Ricordiamo piuttosto coll'illustre Cibrario come sin dall'800, ai tempi
di Carlo Magno, già in Oulx esistessero le _Giura_, le _Gilde_[3],
o compagnie, fraternità d'uomini vincolati a mutua difesa con
giuramento, dalle quali due o tre secoli appresso scaturir doveva coi
Comuni quella forma di popolar governo che, rinnovando la faccia del
mondo, preparò i trionfi ad una nuova civiltà.
Ricordiamo come in Oulx, nella stagione delle speranze e dell'amore,
il 31 maggio del 1750, il figlio di Carlo Emanuele, Vittorio Amedeo,
duca di Savoia, si disposasse con Maria Antonietta Ferdinanda, Infante
di Spagna; ed il regale imeneo, celebrato per procura in Madrid fra le
pubbliche feste, si confermasse benedetto dal cardinale delle Lancie,
nella Prepositura Ulciese, e, secondo si crede, sotto gli ombrosi rami
del tiglio secolare, che adorna tuttavia il piazzale della deserta
Pieve di S. Lorenzo, di costa alla pietrosa croce, sotto cui la
tradizione popolare crede sepolte le ossa dei martiri. Un'iscrizione al
sommo di una porta di Oulx ricorda questo fausto avvenimento, del quale
è pur memore la chiesa parrocchiale, che fa mostra anche al dì d'oggi
dei ricchi paramenti donati dagli augusti sposi e che avevano servito
alla pia cerimonia.
Anche Susa conserva un prezioso documento di queste nozze regali nella
bella iscrizione latina dell'abate prof. Regis, scolpita nella lapide
che stava al sommo di una porta della città, e che ora adorna l'atrio
superiore del palazzo municipale.
Un cenno storico di que' tempi aiuterà a sanamente interpretare questa
importante epigrafe.