SCENA XV.

LA SIGNORA JNGER _sola_.

JNGER. (comincia a suggellare una lettera, la getta via mezza finita,

va un po’ su e giù, quindi con violenza) Se io fossi stata paurosa, non

avrei fatto questo. Mai e poi mai! S’io fossi stata paurosa, mi avrei

gridato: Cessa; mentre rimane ancora alla tua anima una speranza di

felicità! (il suo sguardo cade sul ritratto di Steno Sture, lo storna e

dice sottovoce) Quale sogghigno mi fa! Ah, via (volta contro la parete

il ritratto senza guardarlo) Perchè hai sogghignato? Forse perchè ho

agito male con tuo figlio? Ma l’altro... non è anche tuo figlio? Ed è

mio nello stesso tempo; poni bene mente a questo! (guarda sott’occhio

verso la rimanente fila di quadri) Così feroci come questa notte, non

mi era capitato ancora di vederli. Mi seguono con lo sguardo, là dove

io vada e stia. (pesta i piedi) Non ne voglio saper nulla! Io voglio

aver pace in casa mia. (incomincia a voltare contro la parete tutti i

ritratti) E se fosse anche la Santa Vergine stessa... Pensi tu, che sia

ora tempo...? Perchè non hai esaudita mai la mia preghiera, quand’io

ti pregavo sinceramente, di farmi restituire il mio bambino? Perchè?

Perchè il monaco di Vittenberg ha ragione: Nessun vi è tra Iddio e gli

uomini! (respira penosamente, proseguendo sempre con crescente ferocia)

Ed è bene ch’io sia pratica di queste cose. Nessuno ha visto, ciò che è

successo là dentro, nessuno può testimoniare contro di me. (d’un tratto

apre le braccia sussurrando) Figlio mio, mio amato bambino! Vieni

da me. Io son qua! Ascolta! Ti voglio dire qualcosa. Io sono odiata

lassù... di là degli astri... perchè ti ho partorito! Ero predestinata

per ristabilire nel Regno la fede di Dio Signore. Ma io ho seguito il

mio proprio cammino. Per questo ho sofferto molto e lungamente.

BJÖRN. (viene dalla stanza a sinistra).

La signora Inger di Östrot · 第 67 / 74 题