[71] Il solo nome, non il concetto, è d’importazione russa. Le

Centurie Nere avevano origine dagli agenti segreti del capitalismo e

comparvero la prima volta nelle lotte dei lavoratori del secolo XIXº.

Questo è certo, ed è stato confessato da un’autorità non inferiore

al Commissario del Lavoro degli Stati Uniti, a quel tempo, il signor

Carrol D. Wright. Nel suo libro intitolato: «Le lotte del lavoro», è

questa dichiarazione: «In alcuni grandi scioperi storici, gl’impiegati

stessi hanno incitato alla violenza»; ed è detto che gli industriali

hanno volontariamente provocato gli scioperi per sbarazzarsi del

soprappiù della loro merce, e che dei treni sono stati bruciati

dagli agenti dei padroni durante gli scioperi delle ferrovie, per

accrescere il disordine. Da simili agenti nacquero le Centurie Nere,

che diventarono poi l’arma terribile dell’oligarchia, gli agenti

provocatori.

[72] Nome di una via della vecchia Nuova York, dove era la Borsa e

dove l’ingiusto ordinamento della Società permetteva la manipolazione

clandestina di tutte le industrie del Paese.

[73] Uno del primi bastimenti che trasportarono i primi coloni

in America, dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Per lungo tempo, i

discendenti di questi furono straordinariamente orgogliosi della

loro origine; poi, quel sangue prezioso si diffuse a tal punto che

attualmente circola, senza dubbio, nelle vene di tutti gli americani.

[74] L’autore di questo poema dovrà rimanere per sempre sconosciuto.

Questo brano è il solo che sia pervenuto sino a noi.

[75] Idolo del dio indiano Vishnu, sotto il cui carro i devoti

s’immolavano.

[76] Cibi messicani dei quali si parla spesso nella letteratura del

tempo. Si suppone che fossero conditi con molte droghe. La ricetta non

è giunta sino a noi.

[77] «William Randolph Hearst», giovane milionario di California,

divenne il più potente proprietario di giornali della regione. I suoi

giornali, pubblicati in tutte le città importanti, si rivolgevano

alla classe media decadente, e al proletariato. La sua clientela era

così vasta, che egli riuscì a impadronirsi della conchiglia vuota

del vecchio partito democratico. Egli occupava una posizione anormale

e predicava una specie di socialismo all’acqua di rose, mitigato da

non so quale forma di capitalismo borghese: una specie di petrolio

mescolato con acqua. Non aveva alcuna probabilità di riuscire a cose

concrete, ma durante un breve periodo suscitò serie preoccupazioni

nella plutocrazia.

[78] La pubblicità era molto onerosa, a quei tempi. La concorrenza

esisteva solo fra piccoli capitalisti, che ricorrevano, perciò, alla

pubblicità, della quale i _trusts_ non sentivano il bisogno.

[79] La distruzione delle classi paesane romane fu molto meno rapida

di quella del fittavoli e piccoli capitalisti americani, perchè il

movimento del secolo XXº procedeva con forza acquisita, come non

esisteva nell’antica Roma. Moltissimi fittavoli, spinti dalla passione

per la terra, e desiderosi di mostrare fin dove potevano giungere nel

ritorno alla vita selvaggia, cercarono di sfuggire all’espropriazione

desistendo da qualsiasi accordo commerciale. Non vendevano nè

comperavano più nulla. Fra loro cominciò a rinascere un sistema

primitivo di scambio in natura. Le loro privazioni e le loro sofferenze

erano orribili, ma resistevano, ed il movimento acquistò una certa

importanza. La tattica del loro avversarî fu originale, quanto logica

e semplice: la plutocrazia, forte del possesso del Governo, aumentò le

imposte. E erano i tributi il punto debole dell’edificio del fittavoli.

Avendo cessato di comperare e di vendere, non avevano danaro: cosicchè,

alla fine, dovettero vendete le loro terre per pagare i tributi.

[80] Da lungo tempo si sentivano quei rumori. Fin dal 1906 Lord Arebury

aveva detto alla Camera dei Lords: «L’inquietudine dell’Europa, il

propagarsi del socialismo e la sinistra apparizione dell’anarchia,

sono avvertimenti fatti ai Governi e alla classi dirigenti e segno

che la condizione delle classi operaie diventa intollerabile e

che se si vuole evitare una rivoluzione, bisogna fare in modo di

aumentare i salarî, ridurre le ore di lavoro, e abbassare il prezzo

delle cose necessarie alla vita». Il _Wall Street Journal_, organo

degli speculatori, commentava in questi termini il discorso di Lord

Arebury: «Quelle parole sono state pronunciate da un aristocratico,

da un membro dell’organo più conservatore dell’Europa. Perciò hanno

più valore. La politica economica che egli raccomanda ha molto maggior

valore di quella insegnata nella maggior parte dei libri: è questo

un segnale d’allarme. Fatene tesoro, signori del Ministero della

Guerra e della Marina!». Nello stesso tempo, Sydney Brooks scriveva

in America, nel _Harper’s Weekly_: «Non volete sentir parlare di

socialisti a Washington. Perchè? I politicanti sono sempre gli ultimi

del Paese a vedere ciò che accade sotto il loro naso. Rideranno della

mia predizione, ma lo dico con certezza che alle prossime elezioni

presidenziali, i socialisti avranno più di un milione di voti.»

[81] Fu al principio del secolo XXº che l’organizzazione socialista

internazionale formulò definitivamente la condotta da seguire in caso

di guerra e che si può riassumere così: «Perchè i lavoratoti di un

paese combatterebbero contro i lavoratori di un altro paese? per il

bene dei loro padroni capitalisti?». Il 21 Maggio 1905, quando si

parlava d’una guerra tra Austria e Italia, i socialisti d’Italia, di

Austria e d’Ungheria tennero un Congresso a Trieste e lanciarono la

minaccia d’uno sciopero generale dei lavoratori dei tre paesi, se la

guerra fosse stata dichiarata. Quell’avvertimento fu rinnovato l’anno

dopo, quando l’affare del Marocco sembrò trascinare in guerra la

Francia, la Germania e l’Inghilterra.

[82] L’«Our Benevolent Feudalism» apparve nel 1902. Si è sempre detto e

sostenuto che fu Ghent a far nascere l’idea dell’oligarchia nelle menti

capitaliste. Questa credenza persiste nella letteratura di tre secoli

del Tallone di Ferro, e perfino nel primo secolo della Fratellanza

dell’Uomo. Sappiamo oggi che cosa pensare di quel principio; ma rimane

il fatto che Ghent fu uno degli innocenti più calunniati di tutta la

Storia.

[83] Ecco, per esempio, alcune sentenze di tribunali che rivelano la

ostilità dei giudici contro la classe operata. L’impiego dei fanciulli

era un fatto normale nelle regioni minerarie. In Pensylvania, nel

1905, i lavoratori poterono fare approvare una legge per la quale la

dichiarazione giurata dei parenti circa l’età e il grado d’istruzione

dei fanciulli doveva, da allora, essere confermata dai documenti.

Questa legge fu immediatamente denunciata come incostituzionale dalla

Corte cantonale di Lucerna, col pretesto che violava il Quattordicesimo

emendamento, stabilendo una distinzione fra persone della stessa

classe, ossia fra i fanciulli di circa quattordici anni; e la Corte di

Stato confermò tale decisione. La Corte di Nuova York, nella sessione

speciale dell’A. D. 1905, denunciò come incostituzionale la legge che

proibiva alle donne e ai minorenni di lavorare nelle officine dopo

le nove di sera, col pretesto che era quella «una legislazione di

classe». Anche in quel tempo, poichè i panettieri erano oppressi da

un lavoro eccessivo, la Camera legislativa di Nuova York emanò una

legge che limitava il lavoro di questi operai a dieci ore al giorno,

ma nel 1906, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò questa

legge incostituzionale, adducendo, fra gli altri motivi, questo, che:

«Non v’è ragione valida per limitare la libertà delle persone o dei

contratti, determinando le ore di lavoro nel mestiere del fornaio.»

[84] James Farley, celebre a quell’epoca, era un uomo dotato di grande

capacità, ma più di coraggio che di moralità. Si inalzò molto, sotto il

dominio del Tallone di Ferro, e finì per farsi ammettere nella casta

degli oligarchi. Fu assassinato nel 1832, da Sarah Jenkins, il cui

marito era stato ucciso trent’anni prima dai compagni di Farley, che

impedivano gli scioperi.

[85] Le predizioni sociali di Everhard erano degne di nota. Con la

stessa chiarezza, come leggeva gli avvenimenti, prevedeva le defezioni

dei Sindacati privilegiati, la nascita e la lenta decadenza delle caste

operaie, come la lotta fra queste e l’oligarchia, per la direzione

della macchina del Governo.

[86] Dobbiamo ammirare l’intuito di Everhard. Molto prima che la

semplice idea di città meravigliose, come Ardis e Asgard, nascesse

nella mente degli oligarchi, egli intravedeva queste città splendide e

la necessità della loro creazione.

[87] Da quel giorno, sono passati tre secoli di dominio dell’Uomo, e

oggi calpestiamo le vie e abitiamo le città edificate dagli oligarchi.

È vero che abbiamo continuato a costruire, ma le città degli oligarchi

sussistono; io scrivo queste righe, in Ardis, una dalla più belle fra

tutte.

[88] Tutti i Sindacati delle ferrovie entrano in questa associazione.

È interessante osservare che la prima vera applicazione della

politica delle «parti dell’avanzo» era stata fatta nel Secolo XIX da

un Sindacato di ferrovieri, «l’Unione Fraterna del Meccanici delle

locomotive», della quale un certo P. M. Arthur era da vent’anni il

capo. Dopo lo sciopero della _Pennsylvania Railroad_ nel 1877, egli

sottopose ai meccanici delle locomotive un disegno secondo il quale

avrebbero dovuto intendersi colla Direzione, staccandosi dagli altri

Sindacati. Questo disegno egoistico riuscì perfettamente; donde la

parola «Arthurisation», per significare la partecipazione dei Sindacati

alla spoliazione. L’origine di questa parola è stata per molto tempo

dubbia per gli etimologi; ma mi pare che tale origine sia ormai ben

chiara.

[89] Alberto Pocock, altro Farley, godeva, in quei lontani tempi, della

stessa notorietà; e fino alla morte riuscì a tenere soggetti tutti i

minatori dal Paese. Suo figlio, Levis Pocock, gli successe, e durante

cinque generazioni, il rinomato lignaggio del guardiaciurma ebbe la

supremazia sulle miniere di carbone. Pocock, il vecchio, conosciuto col

nome di Pocock Iº, è stato dipinto così: «Una testa lunga e sottile,

mezzo circondata da una frangia di capelli scuri e grigi, con zigomi

salienti e un grosso mento... Colorito pallido, occhi grigi senza

splendore, voce metallica, e un atteggiamento languido.» Era nato da

genitori poveri e aveva cominciato la sua carriera come garzone di bar.

Divenne in seguito poliziotto privato al servizio di una corporazione

di tranvieri e al trasformò a poco a poco in crumiro di professione.

Pocock Vº, l’ultimo della casata, morì in una camera, per lo scoppio

di una bomba durante una rivolta di minatori sul territorio indiano.

Questo avvenimento ebbe luogo nel 2073 dopo Gesù Cristo.

[90] Quei gruppi di azione furono modellati in genere sul tipo delle

organizzazioni consimili della Rivoluzione Russa, e, nonostante gli

sforzi incessanti del Tallone di Ferro, durarono tre secoli, per tutto

il periodo di dominio del Tallone stesso. Composti di uomini e di donne

ispirati da propositi sublimi, e impavidi davanti alla morte, i Gruppi

di Combattimento esercitarono una prodigiosa influenza e moderarono

la brutalità dei governanti. La loro opera non si limitò a una guerra

invisibile contro gli agenti dell’oligarchìa. Gli oligarchi stessi e

spesso, persino i sottocapi degli oligarchi, ufficiali dell’esercito e

capi delle caste operaie, furono obbligati a prendere in considerazione

i decreti dei Gruppi.

Le sentenze di questi rivendicatori organizzati erano conformi alla più

rigorosa giustizia; e soprattutto notevole era la loro procedura senza

passione e perfettamente giuridica. Non c’erano giudizi improvvisati.

Quando un uomo era preso, lo si giudicava lealmente e gli si lasciava

la possibilità di difendersi. Necessariamente, molti furono processati

e condannati per procura, come nel caso del generale Lampton, nel 2138

dopo G. C. Questi era forse il più sanguinario e il più crudele dei

mercenarii dell’oligarchia. Fu informato dai Gruppi di Combattimento

che era stato giudicato, riconosciuto colpevole e condannato a morte; e

questo avvertimento gli venne dato dopo di averlo tre volte esortato a

cessare dal trattare ferocemente il proletariato. Dopo questa condanna,

Lampton si circondò d’ogni mezzo di protezione, e, per anni ed anni

i Gruppi di Combattimento si sforzarono invano di eseguire la loro

sentenza. Molti compagni, uomini e donne, fallirono successivamente nei

loro tentativi e furono crudelmente condannati dall’oligarchia. Perciò

fu rimessa in vigore la crocifissione come mezzo di esecuzione legale.

Ma alla fine il condannato trovò il suo boia nella persona di una

giovinetta di diciassette anni, Maddalena Provence, che per ottenere

il suo scopo, serviva da due anni nel palazzo, come guardarobiera.

Essa morì dopo torture orribili e prolungate, in una cella. Ma oggi

la sua statua di bronzo sorge sul Pantheon della Fratellanza, nella

meravigliosa Città di Serles.

Noi che, per esperienza personale, non sappiamo che cosa sia un

omicidio, non dobbiamo giudicare troppo severamente gli eroi dei Gruppi

di Combattimento. Essi hanno dato la loro vita per l’umanità; per

la quale nessun sacrificio sembrava troppo grande. E, d’altra parte,

una necessità inesorabile li obbligava a dare al loro sentimento una

forma sanguinosa, in un’epoca sanguinaria. I Gruppi di Combattimento

furono l’unica freccia nel fianco che il Tallone di Ferro non potè mai

estirparsi. A Everhard spetta la paternità di questo strano esercito.

I suoi successi e la sua resistenza, durante trecento anni, mostrano la

saggezza con la quale egli organizzò, e la solidarietà della fondazione

legata da lui ai costruttori avvenire. Da certi punti di vista, questa

organizzazione può essere considerata come la sua opera principale,

a parte il grande valore dei suoi lavori economici e sociali e le sue

gesta di capo supremo della Rivoluzione.

[91] Condizioni simili si osservano in India, nel secolo XIX, sotto il

dominio britannico. Gli indigeni morivano di fame a milioni, mentre

i loro padroni li privavano del frutto del lavoro e lo spendevano

in cerimonie e cortei feticisti. Non possiamo non vergognarci, in

questo secolo di lumi, della condotta dei nostri antenati, e dobbiamo

limitarci a pensare filosoficamente che nell’evoluzione sociale lo

stadio capitalistico sia, pressa poco, come l’età scimmiesca all’epoca

dell’evoluzione animale. L’Umanità doveva superare quei periodi per

uscire dal fango degli organismi inferiori; e le era naturalmente

difficile liberarsi interamente di quella viscida feccia.

[92] Questa espressione è una trovata dovuta al genio di H. G. Wells,

che viveva alla fine del Secolo XIX. Era un veggente, in fatto di

sociologia, uno spirito sano e normale, e nello stesso tempo un cuore

veramente umano. Numerosi frammenti delle sue opere sono giunti fino

a noi, e due delle sue opere migliori: «Anticipations» e «Mankind in

the Making», ci sono state conservate intatte. Prima degli oligarchi,

e prima di Everhard, Wells aveva preveduto la costruzione di città

meravigliose di cui parla nel suoi libri chiamandole «pleasure cities»,

città del piacere.

[93] Persuasa che le sue memorie sarebbero state lette, nel suo tempo,

Avis Everhard ha tralasciato il risultato del processo per alto

tradimento. Ci sono nel manoscritto molte altre lacune del genere.

Cinquantadue membri socialisti del Congresso, furono giudicati e

ritenuti colpevoli. Cosa strana, però: nessuno fu condannato a morte.

Everhard e undici altri, fra cui Teodoro Donnelson e Matthew Kent,

furono condannati al carcere a vita.

Gli altri quaranta furono condannati, chi a trenta, chi a

quarantacinque anni; e Arturo Simpton, che il manoscritto dice ammalato

di tifoidea al momento dell’esplosione, non ebbe che quindici anni

di carcere. Secondo la tradizione, fu lasciato morire di fame nella

sua cella per punirlo della sua intransigenza ostinata, e del suo

odio ardente ed assoluto contro tutti i servi del dispotismo. Morì a

Cabanas, nell’Isola di Cuba, dove tre altri de’ suoi compagni erano

detenuti. I cinquantadue socialisti del Congresso furono rinchiusi

nelle fortezze militari sparse sul territorio degli Stati Uniti: così,

Dubois e Woods furono rinchiusi a Porto Rico; Everhard e Merryweather

nell’isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, che da molto tempo

serviva da prigione militare.

[94] Avis Everhard avrebbe dovuto aspettare molte generazioni prima di

ottenere la rivelazione del mistero. Quasi cento anni fa, e quindi più

di seicento anni dopo la sua morte, fu scoperta negli archivi segreti

del Vaticano, la confessione di Pervaise. Non è forse inopportuno

fare un cenno di quest’oscuro documento sebbene esso non abbia per gli

storici più alcun valore, ormai.

Pervaise, un americano di origine francese, nel 1913 era prigioniero

a Nuova York, in attesa di essere processato per omicidio. Sappiamo,

dalla sua confessione, che senza essere un criminale indurito, aveva

un carattere impulsivo, impressionabile ed appassionato. In un impeto

di gelosia folle aveva ucciso la moglie, cosa abbastanza comune, a

quel tempo. Il terrore della morte si impadronì di lui, come raccontò

egli stesso; e per sfuggirle si sentì disposto a fare qualunque cosa.

Gli agenti segreti, per ridurlo alle loro mire, gli confermarono che

si era reso colpevole di omicidio di primo grado, delitto che era

punito colla pena capitale, giacchè il condannato veniva legato a una

poltrona apposita, e per cura di medici specialisti era ucciso dalla

corrente elettrica. Questo modo di esecuzione chiamato elettrocuzione,

era molto in voga, a quel tempo: solo tempo dopo, fu sostituito

dall’anestesia. Quest’uomo, che non aveva cuore cattivo, ma una natura

superficiale improntata a un’animalità violenta, a che aspettava in una

cella l’inevitabile morte, si lasciò facilmente convincere a gettare

una bomba alla Camera. Dichiara, anzi, nella sua confessione, che gli

agenti del Tallone dì Ferro gli affermarono che l’ordigno sarebbe stato

inoffensivo, e che non avrebbe ucciso nessuno. Egli fu introdotto

di nascosto in un palco ostentatamente chiuso col pretesto ch’era

in riparazione, e, incaricato di scegliere il momento opportuno per

gettare la bomba, conferma ingenuamente che tanto era l’interessamento

pel discorso di Ernesto e pel tumulto suscitato da questo, che per poco

non dimenticò il compito affidatogli.

Non soltanto Pervaise fu liberato, ma gli fu concessa una pensione

per tutta la vita. Ma non potè fruirne a lungo: nel settembre del

1914 fu colpito da reumatismo al cuore e morì dopo tre giorni. Allora

mandò a chiamare un prete cattolico, al quale fece la confessione.

Il Padre Durban, considerandola molto grave, la scrisse e la firmò,

come testimonio. Noi possiamo soltanto fare delle congetture su quanto

avvenne dopo. Il documento era certo abbastanza importante per trovare

la via di Roma. Potenti influenze furono messe in movimento per

evitare la divulgazione. Soltanto nel secolo scorso, Lorbia, il celebre

scienziato italiano, durante le sue ricerche, lo scoprì. Oggi, dunque,

non rimane alcun dubbio che il Tallone di Ferro sia il responsabile

dell’esplosione del 1913. Ed anche se la confessione di Pervaise

non avesse mai veduto la luce non vi sarebbe potuto essere dubbio

ragionevole: quell’atto che mandò in prigione cinquantadue deputati,

è della stessa natura degli altri innumerevoli delitti commessi dagli

oligarchi, e, prima di essi, dai capitalisti.

Come esempio classico di massacri di innocenti, commessi con ferocia

e indifferenza, bisogna citare quello dei cosiddetti anarchici di

Haymarket, a Chicago, nella penultima decade del secolo XIX. Bisogna

considerare a parte l’incendio doloso e la distrazione dei possedimenti

capitalistici compiuti dai capitalisti medesimi. Per delitti di

questo genere furono puniti numerosi innocenti, messi in ferrovia,

(railroaded) secondo un’espressione usata allora, nel senso che i

giudici si erano intesi prima, per liquidare i conti.

Durante le rivolte del lavoro che scoppiarono nella prima decade del

secolo XX fra i capitalisti e la Federazione Occidentale dei Minatori,

fu adoperata una tattica simile, ma più sanguinosa. Gli agenti dei

capitalisti fecero saltare in aria la stazione della ferrovia a

Indipendenza: tredici uomini furono uccisi, e molti altri feriti.

I capitalisti che guidavano il meccanismo legislativo e giudiziario

dello Stato del Colorado, accusarono di questo delitto i minatori e

per poco non li fecero condannare. Romaines, uno degli strumenti di

questo «affare», era in prigione in un altro Stato, nel Kansas, quando

gli agenti del capitalisti gli proposero il colpo. Ma le confessioni

di Romaines furono pubblicate durante la sua vita, al contrario di

quelle di Pervaise. Nello stesso tempo, vi fu ancora il caso di Moyer

e Haywood, due capi di lavoratori, forti e risoluti: l’uno presidente

e l’altro segretario della Federazione Occidentale dei Minatori.

L’ex Governatore dell’Idaho era stato assassinato misteriosamente; i

socialisti e i minatori avevano apertamente incolpato di questo delitto

i proprietarî delle miniere. Pure, violando le norme costituzionali

statali, in seguito a una intesa fra i governatori dell’Idaho e del

Colorado, Moyer e Haywood furono presi, gettati in carcere e accusati

dell’omicidio.

Questo fatto provocò la seguente protesta di Eugenio V. Deba, capo

del Socialismo americano: «I capi del lavoratori, che non si possono

corrompere, si arrestano o si assassinano. Moyer e Haywood, sono

colpevoli soltanto del reato di fedeltà tenace e inconcussa alla classe

operaia. I capitalisti hanno spogliato il nostro paese, corrotto la

nostra politica, disonorato la nostra giustizia; ci hanno calpestato

coi loro scarponi ferrati, ed ora si propongono di ammazzare coloro

che non sono così abbietti da sottomettersi al loro brutale dominio.

I governatori del Colorado e dell’Idaho non fanno che eseguire gli

ordini dei loro padroni: i plutocrati. La lotta è incominciata fra i

lavoratori e la plutocrazia. Questa può, sì, assestare il primo colpo

violento, ma noi daremo l’ultimo».

[95] Questa scena ridicola costituisce un documento tipico dell’epoca,

e dipinge bene la condotta di quel padroni senza cuore. Mentre il

popolo moriva di fame, i cagnolini di lusso avevano delle speciali

cameriere. Il travestimento dì Avis Everliard era una cosa ben

pericolosa, ma era un caso di vita o di morte ed era in gioco la causa,

ed è perciò da considerarsi veritiero.

[96] _Pullman_, si chiamavano così le vetture più lussuose dei treni di

quel tempo, dal nome del loro inventore.

[97] Nonostante i continui pericoli, quasi inimmaginabili, Anna

Roylston raggiunse la bella età di anni novantuno. Come i Pococks

sfuggirono agli esecutori del Gruppi di Combattimento, essa sfidò

quelli del Tallone di Ferro. Prospera in mezzo ai pericoli, la suo

vita sembrava protetta da un sortilegio. Essa stessa si era fatta

giustiziera per conto di Gruppi di Combattimento: la chiamavano la

Vergine Rossa e diventò una delle eroine della Rivoluzione. All’età

di sessantanove anni, uccise Halcliffe «il sanguinario», circondato da

una scorta, e scappò, senza neppure una scalfittura. Morì di vecchiaia

nel suo letto, in un rifugio segreto e sicuro di rivoluzionarî, sulle

montagne di Ozark.

[98] Socialista Labor Party.

[99] Nonostante tutte le ricerche fra i documenti dell’epoca, non

abbiamo potuto trovare nessuna allusione al personaggio in questione.

Non ne parla che il manoscritto di Everhard.

Il tallone di ferro · 第 21 / 22 段