La città della luce.
Alla domenica mattina non c'è famiglia americana che non si rechi a
messa se è cattolica o al sermone se è protestante. Le chiese di tutte
le varietà del protestantismo, che è la religione dominante, sono
numerose, e alcune di esse si fanno la concorrenza come i teatri,
scritturando i migliori oratori.
I pochi che non professano alcun culto sono ascritti a qualche
associazione filantropica e si raccolgono egualmente per curare
qualche opera di beneficenza: scuole, ricoveri e via dicendo.
La signorina Mary apparteneva alla _Ethical Culture Society_, di cui è
presidente il prof. Felice Adler, uno dei più profondi pensatori degli
Stati Uniti, il quale tutti gli inverni tiene a New-York un pubblico
corso di conferenze sul libero pensiero.
Figlio di un celebre e ricco rabbino newyorkese, dopo avere molto
studiato e viaggiato, Adler divenne ateo, abbandonò la religione dei
suoi avi, rinunziò alla successione paterna e fondò un'associazione
che cresce tutti i giorni, per diffondere le sue idee, per spiegare,
cioè, come si possa essere buoni cittadini senza credere in un dio
personale, come si debba lavorare ed essere onesti per l'obbligo che
incombe a ciascheduno di adempiere ai propri doveri nella società, e
per l'onestà per sè stessa, non per timore di essere puniti in
un'altra vita o per guadagnarsi gli ozi beati di un paradiso.
Bob Ingersoll (altro campione del libero pensiero negli Stati Uniti)
combatte la religione col motteggio e con la satira, analizzando tutti
gli errori e le contraddizioni delle cosidette sacre scritture; egli
riscatta gl'ingenui dalla schiavitù della fede con la sferza del
ridicolo.
Adler, invece, serio, semplice, sereno e più profondo, converte al
libero pensiero senza far ridere; egli fa anzi fremere d'ira e di
compassione per tutti i miliardi d'uomini che furono e per i milioni
di viventi che calcolano la vita come un semplice viaggio, fanno del
bene per egoismo, per interesse, per amore della futura ricompensa, e
si astengono dal male per paura della collera divina.
Bob Ingersoll qualche volta è volgare; i suoi giuochi di parole, i
suoi scherzi su certi versetti della Bibbia non sono di buon gusto.
Felix Adler, al contrario, è spesso poeta: quando dimostra come sono
egoisti i credenti e chiede se è più nobile, più generoso, l'uomo ateo
intemerato e buono, o il credente pure buono e senza macchia, ma
guidato nelle proprie azioni dal sentimento religioso, la sua fronte
s'illumina, la sua parola è ispirata.
E convince e persuade più di Ingersoll: la serietà di Adler fa più
impressione del sorriso volterriano dell'avvocato delle Star Routes.
Una domenica in cui accompagnavo la signorina Mary alla conferenza, il
professor Adler si occupava di un fatto avvenuto nella Pensilvania. In
un tribunale di Filadelfia, un onesto cittadino era stato citato,
giorni prima, come testimonio, in una causa. Invitato a prestare il
giuramento prescritto dalla legge, rispose:
--Giuro sul mio onore, sulla mia coscienza, ma non in nome di un dio
personale nel quale io non credo.
Il tribunale rifiutò la testimonianza del libero pensatore e lo fece
uscire dalla sala.
--Capite?--esclamò Adler indignato.--Le leggi americane non accettano
la testimonianza nostra, se non pronunciamo una formula medioevale. La
maggioranza dei cittadini che crede a un dio foggiato a sua imagine,
rifiuta il giuramento di noi liberi pensatori, i quali riconosciamo un
ordine supremo, ma non la deità personificata.
La sala del Chickering-Hall era piena zeppa di un pubblico scelto e
attentissimo.
--E poi si ha il coraggio di affermare--continuò l'oratore--che negli
Stati Uniti tutte le credenze e tutte le religioni sono eguali davanti
alla legge? No, no, no! Questa vantata eguaglianza non è estesa che
alle religioni cristiane: il presbiteriano è eguale al cattolico,
l'anabattista all'episcopale. Ma un ebreo, un libero pensatore, un
maomettano non è riconosciuto eguale al cristiano. Che vergogna per la
giurisprudenza americana! Che onta per un governo sedicente civile!
Quando si comprenderà che un governo non deve immischiarsi delle
coscienze dei cittadini, che deve essere al di sopra di tutte le
religioni, di tutte le credenze religiose e irreligiose? Non vedete
che oggi, in pieno secolo decimonono, ciascuna religione è
intollerante, esclusivista, e distruggerebbe tutte le altre, se lo
potesse? Non vedete che si sgozzano, si massacrano ancora gli ebrei e
si costringono a esiliare, a fuggire dai luoghi nativi, ad abbandonare
i loro beni, i loro negozi?
E combattè fieramente il pregiudizio da cui sono ispirate tante leggi,
che cioè la moralità dipenda dal cristianesimo.
--Noi non avremo--disse--una libera costituzione finchè si manterranno
nelle nostre leggi elementi di inquisizione.
Infatti, l'intollerante spirito del prete traspira sempre dalle
costituzioni americane.
In sei Stati dell'Unione tutti coloro che non credono nell'esistenza
di un dio personificato sono dichiarati ineleggibili a qualsiasi
impiego e vengono così privati di uno dei diritti essenziali del
cittadino.
La costituzione della Carolina del Nord dice:--Le seguenti classi di
persone sono dichiarate inabili a qualunque impiego: Primo, tutti
coloro che negano l'esistenza di Dio onnipotente....--
La costituzione della Carolina del Sud dice:--Nessuna persona che nega
l'esistenza dell'Essere Supremo potrà avere un pubblico impiego sotto
questi statuti.--
Le costituzioni del Mississipì e del Maryland contengono gli stessi
articoli. Gli statuti di Pensilvania e del Tennessee non si contentano
della semplice credenza in un dio personificato, ma richiedono anche
che si creda in una ricompensa o in un castigo oltre tomba. Tutti
coloro che professano opinioni differenti sono legalmente incapaci di
coprire qualsiasi impiego.
Non basta: senza una dichiarazione di fede in un divino capo di
polizia che ricompensa i buoni e punisce i malvagi in questa o
nell'altra vita, la deposizione di un testimonio non può ritenersi
come attendibile.
Solo una metà degli Stati--e New-York è nel numero--ha adottato nella
costituzione la clausola di escludere l'incompetenza per mancanza di
credenza religiosa. È permesso tuttavia di far sorgere la questione
del credo di un testimonio, allo scopo di pregiudicarne la
deposizione.
Chiunque sia membro di associazioni di liberi pensatori o abbia
semplicemente espresso opinioni avanzate in fatto di religione, può
trovarsi ogni giorno esposto alla mortificazione di sentire queste
opinioni citate in una corte di giustizia, col solo scopo di denigrare
il suo carattere e d'invalidare la sua testimonianza di fronte a un
giurì che spesso è composto di ignoranti.
--Nell'udire queste cose--diceva Adler--il nostro primo impulso è di
domandare se, nelle leggi di una repubblica della quale Thomas Paine
fu uno dei fondatori e la cui dichiarazione d'indipendenza fu firmata
da Thomas Jefferson, può essere possibile una tale flagrante
violazione dei principi di eguaglianza e di libertà religiosa.
L'unica scusa per gli americani è che tali leggi non sono state fatte
da loro, ma conservate dai loro avi quali esistevano quando le Colonie
si separarono dall'Inghilterra e quando il cristianesimo era inteso
come facente parte del diritto comune.--Il cristianesimo--diceva lord
Hale--è una parte della legge d'Inghilterra, e il parlar contro la
religione cristiana è un discorrere sovversivo alla legge.--
--E così--esclamava Adler--questo è rimasto un paese puramente
cristiano, e noi non siamo che poveri intrusi a cui la cittadinanza è
accordata per un favore, non per un diritto.
Stefano Girard aveva espressamente stabilito nel suo testamento che
nessun prete, ministro o missionario di qualsiasi setta fosse ammesso
ad un impiego qualunque nella famosa istituzione da lui fondata, e che
a tali persone non venisse accordato l'ingresso nella casa neppure
come semplici spettatori. Egli voleva che gli alunni fossero allevati
unicamente coi principi della moralità e dell'onestà e che solo
fattisi adulti scegliessero il culto religioso che più loro conveniva.
Ebbene, Daniele Webster, il grande, il celebrato oratore,
nell'impugnare il testamento, giunse perfino a dire che la carità di
Girard, tendente a diminuire il rispetto dell'umanità verso il
cristianesimo, non era affatto carità.
Un altro bel discorso che sentii da Adler era contro la preghiera.
Dopo averne analizzato diligentemente le forme diverse, egli diceva:
--Vi sono molte forme di preghiera, ma in generale la preghiera è una
petizione con cui il credente chiede qualche cosa al suo dio. La
stessa parola _preghiera_ in tutte le lingue significa chiedere
umilmente qualche cosa, supplicare, mendicare. Come! L'uomo sano,
intelligente, che col proprio lavoro mantiene sè e la famiglia e si
rende utile alla società, è obbligato a inginocchiarsi davanti al dio
per chiedergli egoisticamente un aumento di guadagno, una stagione
propizia e via dicendo? E a questo dio onnisciente, che tutto vede e
di tutto è informato, il fedele deve specificare la domanda, fare una
lunga e minuziosa storia dei propri bisogni? E perchè? Perchè, vi
rispondono, l'uomo non è che una creatura, venuta alla luce del sole a
propria insaputa e senza averlo chiesto, ma che deve essere
riconoscente al Creatore d'averla messa al mondo, anche quando è
miserabile, storpia, stupida, piena di difetti fisici e morali. Per il
credente non vi deve essere carattere, dignità personale, fiducia
nelle proprie forze: no, tutto dipende dal capriccio di quel padrone
che gli ha fatto il regalo dell'esistenza.--
Adler ha espresso la sua fede nel progresso e nel miglioramento della
razza umana in una poesia intitolata: _La città della luce (The city
of light)_, che anche nel testo inglese, sebbene i versi siano belli e
semplicissimi, ha una nebulosità che risalta maggiormente nella prosa
povera e nuda della traduzione. Ma l'autore ha usato forse a bella
posta il linguaggio mistico e figurato che meglio colpisce la mente
delle masse.
Ecco la traduzione letterale:
«Udiste mai parlare della città d'oro menzionata nelle antiche
leggende? Eterna luce risplende sopra di essa e si narrano di essa
storie meravigliose.
«Solo uomini e donne giusti abitano entro le sue mura lucenti: il male
è bandito da' suoi confini; la giustizia vi regna suprema su di tutti.
«Se voi domandate dov'è questa città in cui regna la perfetta
giustizia, io devo rispondervi che cercate invano dov'essa sorge.
«Potete vagare per monti e per valli, attraversare il mare e la terra,
cercar per tutto il vasto mondo; è quella una città che ha ancora da
nascere.
«Noi siamo i costruttori di questa città; tutte le nostre gioie e
tutti i nostri dolori contribuiscono ad innalzare le sue mura
risplendenti: tutte le nostre vite sono le pietre che la compongono.
«I più non possono fare che gli umili servizi, spaccar rozze pietre e
scavare il suolo; mentre pochi solamente raccolgono gloria e onore dal
loro lavoro.
«Mentre pochi possono edificare gli archi, le graziose e artistiche
colonne e realizzare un pensiero grande e una ideale bellezza in quel
luogo.
«Ma umili o superiori, tutti sono chiamati a un còmpito grandioso,
tutti aiutano a condurre a termine un sublime disegno.
«Quale sia questo piano noi non lo sappiamo; noi non sappiamo quanto
sia alto il seggio della giustizia, come codesta città delle nostre
visioni apparirà all'occhio umano.
«Nessuna mente può figurarsi ciò, nessuna lingua può dirlo; noi
possiamo soltanto intuire le glorie della città del futuro.
«Solo per essa noi dobbiamo sempre lavorare, per essa sopportare pene
e dolori, in essa trovare il fine dell'esistenza nostra.
«Pochi e brevi anni noi lavoriamo; presto finiscono i nostri giorni,
altri lavoratori ci sostituiscono e il nostro posto non si riconosce
più.
«Ma l'opera che noi abbiamo edificata, spesso con mani insanguinate,
con lagrime, con confusione e angoscia, non perirà col termine de'
nostri anni.
«Essa sarà, alla fine, resa perfetta; essa coronerà gli sforzi delle
legioni d'uomini lavoratori.
«Essa sarà compiuta e brillerà trasformata nel regno finale della
giustizia; essa emergerà fra lo splendore della Città della Luce.»
Dopo quella fondata da Adler, la più importante società nord-americana
di liberi pensatori è la _Freethinkers' Association_ (Associazione dei
liberi pensatori). Eccone la _platform_:
«Noi domandiamo che le chiese e le altre proprietà ecclesiastiche non
restino più a lungo esenti dalle tasse.
«Noi domandiamo che gli impieghi di cappellani nel Congresso, nelle
legislature degli Stati, nella marina, nell'esercito, nelle prigioni,
negli asili e in tutte le altre istituzioni mantenute col pubblico
denaro, vengano aboliti.
«Noi domandiamo che cessi ogni stanziamento di danaro pubblico per
qualsiasi istituzione di educazione e di carità di carattere
religioso.
«Noi domandiamo che ogni servizio religioso ora sostenuto dal Governo
venga soppresso, e specialmente che l'uso della Bibbia nelle scuole
pubbliche, sia come libro di testo, sia come trattato religioso, sia
proibito.
«Noi domandiamo che cessi completamente il diritto, sia nel presidente
degli Stati Uniti, sia nei governatori dei differenti Stati, di
fissare giorni dedicati a pubbliche feste religiose o digiuni.
«Noi domandiamo che il giuramento nei tribunali e dovunque venga
abolito e che vi sia sostituita la semplice affermazione, sottoposta,
in caso di riconosciuta falsità, alle stesse penalità dello spergiuro.
«Noi domandiamo che vengano abrogate tutte le leggi tendenti,
direttamente o indirettamente, a imporre l'osservanza della domenica.
«Noi domandiamo che tutte le leggi che tendono a imporre la moralità
cristiana siano abolite, e che esse vengano rifatte sui principi della
morale naturale, dei diritti eguali e della libertà comune.
«Noi domandiamo che non venga concesso alcun vantaggio o privilegio
alla religione cristiana nè ad altra qualsiasi; che il nostro intero
sistema politico sia basato su di un principio puramente civile, e che
qualunque modificazione alle nostre convenzioni trovata necessaria per
raggiungere questo scopo venga eseguita in modo pronto ed efficace.»
La _Freethinkers' Association_ tiene ogni anno un gran congresso in
una sala, intorno alla quale si leggono le seguenti iscrizioni:
--Il Governo degli Stati Uniti non è basato sulla religione
cristiana.--_Giorgio Washington_.
--Questo mondo è la mia patria; far bene, la mia religione.--_Tommaso
Paine_.
--Datemi le tempeste del pensiero e dell'azione piuttosto che la morta
calma dell'ignoranza e della fede.--_Roberto Ingersoll_.
--In ogni paese e in ogni età il prete fu ostile alla
libertà.--_Tommaso Jefferson_.