V.

In ferrovia aerea.

Quella mattina che si era stabilita, insieme con la signorina Mary e

con suo fratello Giorgio feci la gita di nove miglia dalla Battery

fino alla 155^a strada sul ramo ovest dell'_Elevated Railroad_, la

ferrovia aerea che attraversa New-York in tutta la sua lunghezza.

Partendo dalla stazione che sorge in fondo al Battery Park, si gode

una magnifica vista della baia newyorkese, meno incantevole del Corno

d'oro di Costantinopoli, ma bella quanto quella di Napoli, di Rio

Janeiro e di San Francisco e importante per movimento di navi quanto

queste tre ultime riunite insieme. All'ingresso del porto si

costruivano le fondamenta per la statua colossale della Libertà col

faro in mano.

I miei due amici mi mostrarono il balcone dal quale Giorgio Washington

pronunziò il giuramento come primo presidente degli Stati Uniti. Dove

sventolò per la prima volta la bandiera americana, vi sono oggi le

insegne di due mercanti di grano; nulla che ricordi il patriottico

avvenimento.

Girando verso Greenwich Street, si oltrepassa Castle Garden, la

stazione d'arrivo degli emigranti, che una volta era un forte che

difendeva sull'Hudson la punta dell'isola di Manhattan, e che poi fu

un teatro d'opera dove la Jenny Lind, col famoso Barnun per

impresario, andava a cantare passando sotto un arco trionfale degno di

una regina. Si fiancheggia Broadway, oggi tutta palazzi e magazzini, e

pochi anni fa l'unica strada carrozzabile che conduceva a Boston e

sulla quale crescevano l'erba e i fiori di prato; e si giunge alla

ricca Trinity Church.

S'intravvedono la chiesa di San Paolo, già frequentata da Washington,

e i tetti del palazzo del _New York Herald_ fabbricato nel luogo dove

per tanti anni Barnum tenne un museo di curiosità e di fenomeni; poi

gli edifizi della Posta e dei grandi uffici di giornali della Printing

House Square (piazza della Stampa).

Si costeggiano fabbriche, negozi, magazzini a migliaia e quartieri uno

diverso dall'altro; Union Square, con la bella statua di Lafayette,

con quella di Lincoln bruttissima e con un discreto monumento a

Washington; la 23^a strada col massiccio Tempio Massonico e col non

meno solido teatro Booth, palazzone di marmo che costò un milione di

dollari e che allora si stava demolendo per dar luogo a nuovi

magazzini.

Verso Madison Square sorge il palazzo dove pochi anni fa venne

assassinato il vecchio banchiere Nathan. Fu un orribile delitto che

rimase avvolto nel più profondo mistero. Una mattina di luglio un

figlio del defunto, senza scarpe e con le calze macchiate del sangue

del padre, apriva la porta di quel palazzo gridando al soccorso. Il

banchiere era stato trovato morto nella sua stanza, con la testa

schiacciata. Vicino al cadavere giaceva una grossa mazza di ferro che

l'assassino aveva preso nella stalla dietro la casa. Fra l'ucciso e

l'uccisore doveva esservi stata una lotta tremenda, perchè il

pavimento e i muri erano tutti insanguinati; persino lungo le scale

c'erano delle chiazze rosse.

E non si seppe mai nulla. Quella notte dormivano nel palazzo due figli

del banchiere, uno al quarto, l'altro al terzo piano. Al secondo

trovavasi il padre e al primo stava una vecchia portinaia. Tutti

dichiararono di non aver udito alcun rumore. Solo un medico dimorante

nella casa accanto depose di aver sentito del baccano nella stalla. I

più abili _detectives_ non riuscirono a scoprire la minima traccia

degli assassini.

Ma il treno procede rapido e senza rumore: le case si succedono alle

case, le strade alle strade. A poco a poco i fabbricati diventano più

rari; però le aree sono carissime egualmente. La grande massa scura

che si stende a destra è il Central Park.

Ci troviamo nella vasta zona, fra il parco e il fiume Hudson, fra la

62^a e la 110^a strada.

--Facciamo un conticino--disse Giorgio.--Questi 192 _blocks_ di 64

lotti di terreno cadauno formano 12288 lotti, i quali, al valore medio

di seimila dollari per ciascuno, rappresentano la somma di quasi 74

milioni di dollari. Più avanti, dalla 110^a alla 155^a strada, dalla

quinta Avenue al fiume, vi sono 45 strade e 315 _blocks_: un capitale

di più di 141 milioni di dollari. E al disopra della 155^a strada si

trovano altri 414 _blocks_ stimati 13 milioni e mezzo di dollari.

Giacciono qua, dunque, più di 228 milioni di dollari di capitali

morti: terreno sassoso e desolato che gli speculatori vendono, man

mano che la popolazione aumenta, ai ricchi, i quali vi costruiscono i

loro palazzi.

--E intanto--osservavo io--mentre qui c'è tanta aria pura e tanto

spazio libero, nella città bassa migliaia e migliaia di famiglie

languono negli oscuri e malsani _tenement houses_.

Appunto la settimana prima l'Assemblyman Oakley aveva fatto un

rapporto alla Commissione sanitaria di New-York intorno a certe case

di Mulberry Street occupate da un numero di italiani molto superiore a

quello che possono contenere. La relazione concludeva così:--In molti

appartamenti delle case summenzionate gli abitanti vennero trovati che

dormivano sul pavimento, a mucchi, senza letti.--

La zona di terreno di cui mi parlava Giorgio è tutta dentro nell'isola

su cui sorge New-York; ve n'ha un'estensione altrettanto vasta al di

là di Harlem e l'enorme capitale infruttifero raddoppia di valore ogni

dieci anni.

In pochi lustri tutta quella terra sarà coperta di case: quell'anno

stesso le fabbriche sorgevano come funghi. Da Battery ad Harlem

l'isola di Manhattan sarà zeppa di edifizi, intersecata da nuove

ferrovie, e non basterà a contenere la massa della popolazione che

aumenta di giorno in giorno.

Quando si è giunti al cimitero della Trinità si sono percorse le nove

miglia della ferrovia alta. A pochi passi scorrono le acque tranquille

dell'Hudson: quale contrasto fra la calma che regna lassù e il baccano

della metropoli che si stende abbasso!

Scendemmo dalla stazione: facendo una passeggiata in quei recessi

silenziosi, Giorgio descriveva lo sviluppo meraviglioso di New-York in

questo secolo. Ottant'anni fa la città non contava settantamila

abitanti; oggi ne ha più di un milione e mezzo nei soli limiti del

Municipio; coi sobborghi e con le città che le fanno corona e dalle

quali non è separata che da pochi minuti di _Steam-boats_, è più

popolata della stessa Londra.

E pensare che solo al principio del secolo venivano selciate Broadway,

Duane e Reade Streets e che si doveva scavare un fosso lungo il

percorso attuale di Canal Street per raccogliere gli scoli dei prati

di Lispenard!

Facendo la nostra gita passammo davanti ad una trattoria dove un certo

W. S. Walcott di Harlem aveva scommesso di mangiare ogni giorno per un

mese un paio di quaglie arrosto.

Simili scommesse sono comuni negli Stati-Uniti e vengono spesso

organizzate da proprietari di alberghi e di _restaurants_ per chiamar

gente: poi servono a un certo pubblico per scommettere pro o contro

come alle corse dei cavalli.

I mangiatori straordinari, possessori di stomachi da struzzo,

diventano celebri nell'America del Nord e fanno parlar molto di sè

quando si misurano con avversari della medesima forza.

Uno dei più conosciuti era un certo Peter Ellison di Albany, un

robustissimo vecchio che, per una scommessa, il giorno in cui compiva

sessant'anni, mangiò, in un solo pasto e nel tempo che si impiega

usualmente per pranzare, un tacchino ripieno che pesava quasi ventidue

libbre inglesi.

Qualche tempo prima, uno _sportsman_ offrì di scommettere contro il

senatore John Morrissey, gran mangiatore anche lui, che avrebbe

trovato un uomo capace di mangiare un tacchino di ventitrè libbre in

un pasto solo. Prima di accettare la scommessa, Morrissey volle sapere

il nome del mangiatore e quando intese che era Ellison:--Lo

conosco--rispose, e non volle scommettere.

In quell'epoca una gran gara aveva avuto luogo fra Ellison e un altro

potente divoratore all'albergo Snedicker nel Long Island. Si trattava

di mangiare polli giovani cotti alla graticola. Ogni pollo veniva

spaccato a mezzo con grande precisione e l'albergatore ne dava, di

mano in mano, una metà ad ognuno dei due scommettitori. Ellison ne

mangiò trentadue metà, cioè sedici pollastri, e vinse.

Qualche volta le scommesse hanno luogo fra donne. Due negre si

sfidarono un giorno a chi mangiava la maggior quantità di granturco

verde bollito. Una ne mangiò ventisei pannocchie e l'altra ventinove.

Quest'ultima non soffrì minimamente; ma la prima morì in trentasei

ore.

--Se continua questa volgare e antigienica mania--disse Giorgio--ne

sentiremo presto delle belle. Leggeremo nei giornali: «il celebre

dinamitardo O'Donovan Rossa ha depositato cinquanta _cents_

nell'ufficio del _Clipper_ con una sfida, aperta a tutti, di misurarsi

con lui nella sua grande specialità di mangiare mille pagnottelle in

mille quarti d'ora consecutivi.»

--Oppure--disse la signorina Mary che si divertiva a quei discorsi--il

seguente: «Un _gentleman_ dimorante a Brooklyn ha vinto ieri una forte

scommessa mangiando tre solini di carta al giorno per cento e sette

giorni consecutivi. L'unica bevanda accordatagli dai termini della

scommessa per inaffiare il suo pasto piuttosto asciutto era amido

diluito in poca acqua.»

--Uno sconosciuto--riprese Giorgio--scommette di mangiare un paio di

tavolette di lievito compresso, bevendo acqua tepida, per trenta

giorni consecutivi. Accetta di sottomettersi alla prova accanto ad una

stufa ben riscaldata.

--Un tristissimo caso d'insuccesso--seguitò Mary.--Il signor Smith,

avventore della pensione di Mrs. Lodyett, ha scommesso recentemente di

mangiare in una settimana una delle bistecche che fornisce quella

pensione. Il tentativo è fallito completamente, quantunque il signor

Smith abbia impiegato della dinamite e una leva di ferro.

Nel paese dei dollari Tre anni a New-York · 第 14 / 25 题