DAMONE, NICOMACO.

_Da._ Io vengo a vedere se questo amante è tornato dal mercato. Ma

eccolo davanti all'uscio. Io venivo appunto a te.

_Ni._ Ed io a te, uomo da farne poco conto. Di che t'ho io pregato? Di

che t'ho io richiesto? Tu m'hai servito cosi bene!

_Da._ Che cosa è?

_Ni._ Tu mandasti moglieta! Tu hai vuota la casa di brigata, che fu un

sollazzo! In modo che alle tue cagioni io sono morto e disfatto.

_Da._ Va', t'impicca, non mi dicesti che moglieta chiamerebbe la mia?

_Ni._ La l'ha chiamata, e non è voluta venire.

_Da._ Anziché gliene offersi; ella non volle che la venisse, e cosi mi

fai uccellare, e poi ti duoli di me. Che 'l diavolo ne porti te, e le

nozze, e ognuno!

_Ni._ Infine, vuoi tu che la venga?

_Da._ Si, voglio in malora, ed ella, e la fante, e la gatta, e chiunque

vi è. Va', se tu hai a far altro; io andrò in casa, e per l'orto la

farò venire or ora.

_Ni._ Ora m'è costui amico; ora andranno le cose bene. Ohimè, ohimè!

che romore è quel ch'io sento in casa?

[IV. 7]

La mandragola - La Clizia - Belfagor · 第 67 / 81 题