XVIII.

Successe un profondo silenzio, e la mia visione si andava dissolvendo,

se non che tornò a mostrarmisi quel colle fumante di sangue consacrato

dalle nostre vittorie; e fra i tocchi funebri di tamburi coverti a

nero, vidi un manipolo di soldati che su povera bara portavano a

seppellire il cavaliere Bellisle _morto_, diremo con Cesare Balbo,

_da bravissimo soldato, egli che non aveva saputo comandare da buon

capitano_[7].

Al furore delle armi segui la pietà per gli estinti: i tamburi

invitavano alle esequie, non più alla strage.

Io faccio per appressarmi alla bara del Bellisle; in quella mi desto, e

... e mi ritrovo all'ombra del faggio con sotto al capo quel libro del

Botta[8], in cui la giornata dell'Assietta è mirabilmente descritta,

come nel 1784 la ritrasse e la intagliò il pittore fiammingo La

Pegna[9]:

E il pensamento in sogno trasmutai.

DANTE, _Purg. c. 18_.

La Dora · 第 38 / 267 题