Il Piemonte registrò fra i memorabili suoi fasti la battaglia del colle
dell'Assietta; e Giuseppe Bartoli, veneziano, allora professore di
lettere italiane nell'Ateneo torinese, la celebrò con cento trentotto
stanze, ma non toccò l'altezza dell'argomento.
Meglio ai dì nostri il Cavaliere Agostino Lostia, uffiziale
dell'esercito piemontese, la celebrò con un poemetto in versi sciolti,
ch'ebbe una buona versione in lingua francese[10]. Il nostro soldato e
poeta degnamente si accese alla vista del memorabile colle, ond'egli
dice:
ed io la vidi,
E brama di vederla ivi mi spinse
Quell'itala Termopile.
Vincenzo Monti con forti immagini ricordò quell'avvenimento nella sua
Basvilliana, dove parlando di Francia prorompe:
La sovrana dell'Alpi in sull'entrata
Ponsi d'Italia e ferma tiensi e salda,
E alla nemica la fatal giornata
Di Guastalla e d'Assietta ella rammenta,
E l'ombra di Bellisle invendicata
Che rabbiosa s'aggira e si lamenta
In val di Susa[11].
Lo ricordò pure Giulia Colombini, la Debora subalpina, nella fatidica
canzone a Torino, esclamando:
Biancheggia ancor d'Assietta
L'insuperata vetta
D'ossa francesi, e s'ode ancor distinto
Suonar per quella riva
Lo straniero lamento e il nostro evviva.
Su tale argomento non va dimenticata la canzone che suona tuttavia
fra gli alpigiani di Val di Susa, perchè in essa io veggo l'indole
guerresca di questo popolo, e ne sento le schiette melodie.
Questa canzone, composta da un cieco del _Sauze d'Oulx_, per nome
_Michelin_, pigliando argomento dal titolo Assietta, che nel dialetto
piemontese suona _piatto_, splende di così vivaci immagini e di tanto
arguta ironia da non recare stupore che sia stata causa di frequenti
risse fra Piemontesi e Francesi. Eccone due strofe:
Où a-t-on jamais vu
Un tour si agréable!
Les Français résolus
Avec leur nez pointu,
Partant de leur pays
En foule et à grande presse
Pour venir prendre l'Assiette
Que nous avons devant!
Bellisle impertinent!
. . . . . . . . .
. . . . . . . . .
Cinq mille fantassins
Y ont perdu la vie
Voulant tremper le doigt
A l'Assiette des Vaudois;
D'abord en arrivant
De poivre et de moutarde
Leur ont brulé la barbe,
Disant: n'avancez pas
Votre nez dans le plat![12]
Chi si faccia alla valle d'Oulx v'udrà spesso ripetuta la canzone del
Michelin; e saprà come la salma del cavaliere Bellisle, pria di esser
conceduta in Brianzone alla pietà dei Francesi, sia stata sepolta
nel villaggio di Sauze d'Oulx colla seguente iscrizione latina, che,
secondo il vezzo di quei tempi, ritrae bizzarramente i nomi del paese e
dell'estinto: