Il riposo festivo.
Ma una delle cose che mi sorprese di più nell'America del Nord, paese
che è considerato il più libero e più pratico del mondo, fu di veder
conservate ancora negli statuti di alcuni Stati certe leggi puritane,
quacchere, ridicole, odiose, medioevali, che fanno ai pugni con le
idee e con le consuetudini moderne.
Alcuni articoli di quegli statuti di origine inglese, sono
assolutamente contrari ad ogni principio di libertà, allo spirito
medesimo della costituzione americana; eppure non furono ancora
aboliti. La maggior parte delle leggi più assurde caddero in disuso,
ma non in tutti gli Stati. In quelli dell'Est specialmente, sulla
costa atlantica, si ritrovano nei codici delle disposizioni degne di
un governo teocratico.
Ecco un saggio di queste leggi che ricordano quelle di Cromwell.
Nel codice penale di New-York la bestemmia è punita di multa e
prigionia. È considerata come bestemmia la semplice evocazione del
nome di Dio o di Gesù Cristo in senso profano, cioè in ogni altra
circostanza che non sia la preghiera o il rito ecclesiastico.
È ugualmente punita di multa e prigionia la violazione della festa. Il
codice dice:
--Ogni occupazione mondana, sia di piacere, sia di speculazione, è
proibita alla domenica: in tal giorno, non solo ogni luogo di
divertimento dovrà rimaner chiuso, ma la misura sarà estesa ad ogni
negozio piccolo o grande, non esclusi quelli per gli oggetti di prima
necessità. È fatta eccezione per quelle case, come gli alberghi, dove
la merce si consuma sul luogo stesso, per le farmacie, pei venditori
di latte, carne e pesce, i quali però non devono tener aperto il
negozio che fino alle nove del mattino.--
Lo stesso codice così punisce il suicidio:
--Colui o colei che tenta di togliersi la vita, è passibile d'una
condanna a due anni di carcere e a mille lire di multa, mentre chi
presta mano al suicidio di un'altra persona si rende colpevole di
omicidio in primo grado.--
Per il duello c'è questo gingillo:
--Chiunque si batte in duello, sia che lo scontro venga seguito da
morte o no, sarà punito con la pena da due a dieci anni di carcere e
perderà il diritto di occupare per tutta la vita alcuna carica
pubblica, civile o militare.--
Gli articoli più strani, tuttavia, sono quelli sul riposo della
domenica. Eccoli testualmente:
--Ogni sorta di lavoro servile è proibito nel primo giorno della
settimana, eccettuati i casi di necessità pubblica.
Ogni sorta di tiro a segno, la caccia, la pesca, le corse di cavalli,
i trattenimenti musicali, i giuochi e ogni genere di pubblici
esercizi, passatempi o rappresentazioni, sono proibiti nel primo
giorno della settimana, come pure è proibito qualunque rumore che
disturbi la quiete di tal giorno.
La violazione di questa legge sarà punita col carcere, da uno a cinque
giorni, e con la multa, da uno a dieci dollari. Le merci esposte in
vendita verranno sequestrate a beneficio dei poveri. Chi
contravvenisse alla proibizione delle rappresentazioni teatrali _et
similia_ pagherà cinquecento dollari di multa e perderà la licenza.--
Gli articoli di questo codice erano a poco a poco caduti in disuso: si
osservava solo apparentemente quello che impone la chiusura delle
birrerie durante la domenica; anche tale disposizione si violava
continuamente dai birrai, dagli osti e dai liquoristi, tenendo chiusa
la porta davanti delle botteghe e socchiusa quella di dietro,
d'accordo coi _policemen_.
Ma, verso la fine del 1882, vi fu un risveglio di puritanismo, e col
I° dicembre di quell'anno il codice penale di New-York venne rimesso
in vigore in tutta la sua forza. Ciò significava che, alla festa, non
si poteva comperar un sigaro, nè un caffè; che tutte le botteghe
dovevano esser chiuse; che qualunque lavoro era proibito; che per le
strade non si vedevano nè vetture, nè omnibus, nè carri dei
_tramways_, nè vagoni dell'_Elevated_.
Non dimenticherò mai la prima domenica che passai sotto la
restaurazione di quel codice.
Uscito di casa alle otto di mattina, secondo il solito, cercai
coll'occhio, nelle vie deserte, un lustrascarpe. Vana ricerca. Gli
innumerevoli italiani, negri e americani che hanno il loro deschetto e
la sedia in quasi tutte le cantonate, erano irreperibili. Anche il
lustrare le scarpe è un'opera servile, proibita dalla legge.
Soltanto dopo una mezz'ora all'angolo della 22^a strada e dell'ottava
Avenue, scoprii, sulla soglia di una porta, un povero ragazzo
irlandese col viso paonazzo, che, in attitudine sospetta, celava sotto
la giacca la sua scatola di lustrascarpe.
Mi accostai a quel povero ribelle e gli chiesi se aveva il coraggio di
violare la legge.
Egli si guardò intorno e non vedendo alcun _policeman_, s'inginocchiò
mormorando:
--_Hurry up, boss!_ (Facciamo presto, principale!).
--Che cosa pensi della nuova _Sunday law?_ (legge della domenica)--gli
domandai.
--Penso--rispose--che io sono un povero orfano e che devo mangiare
anche alla domenica.
Uno stivale era già lucidato alla bell'e meglio e il ragazzo
s'accingeva a lustrare anche il secondo, quando comparve
improvvisamente sulla cantonata un _policeman_, col suo bravo _club_
(bastone corto) in mano.
Io non potei trattenere una risata, ma il _policeman_ si accostò con
aria minacciosa e disse al ragazzo spaventato:
--_Boy_, tu vuoi proprio che t'arresti? È la seconda volta che stamane
ti colgo in contravvenzione. A casa subito: se ti vedo ancora, ti
conduco alla _Station House_.
--Lascerete almeno che finisca le mie scarpe!--osservai io.
--No--interruppe severamente l'ufficiale di polizia.--Ringraziatemi se
vi lascio andare per la vostra strada; osservate la legge!
Con uno stivale lucido e l'altro no, andai verso la bottega del mio
barbiere: era chiusa e sulla porta stava scritto tanto di _closed_. Mi
avvicinai alle porte di parecchie altre; tutte chiuse egualmente. Mi
rassegnavo a passar la festa con la barba da fare, quando bussando per
l'ultima volta all'uscio della bottega di un barbiere tedesco vidi un
occhio al buco di una tendina abbassata. Quando quell'occhio si
convinse che non ero nè un _policeman_, nè un _detective_, una voce
mormorò:
--Entrate per la porticina laterale.
Tre barbieri, alla luce del gas, stavano radendo tre persone, cogli
usci chiusi a chiave, silenziosamente. Parevano malfattori in atto di
commettere qualche brutto delitto. Di lì a qualche minuto un
_policeman_ bussò, ma nessuno gli rispose. Soltanto il padrone
bestemmiava fra i denti e diceva:
--Ho cinque figli da mantenere, io. Senza il guadagno della domenica
mattina, potrei chiudere durante il resto della settimana.
Quella mattina un cittadino veniva arrestato ai Five Points mentre si
faceva radere e condotto in prigione con mezza barba fatta e l'altra
guancia insaponata, insieme col barbiere.
Il direttore della sala dei concerti «Koster and Bial's» che volle
provare a dare una rappresentazione con un programma sul quale era
scritto:--A beneficio dell'Ospedale tedesco--dovette prestare una
cauzione di cinquecento dollari per non essere arrestato, e lo
spettacolo venne interrotto. Lo stesso accadde all'Alcazar.
Prima di mezzogiorno una cinquantina di persone si trovavano alla
Corte di Polizia, accusate di violazione della legge domenicale. Nel
sedicesimo distretto erano stati arrestati due lustrascarpe negri.
Quattro barbieri sorpresi mentre lavoravano segretamente e condotti
subito davanti al giudice, ebbero un bel dire che se non sgobbavano
alla festa perdevano la maggior parte dei loro guadagni, e invano
protestarono ricordando che perfino ai tempi della Santa Inquisizione
fu fatta un'eccezione pel lavoro dei barbieri: dovettero pagare
quattro dollari di multa per ciascheduno.
Un episodio buffo. A mezzogiorno un tedesco usciva con un canestro
coperto sotto il braccio dalla porta laterale di una birraria di
Houston Street. Essendo proibito di comperare alla domenica qualunque
cosa, anche il pane, un _policeman_ lo fermò e gli chiese:
--Che cosa avete in quella cesta?
Il tedesco, che aveva un boccale di birra, rispose prontamente:
--Un gatto arrabbiato che vado ad annegare nel fiume. È anche questo
un lavoro proibito dal codice?
Alla domenica successiva si rinnovarono le medesime scene. Non solo i
_saloons_ grandi e piccoli, ma anche i principali alberghi della
metropoli vennero attentamente sorvegliati e alcuni di essi, come
l'_Astor House_, sospesero totalmente la vendita delle bevande
spiritose, rifiutandone perfino alle persone alloggiate nella casa.
Nei vari quartieri della città si eseguirono più di cento arresti, per
lo più di uomini e di ragazzi colti mentre uscivano dalle porte di
servizio dei _Lager Beer Saloons_ con qualche pinta di birra. Quelli
fra i contravventori che vennero arrestati al mattino poterono
prestare una cauzione e tornare a casa nello stesso giorno; ma coloro
che si lasciarono prendere ad ora tarda dovettero passare la notte
nelle _Station Houses_ in attesa che la Corte di polizia si riunisse
il giorno appresso.
La terza domenica si ebbe un omicidio. Il _policeman_ John W. Smith
era stato mandato in giro, vestito in borghese, alla scoperta di
qualche violatore della legge domenicale. Per la solita porticina
laterale egli entrò nella birraria di un certo Patrick Reagan in
Madison Street e, senza farsi conoscere, domandò un bicchiere di
salsapariglia che gli fu servito dal padrone stesso.
Poco dopo entrarono tre avventori i quali chiesero tre _schooners_
(grandi bicchieri di birra). Mentre il Reagan spillava il liquido da
un barile, il _policeman_ travestito si bagnò un dito sotto il
rubinetto del barile stesso, e, portatolo alla bocca e assicuratosi
che la bevanda versata era realmente birra, dichiarò senz'altro il
birraio in arresto. In prova della sua autorità gettò sul banco la
placca metallica che è il distintivo degli addetti alla polizia.
Il Reagan prese la placca e gliela scagliò sulla testa, dicendo che
non si curava di tutte le spie della città: quindi, levando di sotto
al banco una vecchia sciabola (il birraio apparteneva ad una di quelle
associazioni militari che costituiscono la guardia nazionale), si
avventò contro il _policeman_. Questi lo prese di mira col revolver,
fece fuoco e lo ferì mortalmente al petto. Il Reagan spirò poco dopo,
mentre gli venivano amministrati gli ultimi sacramenti.
Questo omicidio, accaduto per causa di una legge la cui applicazione
richiedeva un odioso spionaggio, provocò un grido di protesta da parte
del pubblico, e i giornali si misero alla testa dell'agitazione.
--Invece della statua di Bartholdi da erigersi nella baia--diceva il
_Puck_--invece della Libertà che illumina il mondo, gli americani
dovrebbero eternare la memoria del codice penale di New-York col
seguente monumento.
E disegnava il progetto di una statua della libertà incatenata, che
sorgeva in mezzo a una strada, la quale, essendo domenica, era tutta
deserta: soltanto davanti a ogni albergo, teatro, bottega di qualsiasi
genere, stava ritto, col bastone in mano, un _policeman_. Sotto il
disegno si leggevano queste parole:--La metropoli nazionale nell'anno
107° della indipendenza americana.--
Vennero poi i _meetings_ e si formarono delle associazioni, le quali
si proponevano di ottenere la abrogazione di tutti quegli articoli del
codice che, col pretesto del rispetto della domenica, violano la
libertà del commercio e sono una vera rovina.
La questione fu portata alla Camera dei rappresentanti di Albany--la
capitale dello Stato di New-York--e suscitò una vivace discussione,
specialmente a proposito dell'articolo che proibisce le corse dei
cavalli e gli esercizi ginnastici. Il signor Murphy suscitò una grande
ilarità chiedendo che fosse eccettuata dalla proscrizione domenicale
almeno la pesca alla canna. Ma tutto fu inutile: la maggior parte
degli oratori fecero dei discorsi da predicatori, sulla utilità morale
e igienica dell'assoluto riposo festivo, ed espressero una profonda
indignazione contro qualunque tentativo di europeizzare la domenica
nord-americana.
Così il codice dello Stato di New-York rimase invariato: si tollera
solo che, alla domenica, i cittadini si facciano lustrare le scarpe e
radere la barba. Le porte principali delle birrarie e delle botteghe
di liquori sono chiuse, ma si può entrare per la porticina di dietro.
Ipocrisie grottesche.
Quello che vidi a New-York in fatto di leggi domenicali è un nulla in
confronto di ciò che osservai a New-Haven nel Connecticut.
* * *
Quello Stato, come la Nuova Inghilterra, è già famoso da un pezzo per
le sue _blue laws_ votate al principio del secolo. Eccone una pagina:
--Nessuno potrà dare il suo voto se non è iscritto in una chiesa di
questo dominio.
Nessuno camminerà in giorno festivo o passeggerà nel suo giardino o
altrove, eccetto che, con compunzione, dalla sua casa alla chiesa e
viceversa.
Nessuno viaggerà, cuocerà cibi, rifarà letti, spazzerà case, si
taglierà i capelli o si farà la barba in giorno festivo.
Nessuna donna bacerà i suoi figliuoli nei giorni consacrati dalla
Chiesa a pregare il Signore.--
Se i baci erano proibiti alle madri, figurarsi ai giovani! Sentite un
po' quello che toccò a Sara Tuttle e a Jacob Newton per aver osato di
trasgredire al codice _blue_.
Sara era una buona ragazza, nella primavera della vita, che aveva una
gran voglia di prendere marito ed era innamorata di Jacob, un povero e
bravo giovinetto del vicinato. Ella avrebbe voluto fare all'amore con
lui, ma il pudore le impediva di essere la prima a parlare, e, da
parte sua, il giovinotto non ardiva di farsi avanti perchè Sara era
troppo ricca per lui. Ma in questi casi, ove manca il coraggio
dell'uomo, supplisce l'astuzia della donna.
Una domenica mattina Sara incontrò Jacob per la strada, e, per trovar
modo d'attaccar discorso, lasciò cadere i guanti fingendo di non
avvedersene. Jacob li raccolse e disse sorridendo a Sara:
--Se li volete, desidero una ricompensa.
--Ma io non ho denaro con me--rispose la biricchina.--Che cosa posso
fare per voi?
Jacob mise insieme tutto il suo coraggio e disse:
--Vorrei un bacio!
Sara non se lo fece dire due volte e lo baciò. Una pinzochera
ingiallita e invecchiata nel desiderio di baci che non aveva mai
ottenuti, osservò e denunziò il fatto. E i due colpevoli furono citati
davanti al competente magistrato, il quale li condannò a pagare la
multa di cinquanta scellini per ciascheduno.
Ma torniamo alla capitale del Connecticut. Una domenica di novembre
del 1883 mi recai a New-Haven a trovare un amico. Da New-York si va a
New-Haven in un paio d'ore, attraversando, fra gli altri paesi,
Bridgeport, la patria di Barnum, dove il famoso _showman_ teneva i
suoi quartieri d'inverno pieni di cavalli e di bestie feroci. Da
quelle stalle, per far parlare di sè, di tanto in tanto Barnum
lasciava scappare qualche elefante che scorrazzava per i campi
circostanti e rovesciava parecchie siepi, affinchè non languisse la
cronaca dei giornali locali.
New-Haven conta più di sessanta mila abitanti, ma è tranquilla come un
villaggio; ha strade belle e larghe, fiancheggiate da filari d'alberi,
e le sue case sono quasi tutte di legno, piccole, eleganti e
simpatiche come tante palazzine di villeggiatura. È rinomata pel
collegio Yale, per le sue fabbriche di carrozze e per la severità con
cui si osserva il riposo della domenica.
_Yale Colege_--uno dei più rinomati e importanti degli Stati Uniti--è
un complesso di edifizi che non hanno nulla di grandioso. A vederli
così semplici non si direbbe che in essi studiano e alloggiano circa
1300 giovani provenienti da tutti gli Stati dell'Unione, insieme con
un centinaio di professori, fra cui alcuni di gran fama, come O. C.
Marsh, direttore dell'istituto; Dana, un dotto geologo; e Whitney,
profondo in filologia e lingua sanscrita. Del corpo insegnante faceva
parte anche un italiano, il professore C. L. Speranza. Un uso notevole
fra gli studenti più intelligenti è quello di unirsi in una
associazione segreta i cui membri si promettono di conservarsi amici
anche dopo finiti gli studi e di aiutarsi sempre a vicenda nel corso
della vita: una specie di ciò che dovrebbe essere la massoneria.
La colonia italiana di New-Haven conta circa un migliaio e mezzo di
pacifici e laboriosi operai, i quali non fanno mai parlar di loro per
risse e coltellate, e che anzi sono assai ben visti dalla popolazione.
Quasi tutti lavorano nelle numerose fabbriche di carrozze e di oggetti
di gomma. Per provare il buon conto in cui li tiene, il Municipio aprì
per essi una scuola nella quale si danno lezioni gratuite serali
d'inglese.
Straordinario è il numero di chiese d'ogni culto. Nel solo centro
della città ne sorgono cinque, a pochi passi l'una dall'altra. Mentre
le esaminavo, vidi spuntare da una strada un distaccamento della
_Salvation Army_ (Esercito della Salute), con pifferi e tamburo alla
testa: alcune donne leggevano ad alta voce, camminando, non so quali
salmi o canzoni. Sembrava una mascherata carnevalesca. Soltanto,
invece dell'allegria, quei disgraziati apostoli avevano i segni del
cretinismo sulle loro faccie angolose.
Uno dei punti più belli di New-Haven è dove la città finisce sulla
riva del Sound. A levante sorgono alcune collinette e a ponente si
stendono fino a perdita d'occhio le acque calme del fiume, popolate di
barche e di qualche _schooner_. Quella vista deve essere molto
pittoresca nella bella stagione, quando gli alberi sono verdi, quando
il fondo scuro del paesaggio fa risaltare lo specchio limpido del
Sound e il bianco delle case lontane.
Mentre io e l'amico tornavamo in città, facemmo quella domenica uno
strano incontro. Ventun persone, fra uomini e donne, elegantemente
vestiti, venivano condotti a New-Haven prigionieri, scortati da alcuni
_policemen_. Gli arrestati appartenevano alla miglior società ed ecco
di che cosa si erano resi colpevoli.
Ignorando che le autorità avevano deciso di rimettere in vigore le
puritane _blue laws_, quei signori erano usciti a passeggiare in
carrozza come il solito di tutte le feste. Giunti a un certo punto
vennero arrestati come contravventori alla legge sulla domenica,
rinchiusi in una masseria come un branco di montoni, e condotti quindi
tutti insieme a New-Haven. Tradotti davanti al giudice, alcuni furono
rilasciati pagando una cauzione di venticinque dollari, altri
trattenuti in prigione.
Quella inattesa risurrezione di leggi cadute in disuso era dovuta
all'iniziativa del gran constabile Thompson, il quale agiva dietro
richiesta degli abitanti della borgata di Foxon. Costoro si lagnavano
che «quelli di New-Haven violavano costantemente la domenica passando
in vettura a Foxon, con grande noia e scandalo dei buoni cittadini.»
È comico il modo usato dal Thompson per fermare quelli che passavano
in carrozza, i quali, se avessero dubitato del minimo pericolo,
avrebbero potuto sfuggire facilmente alla cattura frustando i cavalli.
Il signor Thompson aveva imboscato i suoi uomini in un punto in cui la
strada era tutta coperta dalle noci che il vento aveva fatto cadere
dalle piante circostanti. Come il malizioso constabile aveva
preveduto, tutti quelli che arrivarono in carrozza a quel punto,
vedendo le belle noci, scesero per riempirsene le saccoccie. In quella
sbucarono i _policemen_ e li dichiararono in arresto.