XXVIII.

Il cappellano di Ranverso, Luigi Quartino, era andato al paesello

Rosta, e non appena tornato mi riconobbe festivamente per il poeta

di cui aveva udito i versi improvvisi nel verno del 1837, alunno nel

seminario di Nizza.

Quel bravo sacerdote volle essermi guida su per l'ampia scala, e ne'

corridoi del grandioso monistero, ed introdottomi nelle sue stanze mi

aperse libri e notizie manoscritte da lui raccolte, importanti alla

storia del luogo; e mostrommi la lista araldica di cinquanta stemmi

di maestri ed abati dell'Ordine Antoniano, ch'egli fece trarre dalle

pareti del chiostro e colorire con molta diligenza.

Io ne segnai gli appunti in un quaderno di memorie, e già sulla soglia

della piccola sua biblioteca io stava per uscire col cappellano e

visitare la chiesa, quando m'imbattei a faccia a faccia con un prete

francese, che già aveva conosciuto a Lione dal 1838 al 39, fra i più

venerati e dotti amici dell'Ozanam, cui andiamo debitori di rare opere

di letteratura storica e religiosa.

Deggio tacerne il nome per obbedire alla soverchia sua umiltà e

modestia.

La Dora · 第 166 / 267 题