Io non ho potuto questa notte chiudere occhio, tanto è il desiderio che
io ho d'intendere come Callimaco e gli altri l'abbiano fatto. Ed ho
atteso a consumare el tempo in varie cose: io dissi mattutino, lessi
una vita dei Santi Padri, andai in chiesa ed accesi una lampana che era
spenta, mutai uno velo ad una Madonna che fa miracoli. Quante volte
ho io detto a questi frati che la tenghino pulita! E si maravigliano
poi se la divozione manca. Io mi ricordo esservi cinquecento imagine,
e non ve ne sono oggi venti; questo nasce da noi, che non le abbiamo
saputa mantenere la reputazione. Noi vi solavamo ogni sera dopo la
compieta andare a processione, e farvi cantare ogni sabato le laude.
Botavanci noi sempre quivi, perché vi si vedessi delle imagine fresche;
confortavamo nelle confessioni gli uomini e le donne a botarvisi. Ora
non si fa nulla di queste cose, e poi ci maravigliamo se le cose vanno
fredde! Oh, quanto poco cervello è in questi mia frati! Ma io sento uno
grande romore da casa
Messere Nicia. Eccogli per mia fé; e' cavono fuori el prigione. Io
sarò giunto a tempo. Ben si sono indugiati alla sgocciolatura; e' si
fa appunto l' alba. Io voglio stare a udire quello che dicono, senza
scuoprirmi.
[V. 2]