--Ed io fo meglio di tutti; lavoro per la salute degli uomini: sclamò
un terzo che aveva udito i nostri discorsi lì presso, come un risorto
dal sepolcro, tutto coperto di polvere gialliccia, balzando fuori da un
antro profondo di argilla, splendente del color dell'oro.
Chi era quello strano montanaro, basso di statura, col capo schiacciato
come un cretino?
Un tal Pantalone di que' dintorni, che parla sovente di serpi e
d'incantesimi, ed è trastullo de' monelli. Era affaccendato a trarre
la magnesia da una cava scoperta, or fa cinque anni, con utilità del
comune di Caselette, che ne concedette l'uso per la somma annuale di
mille franchi.
--Evviva Pantalone! esclamò lo scalpellino. Come procedono i tuoi
lavori?
--Benone, gli fu risposto: S. Abaco protegge il padrone che qui mi
manda a lavorare in questa polvere raggrumata dall'umido. Qui si scava
in abbondanza la magnesia che il mio padrone vende a buon prezzo ai
farmacisti di Torino.
--Buon Pantalone, io gli dissi, voi non lavorate soltanto per cacciare
i malanni dal corpo umano, ma eziandio per rendere più bella la luce
che ci vivifica, perchè vi ha un nuovo trovato, il _filo di magnesio_,
tratto da questa polvere prodigiosa, il quale dà uno splendore pari
alla luce elettrica che vedeste in Torino nelle feste dello Statuto.