Che strano e disonesto brulichìo di baroni contendenti e contristati
vassalli! Il medio evo fu il barbaro trionfo dell'ignoranza armata.
Il disordine di que' tempi vien significato dall'istessa irregolare
costruzione dell'edifizio, foggiata negl'irregolari picchi del monte;
ed io lo vedeva espresso eziandio nelle strane figure intorno ai
capitelli ed alle basi così delle ritte che delle ritorte colonne,
miscuglio di arte romana e gotica, fatto più bizzarro dai ristauri di
età posteriori. Visitiamo la Badìa a parte a parte. Facciamoci intorno
all'enorme pilastro che ricorda quelli d'Egitto, e regge le vôlte
principali dell'edifizio; saliamo e scendiamo nei tortuosi angusti
andirivieni del monistero, per le alte scale intagliate nella roccia,
sotto gli archi della chiesa, de' corridoi e delle grotte, qui fra
lapidi impresse di gotici segni e di stemmi gentilizii, là fra teschi
accatastati e fra cadaveri ritti entro nicchie, semicoperti da cenci,
ed abbracciati alla croce, mummificati dal vento del Moncenisio, che
perpetuo percuote quelle vette; e fra tanto sacro orrore sentiremo
nell'animo il peso dei tempi feudali.
Che dirò d'una sera che, rischiarato da fiaccole per l'ampia scalinata,
fra sepolcri e scheletri tornai ad affacciarmi alla mirabile porta del
vestibolo, per cui si sale al tempio? Colonnette di marmo a diversi
colori, attortigliate, cilindriche, ottangolari con base e capitello
di varia foggia reggono quella singolar porta a tutto sesto, adorna di
fregi e meandri in basso rilievo intagliati con ogni sorta di vezzi
e fiori intrecciati, e coi dodici segni del zodiaco ne' pilastri. Ai
quattro angoli d'una base di colonna sono scolpiti quattro grifoni, e
ai quattro angoli d'un'altra base quattro leoni, di cui l'uno morde la
coda all'altro. In un capitello sono raffigurate aquile, che afferrano
un cerchio, in altri veggonsi uomini furibondi che si accapigliano, e
serpenti che si avviticchiano ai martoriati, lor dando di morso, come
i serpenti punitori dei ladri nell'inferno dantesco. Che più? Uno de'
capitelli rappresenta Caino in atto di uccidere Abele, e in un altro
si vede Sansone scrollante le colonne del tempio. Io riguardava pieno
di stupore. La luce delle fiaccole balenava nelle mummie, nelle lapidi
e nelle simboliche figure delle colonne; ed io andava fantasticando
che mai significare potesse quella gran porta abaziale. Qual fosse
il concetto dell'artista del medio evo non saprei dire; ma io poeta
nelle sculture della porta immaginai rappresentate le discordie e le
prepotenze della barbarie; e vidi il Caino del feudalismo che prostrava
il misero popolo, l'Abele della borgata; e nel Sansone caduto fra le
rovine del tempio de' Filistei io vedeva il feudalismo sfasciarsi fra i
combattuti castelli e le ire dei vassalli.