OULX.

--Peccato che il commendatore _Des Ambrois_ sia già tornato alla

metropoli, mi disse in lingua francese l'ostessa, presso la quale in

Oulx io avevo preso stanza. Egli sì che saprebbe informarla per filo e

per segno delle condizioni antiche e moderne del nostro paese.

Mi dolsi con la mala mia stella d'esser capitato troppo tardi, e feci

di procacciarmi da me le notizie che mi abbisognavano.

Oulx, capo-luogo di mandamento con 1400 circa abitanti, sede d'illustri

famiglie, decorato dai re di Francia del titolo di città, Oulx ha

un'antica torre merlata, una chiesa a Maria, dove è tradizione sorgesse

un tempio a Minerva; e, fuori dell'abitato, la deserta Pieve di San

Lorenzo con vasta amena pianura, a cui giunsi per un ridente viale di

frassini, e fra musiche di zeffiri e di acque correnti.

I monti circostanti racchiudono nel loro seno ricchezze metalliche,

mentre al di fuori sono ricchi di vegetazione, e la Dora a breve

distanza dal paese, verso tramontana, passa sotto il ponte dell'_Angelo

Custode_ e viene ingrossata dal _Bardonecchia_ e da altri minori

torrenti, che scorrono fra giardini e verzieri.

Oulx ebbe pur già un tempio a Marte, erettovi dai Romani, che a

quello Iddio attribuivano la loro fortuna nel valico delle Alpi e nel

soggiogarne gli abitatori.

L'_Ad Martis fanum_, poscia _Villa Martis_, vogliono alcuni che abbia

dato origine alla denominazione di _Plebs Martyrum_, con cui era

distinta la Pieve di San Lorenzo. Secondo altri, e par meglio, tale

denominazione si ha a trarre dal martirio soffertovi da S. Giusto e da

altri romiti fra le scelleratezze dei Saraceni, che nel decimo secolo

misero a ferro e fuoco ogni più santa cosa in queste regioni.

La Pieve dei Martiri, venerata in ispecial modo per la memoria di S.

Giusto, acquistò viemaggior fama presso i credenti, quando un soldato

francese per nome Stefano narrò a Landolfo, vescovo di Torino, che,

in visione, gli era stato mostrato il luogo dove giacevano le sante

ossa del martire; onde i divoti inchinarono subito S. Giusto nel corpo

trovato da Stefano nella Pieve, avvegnachè altri non senza buoni

argomenti il contrastasse; e crebbe poi il loro fervore in Susa,

allorchè le sante reliquie vennero deposte nella basilica a tal uopo

edificatavi dal marchese Manfredi, e dotata di un dovizioso monistero.

Nella Pieve dei Martiri un sacerdote per nome Gerardo instituì una

regolare congregazione di canonici agostiniani e ne fu egli il primo

preposito. Questa congregazione, mantenendo viva la fede in S.

Giusto, crebbe in ricchezze e privilegi, che, siccome suole avvenire,

partorirono ambizioni, discordie e scandali senza fine. Basti dire che

il clero dell'Abbazia Susina di S. Giusto, insofferente dei canonici

agostiniani di Oulx, corse colà con molti armigeri pieni di fanatismo,

e costrinse il preposito alla fuga.

Ma lasciamo al Cartario ulciese[2] e al dizionario del Casalis queste

luttuose memorie di ecclesiastiche gare, che la cresciuta tolleranza e

civiltà de' tempi condanna.

La Dora · 第 28 / 267 题