VII.

Fra questi pensieri giugnemmo alle pendici dell'opposta montagna

meridionale al villaggio di Chianocco; e qui, a costo di essere

tacciato di monotono scrittore, non voglio passare sotto silenzio

l'Orrido di Prabecco, detto anche di Chianocco, dal nome del villaggio,

orrido non meno pittoresco di quello di Foresto.

La montagna calcarea spaccata o dal lungo lavoro del torrente che

vi passa, o da qualche geologico rivolgimento, offre uno spettacolo

tanto sublime, che mi sentii l'animo trasportato ora alla spelonca

di Collepardo nello Stato Romano, presso la Certosa di Trisulti, ed

ora al deserto del Battista nella vicinanze di Betlemme. Una voragine

tenebrosa si volge a modo d'immane serpente nelle viscere della

montagna, ed io, aggirandomi più volte fra lo svolazzare dei corvi,

varcai il torrente che mi contendeva il passo fra le gigantesche erte

rocce che, inarcandosi in sul vertice, si approssimano, quasi una forza

misteriosa le portasse a congiungersi.

Colà nulla mi sorrideva, se ne levi qualche raggio di sole, che,

penetrando dalle fenditure, si rifletteva nell'argentea schiuma

dell'acque e ne' marmi di vario colore, i quali, luccicando,

formavano una specie di mosaico nel letto del torrente. Dopo essermi

di molto inoltrato, tornando sulle mie orme, all'orlo della caverna

mi si affacciò un alto picco detto la _Roccaforte_, così appellato

dall'apparenza che ha d'una grossa muraglia di castello.

Uscito dalla tenebría della spelonca, andai, per serenarmi lo spirito,

nella casa del prevosto Cibrario, venerando vecchio, pastore di

Chianocco. Ed egli, accoltomi con atti di squisita cortesia, mi parlò

del torrente che sbocca dall'Orrido di Prabecco, e della costernazione

del suo gregge, quando, nel mattino del 18 ottobre 1846, l'acque grosse

devastarono lì presso il molino, ponti e case, e per una porta, or

fatta da lui murare, irruppero nel santuario seco trascinando alberi e

macerie d'ogni maniera, e, condottomi nella chiesa:

--Qui, sclamava con voce affannosa, qui, nella chiesa l'acqua si era

levata all'altezza di un metro e mezzo, e sovr'essa galleggiavano travi

e ruote del molino colle croci, e i candelabri, e gli arredi della casa

del Signore.--

Così dicendo il buon pastore dai bianchi capegli, sembrava afflitto

come se ancora lo ferissero i lamenti del suo gregge, e l'onda

sacrilega si agitasse intorno agli altari.

Domandai al prevosto se erasi preso alcun provvedimento o riparo contro

alle nuove inondazioni e ai danni del torrente.

--Nulla, mi rispose reciso: quattro inondazioni sopravvennero di poi

con danno gravissimo.

--Che si avrebbe a fare?

--Rompere la _Roccaforte_ che chiude l'imboccatura del torrente, e

basterebbe.--

Mi accommiatai dallo zelante prevosto augurando che il suo desiderio si

adempiesse o che altro rimedio si trovasse alla salute del villaggio.

La Dora · 第 99 / 267 题