XXXVIII.

--Ed io fo meglio di tutti; lavoro per la salute degli uomini: sclamò

un terzo che aveva udito i nostri discorsi lì presso, come un risorto

dal sepolcro, tutto coperto di polvere gialliccia, balzando fuori da un

antro profondo di argilla, splendente del color dell'oro.

Chi era quello strano montanaro, basso di statura, col capo schiacciato

come un cretino?

Un tal Pantalone di que' dintorni, che parla sovente di serpi e

d'incantesimi, ed è trastullo de' monelli. Era affaccendato a trarre

la magnesia da una cava scoperta, or fa cinque anni, con utilità del

comune di Caselette, che ne concedette l'uso per la somma annuale di

mille franchi.

--Evviva Pantalone! esclamò lo scalpellino. Come procedono i tuoi

lavori?

--Benone, gli fu risposto: S. Abaco protegge il padrone che qui mi

manda a lavorare in questa polvere raggrumata dall'umido. Qui si scava

in abbondanza la magnesia che il mio padrone vende a buon prezzo ai

farmacisti di Torino.

--Buon Pantalone, io gli dissi, voi non lavorate soltanto per cacciare

i malanni dal corpo umano, ma eziandio per rendere più bella la luce

che ci vivifica, perchè vi ha un nuovo trovato, il _filo di magnesio_,

tratto da questa polvere prodigiosa, il quale dà uno splendore pari

alla luce elettrica che vedeste in Torino nelle feste dello Statuto.

La Dora · 第 179 / 267 题