LA SIGNORA JNGER _sola_.
JNGER. (comincia a suggellare una lettera, la getta via mezza finita,
va un po’ su e giù, quindi con violenza) Se io fossi stata paurosa, non
avrei fatto questo. Mai e poi mai! S’io fossi stata paurosa, mi avrei
gridato: Cessa; mentre rimane ancora alla tua anima una speranza di
felicità! (il suo sguardo cade sul ritratto di Steno Sture, lo storna e
dice sottovoce) Quale sogghigno mi fa! Ah, via (volta contro la parete
il ritratto senza guardarlo) Perchè hai sogghignato? Forse perchè ho
agito male con tuo figlio? Ma l’altro... non è anche tuo figlio? Ed è
mio nello stesso tempo; poni bene mente a questo! (guarda sott’occhio
verso la rimanente fila di quadri) Così feroci come questa notte, non
mi era capitato ancora di vederli. Mi seguono con lo sguardo, là dove
io vada e stia. (pesta i piedi) Non ne voglio saper nulla! Io voglio
aver pace in casa mia. (incomincia a voltare contro la parete tutti i
ritratti) E se fosse anche la Santa Vergine stessa... Pensi tu, che sia
ora tempo...? Perchè non hai esaudita mai la mia preghiera, quand’io
ti pregavo sinceramente, di farmi restituire il mio bambino? Perchè?
Perchè il monaco di Vittenberg ha ragione: Nessun vi è tra Iddio e gli
uomini! (respira penosamente, proseguendo sempre con crescente ferocia)
Ed è bene ch’io sia pratica di queste cose. Nessuno ha visto, ciò che è
successo là dentro, nessuno può testimoniare contro di me. (d’un tratto
apre le braccia sussurrando) Figlio mio, mio amato bambino! Vieni
da me. Io son qua! Ascolta! Ti voglio dire qualcosa. Io sono odiata
lassù... di là degli astri... perchè ti ho partorito! Ero predestinata
per ristabilire nel Regno la fede di Dio Signore. Ma io ho seguito il
mio proprio cammino. Per questo ho sofferto molto e lungamente.
BJÖRN. (viene dalla stanza a sinistra).