V.

C'era però una eccezione. Vittore era nato con una fibra più molle

degli altri fratelli, ed aveva sofferto alla prima infanzia alcune

malattie che lo lasciarono più delicato e più debole. La buona madre

sentiva il bisogno di distinguerlo dagli altri, riparandolo con cura

dalle intemperie, rinforzandolo con cibi migliori, sorvegliandolo ad

ogni istante perchè non si esponesse ad esercizii violenti e dannosi.

Le sofferenze fisiche lo rendevano più sensibile alle impressioni, e le

abitudini calme e tranquille introducevano nel suo cervello il dominio

delle idee, ed una naturale tendenza alla osservazione minuziosa degli

oggetti che gli stavano intorno. Seduto sotto gli olmi che sorgevano

fra la casa e il ruscello, egli contemplava e comparava ogni cosa.

Seguiva il volo della rondine che sfiorando l'acqua cristallina

coglieva la preda, l'apportava al nido ove i neonati l'aspettavano

col becco dischiuso, e con allegro garrito ritornava alla caccia per i

prati e pei campi. Osservava il bacio dei colombi, le collere del gallo

contro i tacchini, ammirava i vaghi colori delle farfalle, e le ali

dorate degli insetti che passeggiavano sotto ai muschi crescenti sulle

corteccie degli alberi; e ascoltava attentamente i varii mormorii della

campagna, che con un'armonia indefinita rompevano i silenzii della

tranquilla dimora.

Turco, il cane da guardia, era il fido compagno delle sue escursioni

vagabonde, e con lui faceva lunghe peregrinazioni attraverso i

vicini paesi e fino alle ghiaie del Piave, ove si arrestava davanti

l'impetuoso torrente, a contemplare quelle vaste solitudini, e il

lontano prospetto del castello di San Salvatore, e la catena dei monti.

E nelle lunghe sere d'inverno, rannicchiato in un angolo del focolare,

o seduto accanto dei buoi, ascoltava le fiabe della nonna, che

popolavano la sua mente di bizzarre avventure, e conducevano il suo

spirito nella regione dei sogni.

Il dolce far niente: Scene della vita veneziana del secolo passato · 第 8 / 46 题