_Ai._ Oleandro, o Oleandro?
_Cle._ Messere.
_Ni._ Esci giù, esci giù, dich'io. Che fai tu in tutto il di in casa?
Non te ne vergogni tu, che tu dai carico a cotesta fanciulla? Sogliono
in simili di di carnasciale i giovani tuoi pari andarsi a spasso
veggendo le maschere, o ire a fare al calcio. Tu sei uno di quelli
uomini, che non sai far nulla, e non mi pari né morto né vivo.
_Cle._ Io non mi diletto di coteste cose, e non me ne dilettai mai, e
piacemi più lo stare solo che con coteste compagnie; e tanto più stavo
ora volentieri in casa veggendovi stare voi, per potere, se voi volevi
cosa alcuna, farla.
_Ni._ Deh, guarda dove e' l'aveva? Tu se' il buon figliuolo! Io non
ho bisogno d'averti tutti i di dietro. Io tengo duoi famigli ed uno
fattore, per non aver a comandar te.
_Cle._ Al nome di Dio. E' non è però che quello che io fo, non lo
faccia per bene.
_Ni._ Io non so per quello che tu te 'l fai. Ma io so bene che tua
madre è una pazza, e rovinerà questa casa: tu faresti il meglio a
ripararci.
_Cle._ O ella, o altri.
_Ni._ Chi altri?
_Cle._ Io non so.
_Ni._ E' mi par bene che tu non lo sappia. Ma che di' tu di questi casi
di Clizia?
_Cle._ Vedi che vi capitamo.
_Ni._ Che di' tu? Di' forte ch'io t'intenda.
_Cle._ Dico che io non so che me ne dire.
_Ni._ Non ti pare egli che questa tua madre pigli un granchio a non
volere che Clizia sia moglie di Pirro?
_Cle._ Io non me ne intendo.
_Ni._ Io son chiaro. Tu hai presa la parte sua; e' ci cova sotto altro
che favole. Parrebbet'egli però, che la stesse bene con Eustachio?
_Cle._ Io non lo so, e non me ne intendo.
_Ni._ Di che diavol t'intendi tu?
_Cle,_ Non di cotesto.
_Ni._ Tu ti sei pure inteso di far venire in Firenze Eustachio e
trafugarlo, perché io non lo vegga, e tendermi lacciuoli per guastare
queste nozze. Ma te e lui caccerò io nelle Stinche; a Sofronia renderò
io la sua dota, e manderolla via; perché io voglio esser io signore di
casa mia, ed ognuno se ne sturi gli orecchi, e voglio che questa sera
queste nozze si facciano; o io, quando non avrò altro rimedio, caccerò
fuoco in questa casa. Io aspetterò qui tua madre, per veder s'io posso
esser d'accordo con lei; ma quando io non possa, ad ogni modo ci voglio
l'onor mio, ch'io non intendo che i paperi menino a bere l'oche. Va'
pertanto, se tu desideri il ben tuo e la pace di casa, a pregarla che
faccia a mio modo. Tu la troverai in chiesa, ed io aspetterò te e lei
qui in casa; e se tu vedi quel ribaldo d'Eustachio, digli che venga a
me; altrimenti non farà bene i casi suoi.
_Cle._ Io vo.
[III. 2]