VI.

La città della luce.

Alla domenica mattina non c'è famiglia americana che non si rechi a

messa se è cattolica o al sermone se è protestante. Le chiese di tutte

le varietà del protestantismo, che è la religione dominante, sono

numerose, e alcune di esse si fanno la concorrenza come i teatri,

scritturando i migliori oratori.

I pochi che non professano alcun culto sono ascritti a qualche

associazione filantropica e si raccolgono egualmente per curare

qualche opera di beneficenza: scuole, ricoveri e via dicendo.

La signorina Mary apparteneva alla _Ethical Culture Society_, di cui è

presidente il prof. Felice Adler, uno dei più profondi pensatori degli

Stati Uniti, il quale tutti gli inverni tiene a New-York un pubblico

corso di conferenze sul libero pensiero.

Figlio di un celebre e ricco rabbino newyorkese, dopo avere molto

studiato e viaggiato, Adler divenne ateo, abbandonò la religione dei

suoi avi, rinunziò alla successione paterna e fondò un'associazione

che cresce tutti i giorni, per diffondere le sue idee, per spiegare,

cioè, come si possa essere buoni cittadini senza credere in un dio

personale, come si debba lavorare ed essere onesti per l'obbligo che

incombe a ciascheduno di adempiere ai propri doveri nella società, e

per l'onestà per sè stessa, non per timore di essere puniti in

un'altra vita o per guadagnarsi gli ozi beati di un paradiso.

Bob Ingersoll (altro campione del libero pensiero negli Stati Uniti)

combatte la religione col motteggio e con la satira, analizzando tutti

gli errori e le contraddizioni delle cosidette sacre scritture; egli

riscatta gl'ingenui dalla schiavitù della fede con la sferza del

ridicolo.

Adler, invece, serio, semplice, sereno e più profondo, converte al

libero pensiero senza far ridere; egli fa anzi fremere d'ira e di

compassione per tutti i miliardi d'uomini che furono e per i milioni

di viventi che calcolano la vita come un semplice viaggio, fanno del

bene per egoismo, per interesse, per amore della futura ricompensa, e

si astengono dal male per paura della collera divina.

Bob Ingersoll qualche volta è volgare; i suoi giuochi di parole, i

suoi scherzi su certi versetti della Bibbia non sono di buon gusto.

Felix Adler, al contrario, è spesso poeta: quando dimostra come sono

egoisti i credenti e chiede se è più nobile, più generoso, l'uomo ateo

intemerato e buono, o il credente pure buono e senza macchia, ma

guidato nelle proprie azioni dal sentimento religioso, la sua fronte

s'illumina, la sua parola è ispirata.

E convince e persuade più di Ingersoll: la serietà di Adler fa più

impressione del sorriso volterriano dell'avvocato delle Star Routes.

Una domenica in cui accompagnavo la signorina Mary alla conferenza, il

professor Adler si occupava di un fatto avvenuto nella Pensilvania. In

un tribunale di Filadelfia, un onesto cittadino era stato citato,

giorni prima, come testimonio, in una causa. Invitato a prestare il

giuramento prescritto dalla legge, rispose:

--Giuro sul mio onore, sulla mia coscienza, ma non in nome di un dio

personale nel quale io non credo.

Il tribunale rifiutò la testimonianza del libero pensatore e lo fece

uscire dalla sala.

--Capite?--esclamò Adler indignato.--Le leggi americane non accettano

la testimonianza nostra, se non pronunciamo una formula medioevale. La

maggioranza dei cittadini che crede a un dio foggiato a sua imagine,

rifiuta il giuramento di noi liberi pensatori, i quali riconosciamo un

ordine supremo, ma non la deità personificata.

La sala del Chickering-Hall era piena zeppa di un pubblico scelto e

attentissimo.

--E poi si ha il coraggio di affermare--continuò l'oratore--che negli

Stati Uniti tutte le credenze e tutte le religioni sono eguali davanti

alla legge? No, no, no! Questa vantata eguaglianza non è estesa che

alle religioni cristiane: il presbiteriano è eguale al cattolico,

l'anabattista all'episcopale. Ma un ebreo, un libero pensatore, un

maomettano non è riconosciuto eguale al cristiano. Che vergogna per la

giurisprudenza americana! Che onta per un governo sedicente civile!

Quando si comprenderà che un governo non deve immischiarsi delle

coscienze dei cittadini, che deve essere al di sopra di tutte le

religioni, di tutte le credenze religiose e irreligiose? Non vedete

che oggi, in pieno secolo decimonono, ciascuna religione è

intollerante, esclusivista, e distruggerebbe tutte le altre, se lo

potesse? Non vedete che si sgozzano, si massacrano ancora gli ebrei e

si costringono a esiliare, a fuggire dai luoghi nativi, ad abbandonare

i loro beni, i loro negozi?

E combattè fieramente il pregiudizio da cui sono ispirate tante leggi,

che cioè la moralità dipenda dal cristianesimo.

--Noi non avremo--disse--una libera costituzione finchè si manterranno

nelle nostre leggi elementi di inquisizione.

Infatti, l'intollerante spirito del prete traspira sempre dalle

costituzioni americane.

In sei Stati dell'Unione tutti coloro che non credono nell'esistenza

di un dio personificato sono dichiarati ineleggibili a qualsiasi

impiego e vengono così privati di uno dei diritti essenziali del

cittadino.

La costituzione della Carolina del Nord dice:--Le seguenti classi di

persone sono dichiarate inabili a qualunque impiego: Primo, tutti

coloro che negano l'esistenza di Dio onnipotente....--

La costituzione della Carolina del Sud dice:--Nessuna persona che nega

l'esistenza dell'Essere Supremo potrà avere un pubblico impiego sotto

questi statuti.--

Le costituzioni del Mississipì e del Maryland contengono gli stessi

articoli. Gli statuti di Pensilvania e del Tennessee non si contentano

della semplice credenza in un dio personificato, ma richiedono anche

che si creda in una ricompensa o in un castigo oltre tomba. Tutti

coloro che professano opinioni differenti sono legalmente incapaci di

coprire qualsiasi impiego.

Non basta: senza una dichiarazione di fede in un divino capo di

polizia che ricompensa i buoni e punisce i malvagi in questa o

nell'altra vita, la deposizione di un testimonio non può ritenersi

come attendibile.

Solo una metà degli Stati--e New-York è nel numero--ha adottato nella

costituzione la clausola di escludere l'incompetenza per mancanza di

credenza religiosa. È permesso tuttavia di far sorgere la questione

del credo di un testimonio, allo scopo di pregiudicarne la

deposizione.

Chiunque sia membro di associazioni di liberi pensatori o abbia

semplicemente espresso opinioni avanzate in fatto di religione, può

trovarsi ogni giorno esposto alla mortificazione di sentire queste

opinioni citate in una corte di giustizia, col solo scopo di denigrare

il suo carattere e d'invalidare la sua testimonianza di fronte a un

giurì che spesso è composto di ignoranti.

--Nell'udire queste cose--diceva Adler--il nostro primo impulso è di

domandare se, nelle leggi di una repubblica della quale Thomas Paine

fu uno dei fondatori e la cui dichiarazione d'indipendenza fu firmata

da Thomas Jefferson, può essere possibile una tale flagrante

violazione dei principi di eguaglianza e di libertà religiosa.

L'unica scusa per gli americani è che tali leggi non sono state fatte

da loro, ma conservate dai loro avi quali esistevano quando le Colonie

si separarono dall'Inghilterra e quando il cristianesimo era inteso

come facente parte del diritto comune.--Il cristianesimo--diceva lord

Hale--è una parte della legge d'Inghilterra, e il parlar contro la

religione cristiana è un discorrere sovversivo alla legge.--

--E così--esclamava Adler--questo è rimasto un paese puramente

cristiano, e noi non siamo che poveri intrusi a cui la cittadinanza è

accordata per un favore, non per un diritto.

Stefano Girard aveva espressamente stabilito nel suo testamento che

nessun prete, ministro o missionario di qualsiasi setta fosse ammesso

ad un impiego qualunque nella famosa istituzione da lui fondata, e che

a tali persone non venisse accordato l'ingresso nella casa neppure

come semplici spettatori. Egli voleva che gli alunni fossero allevati

unicamente coi principi della moralità e dell'onestà e che solo

fattisi adulti scegliessero il culto religioso che più loro conveniva.

Ebbene, Daniele Webster, il grande, il celebrato oratore,

nell'impugnare il testamento, giunse perfino a dire che la carità di

Girard, tendente a diminuire il rispetto dell'umanità verso il

cristianesimo, non era affatto carità.

Un altro bel discorso che sentii da Adler era contro la preghiera.

Dopo averne analizzato diligentemente le forme diverse, egli diceva:

--Vi sono molte forme di preghiera, ma in generale la preghiera è una

petizione con cui il credente chiede qualche cosa al suo dio. La

stessa parola _preghiera_ in tutte le lingue significa chiedere

umilmente qualche cosa, supplicare, mendicare. Come! L'uomo sano,

intelligente, che col proprio lavoro mantiene sè e la famiglia e si

rende utile alla società, è obbligato a inginocchiarsi davanti al dio

per chiedergli egoisticamente un aumento di guadagno, una stagione

propizia e via dicendo? E a questo dio onnisciente, che tutto vede e

di tutto è informato, il fedele deve specificare la domanda, fare una

lunga e minuziosa storia dei propri bisogni? E perchè? Perchè, vi

rispondono, l'uomo non è che una creatura, venuta alla luce del sole a

propria insaputa e senza averlo chiesto, ma che deve essere

riconoscente al Creatore d'averla messa al mondo, anche quando è

miserabile, storpia, stupida, piena di difetti fisici e morali. Per il

credente non vi deve essere carattere, dignità personale, fiducia

nelle proprie forze: no, tutto dipende dal capriccio di quel padrone

che gli ha fatto il regalo dell'esistenza.--

Adler ha espresso la sua fede nel progresso e nel miglioramento della

razza umana in una poesia intitolata: _La città della luce (The city

of light)_, che anche nel testo inglese, sebbene i versi siano belli e

semplicissimi, ha una nebulosità che risalta maggiormente nella prosa

povera e nuda della traduzione. Ma l'autore ha usato forse a bella

posta il linguaggio mistico e figurato che meglio colpisce la mente

delle masse.

Ecco la traduzione letterale:

«Udiste mai parlare della città d'oro menzionata nelle antiche

leggende? Eterna luce risplende sopra di essa e si narrano di essa

storie meravigliose.

«Solo uomini e donne giusti abitano entro le sue mura lucenti: il male

è bandito da' suoi confini; la giustizia vi regna suprema su di tutti.

«Se voi domandate dov'è questa città in cui regna la perfetta

giustizia, io devo rispondervi che cercate invano dov'essa sorge.

«Potete vagare per monti e per valli, attraversare il mare e la terra,

cercar per tutto il vasto mondo; è quella una città che ha ancora da

nascere.

«Noi siamo i costruttori di questa città; tutte le nostre gioie e

tutti i nostri dolori contribuiscono ad innalzare le sue mura

risplendenti: tutte le nostre vite sono le pietre che la compongono.

«I più non possono fare che gli umili servizi, spaccar rozze pietre e

scavare il suolo; mentre pochi solamente raccolgono gloria e onore dal

loro lavoro.

«Mentre pochi possono edificare gli archi, le graziose e artistiche

colonne e realizzare un pensiero grande e una ideale bellezza in quel

luogo.

«Ma umili o superiori, tutti sono chiamati a un còmpito grandioso,

tutti aiutano a condurre a termine un sublime disegno.

«Quale sia questo piano noi non lo sappiamo; noi non sappiamo quanto

sia alto il seggio della giustizia, come codesta città delle nostre

visioni apparirà all'occhio umano.

«Nessuna mente può figurarsi ciò, nessuna lingua può dirlo; noi

possiamo soltanto intuire le glorie della città del futuro.

«Solo per essa noi dobbiamo sempre lavorare, per essa sopportare pene

e dolori, in essa trovare il fine dell'esistenza nostra.

«Pochi e brevi anni noi lavoriamo; presto finiscono i nostri giorni,

altri lavoratori ci sostituiscono e il nostro posto non si riconosce

più.

«Ma l'opera che noi abbiamo edificata, spesso con mani insanguinate,

con lagrime, con confusione e angoscia, non perirà col termine de'

nostri anni.

«Essa sarà, alla fine, resa perfetta; essa coronerà gli sforzi delle

legioni d'uomini lavoratori.

«Essa sarà compiuta e brillerà trasformata nel regno finale della

giustizia; essa emergerà fra lo splendore della Città della Luce.»

Dopo quella fondata da Adler, la più importante società nord-americana

di liberi pensatori è la _Freethinkers' Association_ (Associazione dei

liberi pensatori). Eccone la _platform_:

«Noi domandiamo che le chiese e le altre proprietà ecclesiastiche non

restino più a lungo esenti dalle tasse.

«Noi domandiamo che gli impieghi di cappellani nel Congresso, nelle

legislature degli Stati, nella marina, nell'esercito, nelle prigioni,

negli asili e in tutte le altre istituzioni mantenute col pubblico

denaro, vengano aboliti.

«Noi domandiamo che cessi ogni stanziamento di danaro pubblico per

qualsiasi istituzione di educazione e di carità di carattere

religioso.

«Noi domandiamo che ogni servizio religioso ora sostenuto dal Governo

venga soppresso, e specialmente che l'uso della Bibbia nelle scuole

pubbliche, sia come libro di testo, sia come trattato religioso, sia

proibito.

«Noi domandiamo che cessi completamente il diritto, sia nel presidente

degli Stati Uniti, sia nei governatori dei differenti Stati, di

fissare giorni dedicati a pubbliche feste religiose o digiuni.

«Noi domandiamo che il giuramento nei tribunali e dovunque venga

abolito e che vi sia sostituita la semplice affermazione, sottoposta,

in caso di riconosciuta falsità, alle stesse penalità dello spergiuro.

«Noi domandiamo che vengano abrogate tutte le leggi tendenti,

direttamente o indirettamente, a imporre l'osservanza della domenica.

«Noi domandiamo che tutte le leggi che tendono a imporre la moralità

cristiana siano abolite, e che esse vengano rifatte sui principi della

morale naturale, dei diritti eguali e della libertà comune.

«Noi domandiamo che non venga concesso alcun vantaggio o privilegio

alla religione cristiana nè ad altra qualsiasi; che il nostro intero

sistema politico sia basato su di un principio puramente civile, e che

qualunque modificazione alle nostre convenzioni trovata necessaria per

raggiungere questo scopo venga eseguita in modo pronto ed efficace.»

La _Freethinkers' Association_ tiene ogni anno un gran congresso in

una sala, intorno alla quale si leggono le seguenti iscrizioni:

--Il Governo degli Stati Uniti non è basato sulla religione

cristiana.--_Giorgio Washington_.

--Questo mondo è la mia patria; far bene, la mia religione.--_Tommaso

Paine_.

--Datemi le tempeste del pensiero e dell'azione piuttosto che la morta

calma dell'ignoranza e della fede.--_Roberto Ingersoll_.

--In ogni paese e in ogni età il prete fu ostile alla

libertà.--_Tommaso Jefferson_.

Nel paese dei dollari Tre anni a New-York · 第 15 / 25 题