Le memorie di Ranverso e di quel Giovanni, che n'ebbe il governo, la
veduta dell'antica chiesa di severo stile, del monistero a due piani
murato a ridosso di verde ed amena collinetta volta a tramontana, e
dell'edificio che già fu spedale di pellegrini, mi porsero invito a
visitare que' luoghi in un bel mattino d'agosto (1865); e mi fermai
in sulla piazzetta fra lo spedale e la chiesa pensando al sentimento
religioso che ne consigliò l'erezione.
Gli Antoniani cessarono d'esistere, e _S. Antonio di Ranverso_ ora è
commenda che appartiene all'ordine dei Cavalieri dei Santi Maurizio
e Lazzaro. Il monistero annesso alla chiesa è abitato solamente dai
cappellano e dall'economo che presiede agl'interessi della Commenda.
Lo spedale non conserva d'antico se non la bella gotica porta che
mette al giardino, ed il luogo è quasi deserto. Incontrai alcune
guardie forestali dell'Ordine Mauriziano, e nell'ospizio, ove un tempo
si vedevano raccolti viandanti stanchi ed infermi, trovai una pia
fittaiuola di Avigliana, che vincendo di ospitalità il brusco economo,
mi accolse con atti cortesi nella povera ed unica sua stanza fra due
bimbi e cani e gatti e polli. Quella madre dei due bimbi stese una
bianca tovagliuola sulla rustica tavola, e mi porse una tazza di caffè
e latte, col pan bigio di campagna.
Ed io ne fui lieto come a lauto desinare.