VI.

Questo racconto sente del ritratto che il libro dei Proverbi fa della

donna massaia, la quale, traendo alla rocca la chioma, vigila al buon

governo della famiglia; e mi ricorda altresì certe costumanze di feste

nuziali, che trovai in un villaggio delle Calabrie, dove il popolo

conserva l'idioma, i riti religiosi e i costumi de' suoi padri albanesi.

Quivi la suocera all'entrata della casa avvolge un lungo nastro color

di rosa dietro alle spalle degli sposi, e congiungendone i capi innanzi

al petto, trae seco la desiderata coppia, rappresentando così uno

stretto vincolo d'amore. Poscia i parenti e gli amici insieme cogli

sposi stendono le mani intrecciandole a modo di corona nello spianato

innanzi alla porta della casa e a suono di musiche cominciano una ridda

lietissima, cantando ad un tempo in lor favella consigli e ammonimenti

alla sposa, che somigliano in parte a quelli della nostra suocera delle

Alpi Cozzie.

La moderna civiltà bandisce, siccome fole, dalle superbe città queste

simboliche cerimonie, e riduce le feste nuziali ad un atto notarile,

ed al calcolo di alcune cifre: ed io amo ancora cercarne la poesia

rifuggita fra il buon popolo dei monti, ove col suo canto e le sue

corone rifiorisce il patto più solenne della vita.

La Dora · 第 98 / 267 题