Quando io credo esser navigato, e la fortuna mi ripigne nel mezzo
al mare, e tra più torbide e tempestose onde. Io combattevo prima
coll'amore di mio padre; ora combatto coll'ambizione di mia madre. A
quello io ebbi per aiuto lei, a questo sono solo; tanto ch'io veggo men
lume in questa ch'io non vedevo in quello. Duolmi della mia mala sorte,
poich'io nacqui per non aver mai bene; e posso dire, da che questa
fanciulla ci venne in casa, non aver conosciuti altri diletti che di
pensar a lei, dove si radi sono stati i piaceri che i giorni di quelli
si annovererebbero facilmente. Ma chi veggo io venir verso di me? È
egli Damone? Egli è desso, ed è tutto allegro. Che ci è, Damone? Che
novelle portate? Donde viene tanta allegrezza?
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