LA SIGNORA JNGER, _quindi_ BJÖRN _con alcuni_ SOLDATI _svedesi dalla
prima porta a destra_.
JNGER. Nelle mie mani c’è sangue. A questo si doveva dunque venire! Mi
costa assai caro!
BJÖRN. (con alcuni soldati svedesi dalla destra).
UN SOLDATO. Perdonate, se siete la signora del castello...
JNGER. Cercate il conte Sture?
SOLDATO. Appunto.
JNGER. Allora siete sulla buona strada. Il conte ha cercato asilo
presso di me.
SOLDATO. Asilo? Perdonate, nobilissima donna, non avevate facoltà
d’accordarglielo, poichè...
JNGER. Ciò che voi dite, l’ha ben riconosciuto lo stesso conte prima di
voi, e perciò... perciò si è ucciso.
SOLDATO. Ucciso?
JNGER. Assicuratevene voi stesso. Là dentro troverete il cadavere.
E poichè egli adesso è di già dinanzi ad un altro giudice, io prego
che sia trasportato con tutti gli onori, che son dovuti alla sua
nobile nascita, al suo grado. Björn, tu sai, nella mia camera vi è la
mia propria bara, già da molti anni preparata. (al soldato) In essa
trasporterete in Svezia il corpo del conte Sture.
SOLDATO. Sarà fatto come desiderate. (ad uno degli altri compagni)
Presto, va a dare questa nuova al signor Jens Bielke. Egli aspetta con
gli altri cavalieri sulla strada maestra. Frattanto noi entreremo là
e...
_Uno dei_ SOLDATI. (va dalla destra).
_I rimanenti con_ BJÖRN. (entrano nella stanza a sinistra).