Nell’A. D. 1835, l’Assemblea Generale della Chiesa Presbiteriana decise

così: «la schiavitù è riconosciuta tanto nel Vecchio come nel Nuovo

testamento e non è condannata dall’autorità di Dio». La «Charleston

Baptist Association» affermò in una conferenza, nel 1835. A. D.:

«Il diritto dei padroni di disporre del tempo dei loro schiavi fu

chiaramente riconosciuto dal Creatore di tutte le cose, il quale è

certamente libero di investire del diritto di proprietà su qualunque

oggetto chiunque a Lui piaccia». Il reverendo E. D. Simon, Dottore

in teologia e professore nel Collegio Metodistico di Randolph-Macon,

in Virginia, scrisse: «Estratti dalle Sacre Scritture asseriscono

inequivocabilmente il diritto di proprietà degli schiavi, con tutte

le conseguenze derivanti da tale diritto. È chiaramente stabilito

il diritto di acquistarne e di venderne. Nell’assieme, dunque,

sia che si consulti la politica ebrea Istituita da Iddio stesso, o

l’uniforme opinione e la pratica del genere umano in tutte le età,

o i comandamenti del Nuovo Testamento e la legge morale, noi siamo

costretti a concludere che la schiavitù non è immorale. Stabilito

il fatto che i primi schiavi africani furono lealmente condotti in

ischiavitù, il diritto di mantenere i loro figli in servitù segue

come indispensabile conseguenza. Cosicchè noi vediamo che la schiavitù

esistente in America è fondata sul diritto».

Non è punto da meravigliarsi che un simile linguaggio sia stato tenuto

dalla Chiesa, una o due generazioni dopo, in rapporto alla difesa della

proprietà capitalistica. Nel grande museo di Asgard, esiste un libro

intitolato: «Saggi in Applicazione» scritti da Enrico Van Dyke. Il

libro fu pubblicato nel 1905 dell’Era Cristiana, ed è un buon esempio

di ciò che Everhard avrebbe chiamato mentalità borghese. Si noti la

somiglianza tra l’elocuzione della «Charleston Baptist Association»

citata sopra, e la seguente elocuzione di Van Dyke settant’anni dopo:

«La Bibbia insegna che Dio possiede il mondo. Distribuisce a tutti gli

uomini secondo gli piace, conformemente alle leggi generali».

[24] Esistevano, a quel tempo, migliaia di poveri merciaiuoli

ambulanti, che offrivano di porta in porta la loro mercanzia. Era un

vero spreco di energia. I sistemi di distribuzione erano confusi e

irrazionali, come tutto l’insieme del sistema sociale.

[25] A quei tempi le ruberie erano incredibilmente comuni. Tutti

rubavano la proprietà degli altri. I dirigenti della Società rubavano

legalmente o facevano legalizzare le loro ruberie, mentre le classi più

povere rubavano illegalmente.

Nulla, che non fosse custodito, era sicuro. Un numero enorme di uomini

era impiegato come guardiani per proteggere la proprietà. Le case dei

benestanti erano depositi di sicurezza, sotterranei e fortezze insieme.

L’appropriarsi di cose personali altrui, che osserviamo oggi nei nostri

figli, è considerato come un retaggio istintivo del caratteristico

furto comunissimo in quei tempi.

[26] I lavoratori erano chiamati al lavoro e lasciati in libertà

mediante il fischio di sirene a vapore, che urlavano così furiosamente

da guastare i nervi.

[27] Il compito degli avvocati delle società anonime era di servire,

con metodi di corruzione, le tendenze di queste ad afferrar danaro ad

ogni costo. È storico che Teodoro Roosevelt, a quel tempo Presidente

degli Stati Uniti, disse, nell’A. D 1905, in un discorso di apertura

dell’Anno accademico, all’Università di Harvard: «Tutti noi sappiamo

che, come stanno attualmente le cose, molti del più influenti e meglio

retribuiti membri del Foro, in ogni centro di ricchezza, si dedicano

particolarmente al compito speciale di trovare il modo più ardito e più

ingegnoso che permetta ai loro ricchi clienti, individui o società, di

eludere le leggi fatte per regolare, nell’interesse del pubblico, l’uso

delle grandi ricchezze.

[28] Esempio tipico della lotta micidiale che minava l’intera società.

Gli uomini si predavano l’uno l’alto, come voraci lupi. I grossi lupi

divoravano i piccoli, e nel branco sociale Jackson era uno dei più

trascurabili e piccoli lupi.

[29] Diciamo, per spiegare, non la bestemmia di Smith, ma il verbo

energico adoperato da Avis, che quella brutalità di linguaggio, comune

in quell’epoca, esprimeva perfettamente la bestialità della vita che si

conduceva allora, vita di felini anzichè di esseri umani.

[30] Allusione al totale di voti ottenuti dalla lista socialista nelle

elezioni del 1910. L’aumento progressivo di questo totale indica la

rapida crescita del partito della rivoluzione negli Stati Uniti. Era

di 2068 voti, nel 1888; di 127.713 nel 1902; di 435.040 nel 1904: di

1.108.427 nel 1908 a nel 1910 di 1.688.211.

[31] In quella perpetua lotta, nessuno, per quanto ricco fosse, poteva

essere sicuro dell’avvenire. Appunto per il pensiero del benessere

della famiglia, gli uomini inventarono le assicurazioni. Questo

sistema, che al nostro tempo illuminato sembra assurdo e comico, era

allora una cosa seria. Il più buffo si è che i fondi delle Compagnie di

assicurazioni erano di frequente svaligiati e dissipati dalle persone

stesse incaricate di amministrarli.

[32] Prima della nascita di Avis Everhard, John Stuart Mill, scriveva

nel suo saggio, «Sulla Libertà»: «Ovunque esiste una classe dominante,

dagli interessi di questa classe e dai suoi sentimenti di superiorità

di classe nasce gran parte della morale pubblica».

[33] Le contraddizioni verbali, chiamate _Irish Balls_, sono state per

lungo tempo un piacevole vizio degli antichi irlandesi.

[34] I giornali del 1902 attribuiscono al Sig. George F. Baer,

presidente dell’_Anthracite Coal Trust_, l’enunciazione di questo

principio: «I diritti e gli interessi delle classi lavoratrici, saranno

protetti dai cristiani ai quali Dio, nella Sua infinita sapienza, ha

confidato gli interessi della proprietà in questo paese».

[35] La parola _società_ è adoperata qui in senso ristretto, secondo

l’abitudine del tempo, per indicare i fannulloni dorati, che senza

lavorare si concedevano tutti i godimenti. Gli uomini di affari e i

lavoratori manuali non avevano nè il tempo, nè l’occasione di giocare a

un simile gioco di _società_.

[36] «Portate il vostro infetto danaro», era il sentimento della

Chiesa, espresso in parole, durante questo periodo.

[37] Nelle colonne dell’_Outlook_, rivista critica settimanale di

quegli anni (18 Agosto 1906), è riferita la storia di un operalo che

perdette un braccio nelle stesse condizioni di fatto di Jackson.

[38] Non si era ancora scoperta la vita semplice, e c’era l’usanza di

riempire gli appartamenti di ninnoli. Le camere erano dei musei la cui

pulizia richiedeva un lavoro continuo. Il diavolo dalla polvere era il

padrone di casa: c’erano mille modi di attirare la polvere, e pochi per

sbarazzarsene!

[39] L’annullamento del testamenti era una delle caratteristiche del

tempo. Coloro che avevano accumulato grossi patrimonî, non sapevano in

che modo disporne per dopo la loro morte. La redazione e l’annullamento

dei testamenti, erano specializzazioni complementari come quelle delle

corazze e degli obici. E così si ricorreva a uomini di legge finissimi

per redigere i testamenti in modo che fosse impossibile annullarli.

Ma erano poi annullati ugualmente dagli avvocati stessi che li avevano

redatti.

Ciò nonostante, i ricchi persistevano nell’idea che fosse possibile

fare un testamento inattaccabile, e quest’illusione fu mantenuta per

generazioni intere dagli uomini di legge, nei loro clienti. Fu una

ricerca analoga a quella del dissolvente universale, che fecero gli

alchimisti del Medio Evo.

[40] Curiosa serie di romanzi _sui generis_, destinati a propagare, fra

i lavoratori, idee false sulla vera natura della classe oziosa.

[41] Gli uomini di quel tempo erano schiavi di alcune formule, e

l’abbiezione di questo servilismo è strana. C’era, nelle parole, una

magìa più forte di quella dei giocatori di bussolotti. Le menti erano

così confuse, che una semplice parola aveva il potere di annientare

le conclusioni di tutta una vita di pensiero e di ricerche. La parola

«Utopista» era di queste: e bastava pronunciarla per condannare i

disegni meglio concepiti di miglioramento o di rigenerazione economica.

Popoli interi erano presi da una specie di follìa, alla semplice

enunciazione di certe espressioni come: «un dollaro onesto» o «un sacco

pieno di mangiure» la cui invenzione era considerata una trovata di

genio.

[42] In origine, erano dei _detectives_ privati; ma divennero ben

presto sostenitori salariati dei capitalisti e poi finirono per essere

i mercenari dell’Oligarchia.

[43] I rimedî brevettati erano veri inganni patentati, ma il popolo

ci credeva come alle grazie e alle Indulgenze del Medio Evo. La sola

differenza era che i rimedî brevettati costavano dippiù, ed erano

nocivi.

[44] Fin verso il 1912 la maggior parte del popolo conservò l’illusione

di avere essa il paese, per mezzo delle elezioni. In realtà, il paese

era governato dal cosidetto meccanismo politico (_political machine_).

In principio, i capi o imprenditori (_bosses_) di questi meccanismi,

estorcevano ai capitalisti grosse somme per influire sulla legislatura;

ma i grossi capitalisti non tardarono a capire che sarebbe stato più

economico per loro avere direttamente nelle loro mani quel meccanismo,

e pagare essi stessi i capi.

[45] Roberto Hunter, in un libro intitolato «Poverty», pubblicato nel

1906, diceva che in quel tempo c’erano negli Stati Uniti dieci milioni

di individui viventi in povertà.

[46] Secondo il censimento del 1900, negli Stati Uniti (l’ultimo le cui

cifre siano state pubblicate) il numero dei fanciulli che lavoravano

era di 1.752.187.

[47] La tendenza di questo pensiero è dimostrata dalla seguente

definizione tolta da un’opera intitolate «The Cynic’s Word Book»,

pubblicata nell’A. D. 1906 e scritta da un certo Ambrose Bierce, noto

misantropo: «Grape-shot (_shrapnel_). Argomento che l’avvenire prepara

in risposta alle domande del socialismo americano».

[48] Gli schiavi africani e i criminali avevano attaccata alla gamba

una catena di ferro, che trascinavano. Solo dopo l’avvento della

Fratellanza dell’Uomo, simili usi barbari furono abbandonati.

[49] C’erano stati, prima di Everhard, uomini che avevano presentito

quell’ombra, quantunque, come lui, fossero incapaci di precisarne la

natura. John C. Calhoun diceva: «Un potere superiore a quello dello

stesso popolo è sorto nel Governo. È un fascio d’interessi numerosi,

diversi e potenti, combinati in una massa unica e mantenuti dalla

forza di coesione dell’enorme riserva che esiste nelle banche». E

il grande umanista Abraham Lincoln dichiarava qualche giorno prima

del suo assassinio: «Prevedo nel prossimo avvenire una crisi che mi

fa tremare per la sicurezza del mio Paese... Le Società anonime sono

state inalzate al trono: ne seguirà un’êra di corruzione nelle classi

elevate, e il potere capitalista del Paese si sforzerà di prolungare il

suo regno appoggiandosi sui pregiudizi del popolo, sinchè la ricchezza

non sia agglomerata in poche mani e la Repubblica distrutta». (Nota

dell’Autore).

[50] Questo libro: «Economia e Educazione» fu pubblicato durante

l’anno. Ne esistono tre esemplari: due ad Ardia ed uno ad Asgard.

In esso egli trattava particolareggiatamente d’uno dei fattori di

conservazione dell’ordine, cioè del presupposto capitalista nella

cultura delle Università e delle scuole secondarie. Era un atto

di accusa logica e schiacciante, lanciato contro tutto un sistema

di educazione che sviluppava nella mente degli studenti solo idee

favorevoli al regime, escludendo ogni idea avversa o sovversiva. Il

libro fece colpo e fu soppresso dall’oligarchia.

[51] Non esiste nessun indizio che possa farci conoscere il nome

dell’organizzazione rappresentata da queste iniziali.

[52] È un sonetto di Oscar Wilde, uno dei Maestri della letteratura del

Secolo XIX dell’êra cristiana.

[53] _At cut rate_ significava abbassare i prezzi di vendita sino alla

pari del costo della merce, e, talvolta, anche al disotto. Una grossa

Società poteva vendere in perdita più a lungo di una piccola; ed era un

mezzo adoperato spesso per vincere la concorrenza.

[54] Furono tentati numerosi sforzi, in quel tempo, per organizzare la

classe decadente del fittavoli, in un partito politico, allo scopo di

distruggere i trusts con severe misure legislative, ma tutti gli sforzi

fallirono.

[55] Il primo gran _trust_ che riuscì, circa una generazione prima

degli altri.

[56] Dichiarare fallimento o bancarotta: istituzione speciale che

permetteva all’industriale che non era riuscito, di non pagare i suoi

debiti, e che aveva per effetto di addolcire le condizioni feroci di

quella lotta a colpi di unghie e di zanne.

[57] Everhard aveva detto il vero. Solo sbagliando la data della

presentazione del disegno di legge, che ebbe luogo il 30 giugno

e non il 30 luglio. Esistono, a Ardis, gli Annali del Congresso,

«Congressional Record», dove si parla dì questa legge, con questi

termini: 30 Giugno; 9, 15, 16 e 17 Dicembre 1902; 7 e 14 Gennaio 1903.

L’ignoranza manifestata a quel pranzo da uomini di affari, non era

affatto eccezionale. Pochissimi conoscevano l’esistenza di detta legge.

Nel luglio 1903, un rivoluzionario, E. Untermann, aveva pubblicato a

Girard, nel Kansas, un opuscolo che trattava della legge sulla milizia.

L’opuscolo fu venduto fra i lavoratori, ma, data la separazione delle

classi, non fu diffuso nella classe media, che ignorò l’esistenza

dell’opuscolo, e rimase nell’ignoranza della legge.

[58] Everhard sviluppa qui chiaramente la causa di tutti i movimenti

operai di quel tempo. Nella divisione del frutto della cooperazione

fra capitale e lavoro, il capitale voleva quanto più poteva avere e

il lavoro pure. Il dissidio su questa divisone era inconciliabile. In

regime di produzione capitalistica, il lavoro e il capitale avrebbero

continuato a litigare nella divisione del prodotto. È per noi uno

spettacolo vergognoso, ma non dobbiamo dimenticare che sono trascorsi

sette secoli da quel tempo.

[59] Teodoro Roosevelt, Presidente degli Stati Uniti, qualche

anno prima del tempo di cui si tratta, fece in pubblico questa

dichiarazione:

«Ci vuole una reciprocità più estesa, più liberale nella compera

e vendita delle merci, in modo che si possa disporre in maniera

soddisfacente, nei paesi stranieri, della produzione superflua degli

Stati Uniti».

Naturalmente la produzione eccessiva, cui accennava, era costituita dal

guadagno dei capitalisti eccedente la loro capacità di consumo. Nello

stesso tempo. Il senatore Mark Hanna diceva:

«La produzione della ricchezza negli Stati Uniti è annualmente

superiore di un terzo al consumo».

Un altro senatore, Chauncey Depew, dichiarava:

«Il popolo americano produce annualmente due miliardi di ricchezza di

più di quanto consumi».

[60] Carlo Marx, il grande eroe intellettuale del socialismo, era

un ebreo tedesco del secolo XIX, contemporaneo di John Stuart Mill.

Stentiamo a credere oggi, dopo l’enunciazione delle scoperte economiche

di Marx, che, durante molte generazioni egli possa essere stato deriso

dai pensatori e scienziati più considerevoli e stimati. Egli, in

seguito alle sue scoperte, fu bandito dal suo paese natale e morì in

esilio, in Inghilterra.

[61] È la prima volta, secondo noi, che simile nome fu adoperato per

designare l’oligarchìa.

[62] Questa divisione di Everhard è conforme a quella di Luciano

Sanial, una delle autorità del tempo, in fatto di statistica. Ecco,

secondo il censimento del 1900, negli Stati Uniti, il numero di persone

ripartite nelle tre classi, secondo la loro professione:

Classe della plutocrazia: 250.261.

Classe media: 8.429.845

Classe proletaria: 20.393.137.

[63] Fino al 1907, si considerava il paese come dominato da undici

gruppi; ma il loro numero fu ridotto, per la fusione dei cinque gruppi

delle ferrovie in un unico gruppo.

I cinque gruppi amalgamati, e gli altri loro alleati finanziarii e

politici erano:

_a_) James J. Hill, colla direzione del Nord-Ovest.

_b_) Il gruppo delle ferrovie di Pennsilvania, con a capo Schilf,

Direttore finanziario, e di alcune grosse banche di Filadelfia e di

New-York.

_c_) Harriman, con Frick, avvocato consulente, e Odell, luogotenente

politico, dirigente le linee di trasporto del centro continentale del

Sud-Ovest e del Sud-Pacifico.

_d_) Gl’interessi ferroviarii della famiglia Gould.

_e_) Moore, Rejd e Leeds, conosciuti col nome di Rock-Island-Crowd.

Queste potenti oligarchie, nate dal conflitto della concorrenza,

dovevano seguire inevitabilmente il cammino che conduce

all’associazione.

[64] _Lobby_, istituzione speciale avente lo scopo di intimidire e

corrompere i legislatori incaricati di rappresentare gli interessi del

popolo.

[65] Una diecina di anni prima di questo discorso di Everhard, la

Camera di Commercio di New-York aveva pubblicato un rapporto dal quale

riportiamo queste righe: «Le ferrovie dispongono assolutamente del

potere legislativo della maggioranza degli Stati dell’Unione: fanno e

disfanno a loro piacere i senatori, i deputati, i governatori, e sono i

veri detentori della politica governativa».

[66] Rockefeller sorse dal proletariato, e a forza di risparmio e di

scaltrezza, riuscì ad organizzare il primo _trust_ perfetto, quello

che è conosciuto col nome di _Standard Oil_. Non possiamo esimerci dal

citare una pagina notevole della storia di quel tempo per dimostrare

come la _Standard Oil_, per la necessità di impiegare la sua ricchezza

esuberante, abbia schiacciato i piccoli capitalisti, affrettando

il crollo del sistema capitalistico. David Graham Phillips era uno

scrittore radicale d’allora, e questa citazione è tolta da un suo

articolo nel _Saturday Evening Post_ del 4 ottobre 1902. Abbiamo questo

solo esemplare del giornale, dalla forma e dalla tiratura del quale

dobbiamo però concludere che era uno dei periodici popolari più in

voga.

«Dieci anni or sono, il reddito di Rockefeller era valutato a

trenta milioni di dollari, da un’autorità competente, impiegati

nei petrolii. Ormai, somme enormi, più di due milioni di dollari

al mese, incassa il solo John Davidson Rockefeller. Il problema

dell’impiego di questo danaro diventava un cruccio. Il reddito del

petrolio ingrossava, si gonfiava sempre, ed il numero dei possibili

impieghi sicuri era limitato, più di ora.

«Ma non fu l’avidità di nuovi guadagni a spingere i Rockefeller

verso altri rami di affari, oltre il petrolio: essi furono

trascinati per forza dal flusso di ricchezza, che attirava

la calamita del loro monopolio irresistibilmente. Dovettero

organizzare un personale apposito per fare delle ricerche e delle

inchieste circa nuovi impieghi di denaro. Si dice che il capo di

questo personale riceva uno stipendio annuo di 125.000 dollari.

«La prima escursione, o incursione notevole di Rockefeller, avvenne

nel dominio della ferrovia. Nel 1895, essi disponevano di un quinto

di tutta la rete ferroviaria del Paese. Che cosa possiedono oggi, e

che cosa dirigono come principali proprietari?

«Hanno ingerenza nella maggior parte delle grandi linee di viaggi

che si dipartono da Chicago; dominano parecchie reti che si

estendono fino al Pacifico. I loro voti formano la potenza del

signor Morgan, ora, ma bisogna aggiungere, però, che essi hanno

bisogno del suo cervello più ch’egli non abbia bisogno dei loro

voti: così che questa combinazione risulta, in larga misura, da

comunità d’interessi».

Ma le sole ferrovie non bastavano ad assorbire rapidamente quelle

enormi ricchezze. I 2.500.000 dollari di J. D. Rockefeller non

tardarono a diventare cinque, sei milioni il mese, fino a 75.000.000

di dollari l’anno. I petrolî si mutavano in continuo guadagno, e i

guadagni, a loro volta impiegati in altre imprese, davano nuovi milioni

ogni anno.

I Rockefeller entrarono, allora, a fare parte dell’industria del gas

e dell’elettricità, appena queste industrie, abbastanza sviluppate,

costituirono un sicuro impiego. Ed ora gran parte del popolo americano,

qualunque sia il genere di illuminazione che adopera, è costretto ad

arricchire i Rockefeller, quando il sole tramonta. Poi si lanciarono

nell’impresa delle ipoteche sulle fattorie. Si racconta che qualche

anno fa, quando la prosperità aveva permesso ai fittavoli di liberarsi

dalle ipoteche, J. D. Rockefeller ne fosse addolorato fino alle

lacrime; otto milioni di dollari che egli credeva bene impiegati, a un

buon interesse, per degli anni, gli venivano rigettati sulle braccia, e

domandavano un nuovo impiego. Questo aggravio inatteso del suo perpetuo

cruccio di trovare un impiego a favore dei bimbi, dei nipoti, e dei

pronipoti del suo petrolio, era più di quanto potesse sopportare un

uomo afflitto da cattive digestioni...

I Rockefeller misero capitali nello sfruttamento delle miniere di

ferro, carbone, rame e piombo, poi in altre società industriali, nei

tranvai, nell’acquisto di titoli nazionali di Stato e municipali, per

lo sfruttamento delle grandi linee marittime, dei battelli a vapore,

dei telegrafi, dei bassifondi, per la costruzione dei grattacieli,

delle case, degli alberghi e delle grandi costruzioni per uffici, nelle

assicurazioni sulla vita e nelle banche. Non ci fu, ben presto, un solo

campo dell’industria dove i loro milioni non fossero in opera...

La Banca Rockefeller — la _National City Bank_ — è la più importante

degli Stati Uniti. Ed è superata solo dalla Banca d’Inghilterra e dalla

Banca di Francia. I depositi oltrepassano, in media, cento milioni di

dollari al giorno; essa domina il mercato dei valori di Wall Street,

come la borsa dei fondi pubblici. Ma non è sola: costituisce il primo

anello di una catena di Banche Rockefeller che comprende quattordici

banche e consorzi nella Città di New-York, oltre le banche fortissime e

influentissime in tutti i grandi centri monetarî del paese.

J. D. Rockefeller possiede fondi della _Standard Oil_, per un valore di

quattro o cinque milioni di dollari. Ha cento milioni di dollari nel

_trust_ dell’acciaio, quasi altrettanto in un altro, e così via, al

punto che la mente si stanca nell’elencarne le ricchezze.

Le sue entrate furono, l’anno scorso, di cento milioni di dollari

circa; e sembra che tutte le entrate di Rockefeller insieme,

raggiungano una somma maggiore, che aumenta a sbalzi continui.

[67] Le Centurie Nere, «the Black Hundreds», (le Camice Nere di quel

tempo) erano delle bande reazionarie organizzate dalla plutocrazia

decadente, durante la Rivoluzione Russa. Questi gruppi reazionari

attaccavano i gruppi rivoluzionari. Inoltre, al momento opportuno

sollevavano il popolo e distruggevano le proprietà per fornire

all’autocrazìa un pretesto per chiamare i Cosacchi.

[68] Sotto il regime capitalista i periodi di crisi erano tanto

inevitabili, quanto assurdi. La proprietà era sempre causa di calamità.

Il fatto era dovuto, naturalmente, all’eccesso di guadagno non

consumato.

[69] In teoria e in pratica, in tutto, fuorchè nel nome, i crumiri

erano i soldati segreti dei capitalisti. Perfettamente organizzati

e armati, erano sempre pronti ad essere lanciati con treni speciali,

sui paesi dove i lavoratori si mettevano in isciopero o erano messi

in riposo dai loro padroni. Solo un’epoca così straordinaria poteva

dare lo spettacolo di un certo Farley, noto capo dei crumiri, che

nel 1906 attraversò gli Stati Uniti con treni speciali, da Nuova York

a San Francisco, alla testa di un esercito di 2500 uomini armati ed

equipaggiati per ostacolare lo sciopero dei carrettieri di quest’ultima

città. Quest’atto era un’infrazione pura e semplice alle leggi del

paese. Ma il fatto che la cosa rimase impunita, come migliaia di atti

consimili, mostra fino a qual punto l’autorità giudiziaria fosse sotto

il dominio della plutocrazia.

[70] Durante uno sciopero di minatori dell’Idaho, nella seconda metà

del diciannovesimo secolo, molti scioperanti furono richiusi dalla

truppa, in un parco bestiame. La cosa ed il nome si perpetuarono nel

ventesimo secolo.

Il tallone di ferro · 第 20 / 22 段