampio commercio facea
Marsiglia con l'Egitto e la Siria. Era il luogo in cui venivano a
imbarcarsi i pellegrini per quelle parti.
[27] Ogni giorno si vanno scoprendo ad Arli nuove antichità. Essa era
uno de' più nobili municipii romani. I viaggiatori che vengono giù pel
Rodano, non possono far di non salutarla; l'antica città d'Arli è una
ricca spoglia svelta d'in seno alla terra.
[28] Ho misurato e confrontato le due Arene di Roma e quelle di Nimes,
e ho trovato che queste sono più picciole sì ma meglio conservate.
Quand'io passai l'ultima volta per Nimes, vidi che il circo maggiore
era stato converso ad uso di scuderia, e che alcuni pezzi d'artiglieria
ingombravano le Arene. Oh profanazione!
[29] Procopio è pur sempre la migliore autorità da consultare intorno
alle origini e ai costumi delle nazioni barbare; egli fa menzion degli
Unni e del Goti come di pericolosi vicini γειτονουντα del Danubio.
[30] I Bulgari erano senza più un ramo della gran famiglia degli Unni.
Questa denominazione di _Bulgari_ la troviamo per la prima volta in
Ennodio Panegyr. Theodorici: V. Il padre Sirmond, t. I. pag. 1598-1590.
[31] Son essi i due autori dei grandi pellegrinaggi del Nord, ond'è che
la vita di sant'Anscario vien consultata da tutti i dotti di Norvegia e
di Svezia, quando studiar vogliono le antichità patrie. _V. Vita_ etc.
[32] Molte torte opinioni, a parer mio, si formarono e spacciarono
intorno alla caduta dell'Impero di Bisanzio; chè la sua condizione era
tuttavia splendida nel settimo e nell'ottavo secolo. Veggasi intorno
alle forme ed alla grandezza di questa nobile ruina la bell'opera di
Costantino Πορφυρογενητος, _De cæremoniis aulæ et Ecclesiæ byzantinæ_,
ediz. del Reiske, 1751, in-fol.
[33] Gl'imperatori non negarono mai questi titoli ai re franchi;
n'aveano troppa paura. Il proverbio bisantino diceva «Τον φράνκον φίλον
ἔχῃς, γείτονα οὺκ, ἔχῃς».
[34] Le corrispondenze diplomatiche di Carlomagno cogli imperatori di
Bisanzio furono non poco importanti. Quanto alla proposta delle nozze
di lui con l'imperatrice Irene, essa pare a me troppo arrischiata; ben
credo che Adriano e Leone, papi, ci potesser pensare dassenno, come un
mezzo ad unir le due Chiese, e ad abbattere la potenza del califfato e
dei Saraceni. È da ricordare altresì che la pia Irene aveva ristorato
il culto delle sacre immagini.
[35] Mi piaccion gli uomini di studi speciali, quand'ei dedican la vita
a questa o quella parte della scienza. Il dotto amico mio Reinaud, ha
ottenuto con le sue investigazioni, di rischiarare la maggior parte
delle quistioni della letteratura numismatica e della storia orientale.
Dopo la morte del Sacy io lo credo il più sapiente orientalista
ch'abbia la Francia.
[36] E' mi pare che il Conde, nell'opera sua sul dominio degli Arabi in
Ispagna tratti solo una parte della questione. Il Conde, siccome quegli
che dedicò la vita sua allo studio dei manoscritti arabi, non vide
se non quella. Senzachè, lo spirito volteriano del secolo decimottavo
sforzavasi di trovar l'origine e il principio d'ogni civiltà altrove
che nel cristianesimo, donde quelle iperboli intorno alla sapienza
dei Cinesi e alla civiltà degli Arabi, di che tanto erano smaniosi gli
Enciclopedisti.
[37] Il padre Felibien ha molto bene trattata questa quistione nelle
dissertazioni che egli unì alla sua _Storia di Parigi_. Il signor
Renonard ha sparso ugualmente gran lume nei municipii, ma preoccupato,
al solito, dal _jus romanum_: il municipio è antico al par della
Gallia. Ora, non fa di bisogno dire che lo scoprimento della _Communs_
al duodecimo secolo è simile all'ingegnoso trovato della lettera K
aggiunta alla parola _Franc._ Il Secousse e il Brequigny (_Ordon. du
Louvre_, prefazione) poco avean lasciato da dire agli altri intorno ai
Comuni, agli altri, che approfittaron delle loro investigazioni, senza
pur degnarsi di nominarli.
[38] Quanto non è da lasciarci increscere che manchino ancora parecchie
di siffatte metropoli alla bell'opera della _Gallia christiana!_ Ma
I nuovi Benedettini la stanno continuando, ed io spero che questo
nazional monumento verrà terminato. Io lo pongo a ragguaglio di quel
dei Bollandisti, _Act. Sanct._, a cui pur mancano alcuni mesi.
[39] Vedi il divieto fatto dal concilio verberiense, art. 16; _Concil.
Gall._ t. II.
[40] Ecco qui sotto alcuni dei più notabili articoli de' Concilii delle
Gallie. Il P. Sirmond e il Fleury si studiano di scusare i vescovi, ma
son troppo gallicani da riconoscer che l'ammiranda autorità dei papi
fu quella sola che pose qualche unità in quella confusione, Baluze, I,
162. _Hist._, v. 637.
1. De conjugiis in tertio et quarto gradu.
2. De eo qui cum uxoris suæ filia carnale commercium habuit.
3. Quod relictam sacerdotis uxorem ducere non liceat
4. De feminis sponte vel invito vel sine virorum consensu velatis.
5. De eo cui mortem uxor cum aliis machinata est.
6. De ingenuo qui ancillam duxit pro ingenua, et de ingenua quæ servo
nupsit pro ingenuo.
7. De servo qui ancillam suam concubinam habuit, et illa relicta domini
ancillam vult ducere.
8. Servus a domino libertate donatus, si postea cum ejus ancilla
mœchatur, cogi potest ut uxorem illam habeat.
9. De muliere quæ virum suum in alio pago sequi non vult.
10. De filio qui com noverca moechatus est.
11. De eo qui cum privigna vel cum uxoris sorore mœchatur.
12. De eo qui cum duabus sororibus dormierit.
13. Qui anellam volens uxorem duxit, cum ea permaneat.
14. Ut ab episcopis vagis presbyteri non ordinentur.
15. Presbyter degradatus potest in necessitate baptizare.
16. Ne clerici arma gerant.
17. De muliere qua viri impotentiam causatur.
18. De eo qui cum uxoris sua consobrina mœchatur.
19. De servo et ancilis, si per venditionem separentur.
20. Ut chartularius qui cum ancilla fornicatur, eam libertate donatam
uxorem habere cogatur.
21. Qui uxorem telari permisit, aliam ne ducat.
Baluze, I, 105. _Hist._ v. 637.
1. De illo qui cum uxore fratris sui fornicatus est.
2. De illo qui sponsam filii sui oppresserit.
3. De eo qui filiastrum aut filiastram ante episcopum tenuerit.
4. De illo qui cum filiastra, ignorante matre, fornicatus est.
5. De illo qui cum duabus sororibus fornicatus est.
6. Si quis propter faidam fugit.
7. De incestis.
8. De parricidis.
9. Item de incestis.
[41] _Consil. Gall._ t. II, p. 1 a 50. — Già io ho mostrato nel mio
_Ugo Capeto_, t. III, questa grand'opera morale del papato.
[42] «Noi ordiniamo, dicea papa Zaccaria a san Bonifacio, per
l'autorità di san Pietro, che la detta Chiesa di Magonza sia metropoli
in perpetuo, per te e tuoi successori, e abbia sotto di sè cinque
città, e sieno Tongres, Colonia, Vormazia, Spira ed Utrecht». _Gall.
Concil._ tom. I, p. 581.
[43] Prima dell'istituzione di questa metropoli Bonifazio possedea la
dignità di corepiscopo (τοῦ Χὼρου ὲπισκοποι, vescovo dei campi), che
non avea nessun territorio fermo.
[44] Grande specialmente è l'autorità esercitata da Zaccaria, il cui
pontificato comincia dal dì 30 novembre 741. Quanto alla storia del
papato sotto Gregorio VII, io lo diedi nel mio _Ugo Capeto_, t. III.
[45] La fondazione dei monasteri di Sithieu, Fontenelle, Chelles,
Corbia, seguì nel settimo secolo. San Benedetto è pur sempre il primo
fondatore di que' monasteri dove si fa orazione e si lavora. Consultisi
il grande e modesto Mabillon ne' suoi _Annal. ordin. sancti Benedict._
Fo altresì grandissima stima de' suoi _Act. Sanct._; ma la raccolta dei
Bollandisti fu più largamente ideata.