_Da._ Io vengo a vedere se questo amante è tornato dal mercato. Ma
eccolo davanti all'uscio. Io venivo appunto a te.
_Ni._ Ed io a te, uomo da farne poco conto. Di che t'ho io pregato? Di
che t'ho io richiesto? Tu m'hai servito cosi bene!
_Da._ Che cosa è?
_Ni._ Tu mandasti moglieta! Tu hai vuota la casa di brigata, che fu un
sollazzo! In modo che alle tue cagioni io sono morto e disfatto.
_Da._ Va', t'impicca, non mi dicesti che moglieta chiamerebbe la mia?
_Ni._ La l'ha chiamata, e non è voluta venire.
_Da._ Anziché gliene offersi; ella non volle che la venisse, e cosi mi
fai uccellare, e poi ti duoli di me. Che 'l diavolo ne porti te, e le
nozze, e ognuno!
_Ni._ Infine, vuoi tu che la venga?
_Da._ Si, voglio in malora, ed ella, e la fante, e la gatta, e chiunque
vi è. Va', se tu hai a far altro; io andrò in casa, e per l'orto la
farò venire or ora.
_Ni._ Ora m'è costui amico; ora andranno le cose bene. Ohimè, ohimè!
che romore è quel ch'io sento in casa?
[IV. 7]