XII.

In tali guise armeggiando e danzando bizzarramente gli spadeggiatori

accompagnano la processione. Il più bello della bizzarra mostra segue

sul prato _Paravì_. Quivi fra il popolo accorrente rappresentano una

scena di rivolta contro il loro duce. Egli si difende dai nemici colla

destrezza del suo brando, ma solo non può resistere a lungo contro i

molti, nei quali pari alla forza è l'ira. Gli è necessità fuggire.

Inutile fuga! I ribelli lo inseguono, lo assalgono, e, prostratolo a

colpi di spada e con spari di pistola, lo finiscono.

Vittoriosi si guardano l'un l'altro, quasi interrogandosi: cauti

s'accostano, origliando, al vinto duca, e fatti certi che più non

respira, copertolo di erba sel portano via.

Quindi acclamano un altro signore; e il nuovo duce adorno di purpuree

seriche insegne, con lungo cappello guernito di penne nere di struzzo,

è onorato da' suoi guerrieri e presentato di fiori da tre avvenenti

donne. Gli viene pure offerta la tazza delle feste, che spumeggia di

vino, ed egli beve esultante, e getta la tazza che ad altri più non

deve servire. Eccolo portato su le spalle dei suoi prodi, colla mano

sinistra alla cintola, e due alabarde incrociate strette nella destra,

percorre trionfante il paese fra le musiche e le acclamazioni del

popolo.

La Dora · 第 105 / 267 题