SCENA XIII.

_Detta e_ BJÖRN.

BJÖRN. Avete suonato, nobile donna?

JNGER. (scrivendo) Porta dei lumi. D’ora in avanti voglio avere molta

luce.

BJÖRN. (via di nuovo dalla sinistra).

JNGER. (dopo una pausa si alza con veemenza) No, no, no, questa notte

non posso tenere la penna! La mia testa brucia e lavora... (ascolta

spaventata) Che è questo? Ah, là dentro inchiodano il coperchio sulla

bara... Quand’io ero ancora fanciulla, mi raccontavano le favole del

cavaliere Age, che andava colla bara sulle spalle. Se quegli di là

dentro avesse il capriccio una notte, con la bara sulle spalle, di

venirmi a ringraziare per quello che gli ho fatto! (ride sottovoce)

Hem! Alla nostra età non abbiamo nulla da fare colle credenze dei

bambini. (impetuosa) Ma tali favole non ostante non servono a nulla!

Esse fan fare sogni irrequieti. Quando mio figlio sarà re, debbono

essere proibite. (va un paio di volte su e giù, quindi apre la

finestra) Che tempo ci vorrà ordinariamente, perchè incominci la

putrefazione? Si deve dar aria a tutte le camere! Altrimenti non è sano

il vivere qui.

BJÖRN. (entra dalla sinistra con due candelabri, che posa sulla tavola).

La signora Inger di Östrot · 第 65 / 74 题