_Cle._ Tu hai udito, come il vecchio n'è ito chiuso in casa; ei debbe
averne tocco una rimesta da Sofronia; e' pare tutto umile. Accostiamoci
a lei per intendere la cosa. Dio vi salvi, mia madre; che dice Nicomaco?
_Sofr._ È tutto scorbacchiato il pover'uomo: pargli essere vituperato;
hammi dato il foglio bianco, e vuole ch'io governi per l'avvenire a mio
senno ogni cosa.
_Eust._ Ella andrà bene, io doverò aver Clizia.
_Cle._ Adagio un poco; e' non è boccone da te.
_Eust._ Oh! questa è bella; ora ch'io credetti avere vinto, ed io avrò
perduto come Pirro!
_Sofr._ Né tu né Pirro l'avete avere; né tu, Cleandro, perchè io voglio
che la stia così.
_Cle._ Fate almeno che la torni a casa, acciò ch'io non sia privo di
vederla.
_Sofr._ La vi tornerà, e non vi tornerà, come mi parrà. Andiamne noi a
rassettar la casa; e tu, Cleandro, guarda se tu vedi Damone, perché
egli è bene parlargli, per rimaner come si abbia a ricoprire il caso
seguito.
_Cle._ Io son malcontento.
_Sofr._ Tu ti contenterai un'altra volta.
[V. 5]