Oh miseria di chi ama! Con quanti affanni passo io il mio tempo! Io so
bene che qualunque ama una cosa bella come Clizia, ha di molti rivali
che gli danno infiniti dolori; ma io non intesi mai che ad alcuno
avvenisse di avere per rivale il padre; e dove molti giovani hanno
trovato appresso al padre qualche rimedio, io vi trovo il fondamento
e la cagione del mal mio; e se mia madre mi favorisce, la non fa per
favorire me, ma per disfavorire l'impresa del marito. E perciò io
non posso scuoprirmi in questa cosa gagliardamente, perché subito la
crederebbe che io avessi fatti quelli patti con Eustachio, che mio
padre con Pirro; e come la credesse questo, mossa dalla coscienza,
lascierebbe ire l'acqua alla china, e non se ne travaglierebbe più, ed
io al tutto sarei spacciato, e ne piglierei tanto dispiacere che io non
crederei più vivere. Io veggo mia madre ch'esce di chiesa; io voglio
ire a parlar seco, ed intendere la fantasia sua, e vedere quali rimedi
ella apparecchi contro ai disegni del vecchio.
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