XXV.

Esistono forse dei rapporti arcani, e una voce misteriosa che metta

in comunicazione due anime unite dalla simpatia e allontanate dal

destino?... Questo è ancora un problema oscuro, ma sembra che il

fenomeno esista, e se la scienza non ha saputo fino ad ora spiegarlo,

l'empirismo degli amanti ci crede. Si raccontano su questo rapporto

dei casi strani e meravigliosi di sensazioni lontane ma unisone, di

presentimenti profetici, e si narrano storie bizzarre di fatti creduti

sovrumani che nel Medio Evo si attribuivano alle streghe, e ai tempi

presenti si dichiarano effetti del magnetismo animale.

Forse alcuni fenomeni d'una apparenza sopranaturale sono naturalissimi

e normali, ma la dabbenaggine umana grida al miracolo, perchè ne

ignora le cause, ma l'uomo nel breve corso di sua vita mortale non

può conoscere tutte le leggi immortali dell'universo. Dopo una lunga

serie di secoli nella quale la scienza umana si arricchì di numerose e

sorprendenti scoperte, quanti sublimi misteri si celano ancora nelle

tenebre, quante leggi naturali rimangono ancora nascoste ai nostri

sguardi!...

Questa dissertazione metafisica ha lo scopo di avvertire il lettore

che Silvia e Valdrigo non si vedevano mai, ma si parlavano attraverso

gli spazi, attraverso i muri di Venezia, a grandissime distanze,

senza comunicazioni materiali, e le cose suddette giustificano la

nostra ignoranza con l'ignoranza universale, incapace di spiegare il

misterioso fenomeno. Ma il fatto esisteva, e forse esiste tuttora od

esistette fra la persona che legge queste povere pagine e qualche anima

lontana. Non è vero che si parla attraverso le montagne e l'oceano?...

Sicuro che il linguaggio di due spiriti non è composto di accenti

comuni e volgari, sicuro che quella voce arcana non dice: — Buon

giorno, signore, come sta lei?... vorrebbe favorirmi i numeri che si

cavano al lotto?... o dirmi il corso dei valori di borsa?.. — Queste

cose le può dire il telegrafo!... — Il telegrafo elettrico!... chi ci

avrebbe creduto nel Medio Evo?... Orbene, abbandoniamo la spiegazione

del telegrafo amoroso alle future elucubrazioni della scienza, e per

ora teniamoci paghi del fatto. Il fatto, quantunque misterioso, è

incontrastabile.

Silvia seduta mollemente in un ampio seggiolone a bracciuoli, in

una magnifica stanza tappezzata di antichi arazzi, e colle finestre

ricoperte da impenetrabili cortinaggi di ricche stoffe, stava tutta

sola pensando. Valdrigo cullato dai flutti del mare, coricato sul

cassero d'una barca peschereccia, contemplava il cielo sereno. A

poco a poco una corrente misteriosa d'idee gettava un filo invisibile

dal cuore di Valdrigo al cuore di Silvia; ecco il telegrafo amoroso

fissato, sul quale i sentimenti facevano i loro uffici, come le

parole attraverso il filo metallico del telegrafo elettrico. Che

cosa dicevano? Erano pensieri intangibili, sensazioni inesprimibili,

fantasie vaporose, aspirazioni vaghe indefinite, estasi e rapimenti che

si possono comprendere soltanto da chi li abbia provati.

La povera Maddalena, innamorata al pari di Silvia, non incontrava nel

cuore di Valdrigo che una elettricità negativa, egli si trovava a un

passo dalla bella popolana e a cinque miglia da Silvia; ma parlava

a questa e la vedeva parlante, e l'altra così vicina, gli era mille

miglia lontana dal cuore. O misteri della vita!...

Il dolce far niente: Scene della vita veneziana del secolo passato · 第 28 / 46 题