XIII.

Sono grotteschi, a dir vero, questi simulacri di antiche lotte.

Un tempo gli spadeggiatori di Val di Susa uscivano nei giorni solenni

da diversi paesi ad accompagnare le feste religiose e civili; ma

da qualche anno que' di Giaglione, di Venaus e di Chiomonte hanno

deposto l'elmo e la serica sopravvesta, e gettato lo spadone fra i

vani arnesi delle loro terre. Ultimi e soli rimasero gli spadeggiatori

di San-Giorio; e ben era loro debito tener vivo un tal costume nelle

Alpi Cozzie, per onorare il santo patrono della cavalleria; imperocchè

vogliono alcuni che la loro origine si abbia a cercare tra i gladiatori

romani, o tra gli ordini dell'antica cavalleria; altri ne cercano

l'origine tra i martiri della legione tebea, ed altri, assegnando loro

un'origine meno gloriosa, li credono reliquie de' tanti mimi e buffoni

che trastullavano i tirannelli.

In tanta discrepanza di opinioni interrogai il degno prevosto di

San-Giorio, G. B. Pettignani, che mai significasse la strana scena

testè rappresentata nel prato _Paravì_; e presso la torre quadrangolare

che fiancheggia la sua casa, innanzi alla gemebonda fontana che

gl'irriga il pensile giardino, egli gentilmente così mi rispose:

--Probabilmente è una di quelle tante scene del medio evo, in cui, come

a Cesana e ad Ivrea, il popolo si sbarazza del suo oppressore.

--Appunto così e non altrimenti, sclamò l'egregio avv. Gianone di

Bussoleno, che mi era compagno. Appunto così, e non altrimenti si

ha da interpretare, come nella festa del _Barro_, da due anni, con

dispiacere di molti, cessata nel mio paese. Colà nel pomeriggio del

giorno di Pasqua, nella sala del Comune, convenivano i membri del

Consiglio, a ciascuno dei quali era consegnato un grosso fuso, nelle

due estremità munito di punte di ferro. Quindi fra le musiche, e

con gran seguito di popolo, si andava nel prato del _Barro_, dove,

sorteggiati que' consiglieri, partivansi in due campi, e, fissato il

segno del bersaglio, giocavano a chi meglio vi colpiva, e i vinti

pagavano le spese del convito alla festante brigata.

La festa dei fusi ricorda una magnanima nostra popolana, che, tentata

da lascivo feudatario, vuolsi che in petto gli abbia confitto il fuso

ad arte ferrato, e tolta così di pericolo la sua onestà, e liberata da

un tiranno la nostra patria. E il nome _Barro_ ricorda un benemerito

Bussolenese, che per testamento legava al Comune la proprietà d'un suo

prato, a condizione che ogni anno vi si facesse il giuoco dei fusi, che

in segno di riconoscenza verso il gentil donatore, assunse il nome di

giuoco del _Barro_. Bell'esempio di giustizia e di virtù cittadina!

La Dora · 第 106 / 267 题