Esistono forse dei rapporti arcani, e una voce misteriosa che metta
in comunicazione due anime unite dalla simpatia e allontanate dal
destino?... Questo è ancora un problema oscuro, ma sembra che il
fenomeno esista, e se la scienza non ha saputo fino ad ora spiegarlo,
l'empirismo degli amanti ci crede. Si raccontano su questo rapporto
dei casi strani e meravigliosi di sensazioni lontane ma unisone, di
presentimenti profetici, e si narrano storie bizzarre di fatti creduti
sovrumani che nel Medio Evo si attribuivano alle streghe, e ai tempi
presenti si dichiarano effetti del magnetismo animale.
Forse alcuni fenomeni d'una apparenza sopranaturale sono naturalissimi
e normali, ma la dabbenaggine umana grida al miracolo, perchè ne
ignora le cause, ma l'uomo nel breve corso di sua vita mortale non
può conoscere tutte le leggi immortali dell'universo. Dopo una lunga
serie di secoli nella quale la scienza umana si arricchì di numerose e
sorprendenti scoperte, quanti sublimi misteri si celano ancora nelle
tenebre, quante leggi naturali rimangono ancora nascoste ai nostri
sguardi!...
Questa dissertazione metafisica ha lo scopo di avvertire il lettore
che Silvia e Valdrigo non si vedevano mai, ma si parlavano attraverso
gli spazi, attraverso i muri di Venezia, a grandissime distanze,
senza comunicazioni materiali, e le cose suddette giustificano la
nostra ignoranza con l'ignoranza universale, incapace di spiegare il
misterioso fenomeno. Ma il fatto esisteva, e forse esiste tuttora od
esistette fra la persona che legge queste povere pagine e qualche anima
lontana. Non è vero che si parla attraverso le montagne e l'oceano?...
Sicuro che il linguaggio di due spiriti non è composto di accenti
comuni e volgari, sicuro che quella voce arcana non dice: — Buon
giorno, signore, come sta lei?... vorrebbe favorirmi i numeri che si
cavano al lotto?... o dirmi il corso dei valori di borsa?.. — Queste
cose le può dire il telegrafo!... — Il telegrafo elettrico!... chi ci
avrebbe creduto nel Medio Evo?... Orbene, abbandoniamo la spiegazione
del telegrafo amoroso alle future elucubrazioni della scienza, e per
ora teniamoci paghi del fatto. Il fatto, quantunque misterioso, è
incontrastabile.
Silvia seduta mollemente in un ampio seggiolone a bracciuoli, in
una magnifica stanza tappezzata di antichi arazzi, e colle finestre
ricoperte da impenetrabili cortinaggi di ricche stoffe, stava tutta
sola pensando. Valdrigo cullato dai flutti del mare, coricato sul
cassero d'una barca peschereccia, contemplava il cielo sereno. A
poco a poco una corrente misteriosa d'idee gettava un filo invisibile
dal cuore di Valdrigo al cuore di Silvia; ecco il telegrafo amoroso
fissato, sul quale i sentimenti facevano i loro uffici, come le
parole attraverso il filo metallico del telegrafo elettrico. Che
cosa dicevano? Erano pensieri intangibili, sensazioni inesprimibili,
fantasie vaporose, aspirazioni vaghe indefinite, estasi e rapimenti che
si possono comprendere soltanto da chi li abbia provati.
La povera Maddalena, innamorata al pari di Silvia, non incontrava nel
cuore di Valdrigo che una elettricità negativa, egli si trovava a un
passo dalla bella popolana e a cinque miglia da Silvia; ma parlava
a questa e la vedeva parlante, e l'altra così vicina, gli era mille
miglia lontana dal cuore. O misteri della vita!...