_Cle._ Dio vi salvi, madre mia.
_Sofr._ O Cleandro, vieni tu di casa?
_Cle._ Madonna si.
_Sofr._ Se' vi tu stato tuttavia, poi che io vi ti lasciai?
_Cle._ Sono.
_Sofr._ Nicomaco dov'è?
_Cle._ È in casa, e per cosa che sia accaduta, non è uscito.
_Sofr._ Lascialo fare al nome di Dio. Una ne pensa il ghiotto, e
l'altra il tavernaio. Hattegli detto cosa alcuna?
_Cle._ Un monte di villanie; e parmi che gli sia entrato il diavolo
addosso. E' vuole mettere nelle Stinche Eustachio e me; a voi vuole
rendere la dota e cacciarvi via; e minaccia, non che altro, di cacciare
fuoco in casa; e' mi ha imposto che io vi trovi, e vi persuada a
consentire a queste nozze; altrimenti non si farà per voi.
_Sofr._ Tu che ne di'?
_Cle._ Dicone quello che voi; perché io amo Clizia come sorella, e
dorrebbemi infino all'anima che la capitasse in mano di Pirro.
_Sofr._ Io non so come tu te l'ami; ma io ti dico bene questo, che se
io credessi trarla dalle mani di Nicomaco e metterla nelle mani tua,
che io non me ne impaccerei. Ma io penso che Eustachio la vorrebbe per
sé, e che il tuo amore per la sposa tua (che siamo per dartela presto)
si potesse cancellare.
_Cle._ Voi pensate bene; e però io vi priego che voi facciate ogni
cosa perché queste nozze non si facciano. E quando non si possa fare
altrimenti che darla ad Eustachio, diasele; ma quando si possa, sarebbe
meglio (secondo me) lasciarla stare cosi: perché l'è ancora giovanetta,
e non le fugge il tempo. Potrebbero i cieli farle trovare i suoi
parenti; e quando e' fussero nobili, avrebbero un poco obbligo con voi,
trovando che voi l'avreste maritata ad un famiglio o ad un contadino.
_Sofr._ Tu di' bene. Io ancora ci avevo pensato; ma la rabbia di questo
vecchio mi sbigottisce. Nondimeno e' mi s'aggirano tante cose per
il capo che io credo che qualcuna gli gua. sterà ogni suo disegno.
Io me ne voglio ire in casa, perch'io veggo Nicomaco aliare intorno
all'uscio. Tu va'in chiesa, e di' ad Eustachio che venga a casa e non
abbia paura di cosa alcuna.
_Cle._ Cosi farò.
[III. 4]