XXVII.

Le memorie di Ranverso e di quel Giovanni, che n'ebbe il governo, la

veduta dell'antica chiesa di severo stile, del monistero a due piani

murato a ridosso di verde ed amena collinetta volta a tramontana, e

dell'edificio che già fu spedale di pellegrini, mi porsero invito a

visitare que' luoghi in un bel mattino d'agosto (1865); e mi fermai

in sulla piazzetta fra lo spedale e la chiesa pensando al sentimento

religioso che ne consigliò l'erezione.

Gli Antoniani cessarono d'esistere, e _S. Antonio di Ranverso_ ora è

commenda che appartiene all'ordine dei Cavalieri dei Santi Maurizio

e Lazzaro. Il monistero annesso alla chiesa è abitato solamente dai

cappellano e dall'economo che presiede agl'interessi della Commenda.

Lo spedale non conserva d'antico se non la bella gotica porta che

mette al giardino, ed il luogo è quasi deserto. Incontrai alcune

guardie forestali dell'Ordine Mauriziano, e nell'ospizio, ove un tempo

si vedevano raccolti viandanti stanchi ed infermi, trovai una pia

fittaiuola di Avigliana, che vincendo di ospitalità il brusco economo,

mi accolse con atti cortesi nella povera ed unica sua stanza fra due

bimbi e cani e gatti e polli. Quella madre dei due bimbi stese una

bianca tovagliuola sulla rustica tavola, e mi porse una tazza di caffè

e latte, col pan bigio di campagna.

Ed io ne fui lieto come a lauto desinare.

La Dora · 第 165 / 267 题