SCENA V.

_Detti_, OLAF SKAKTAVL, EJNAR HUK, BJÖRN, FINN _contadini e servi_.

CONTADINI _e_ SERVI. Salute a voi, signora Jnger Gyldenlöve!

JNGER. (ad Olaf) Avete detto loro, quel che si sta facendo?

OLAF. Tutto quello che è d’uopo che essi sappiano, l’ho detto.

JNGER. (alla moltitudine) Sì, miei fedeli servi e contadini, adesso vi

potete armare come meglio potete. Quel che vi ho ricusato questa sera,

vi sia adesso in piena regola concesso. E qui pongo alla vostra testa

il giovine conte Sture, futuro conduttore degli Svedesi ed anche dei

Norvegesi, che Dio lo voglia!

LA MOLTITUDINE. Salute a lui, salute al conte Sture!

(Movimento generale).

CONTADINI _e_ SERVI. (scelgono in mezzo ad un grande baccano le armi e

si mettono le corazze e le cuffie d’acciaio).

LYKKE. (sommesso ed inquieto) Gli ospiti si svegliano, diceva lei? In

apparenza io ho risvegliato il diavolo della ribellione. Dannazione, se

mi piombasse sulla testa!

JNGER. (a Stensson) Incominciate a ricevere da me il primo aiuto, 30

contadini montati che vi seguiranno e vi difenderanno. Credetemi, prima

ancora che voi giungiate al confine, molte centinaia si saranno riuniti

intorno a voi ed alla mia bandiera. Ed adesso andate con Dio!

STENSSON. Grazie, signora Jnger Gyldenlöve, grazie e siate sicura, che

non avrete mai a vergognarvi del... conte Sture! Quando mi vedrete di

nuovo, avrò conquistato il paese ed il Regno!

LYKKE. (a sè) Sì, se la rivedrai.

OLAF. I cavalli aspettano voi, buona gente... Siete pronti...?

CONTADINI. Sì, sì, sì!

LYKKE. (inquieto, alla signora Jnger) Come, non avrete però

l’intenzione questa notte...?

JNGER. Anche in questo momento, signor cavaliere!

LYKKE. No, no, è impossibile!

JNGER. È come io dico.

LYKKE. (sottovoce a Stensson) Non l’ascoltate!

STENSSON. (sottovoce) Come posso io altrimenti? Lo voglio!

LYKKE. (sottovoce) Sarà la vostra rovina di sicuro...

STENSSON. (sottovoce) È tutt’uno! Essa impera su me...

LYKKE. (comandando sottovoce) Ed io?

STENSSON. (sottovoce) Manterrò la mia parola, fidatevene. Il segreto

non mi sfuggirà dalle labbra, prima che voi stesso non mi abbiate

sciolta la lingua... Ma essa è mia madre!

LYKKE. (a parte) E Jens Bielke, che sta in agguato sulla strada!

Dannazione! Egli mi toglie la preda dalle mani... (alla signora Jnger)

Aspettate fino a domani!

JNGER. (a Stensson) Conte Sture... mi ascoltate o no?

STENSSON. A cavallo! (egli va in fondo).

LYKKE. (a parte) Sventurato! Egli non sa quel che si fa! (alla

signora Jnger) Ebbene, se deve esser così... vivete sana. (s’inchina

rapidamente e fa per andare).

JNGER. (lo trattiene) No, rimanete! Non così, signor cavaliere, non

così!

LYKKE. Che volete?

JNGER. (con voce sommessa) Nils Lykke... Voi siete un traditore!

Silenzio! Che nessuno s’avvegga che nel campo dei capi si siano

manifestate discordie! Voi vi siete guadagnata la fiducia del

cancelliere con un’arte diabolica, ch’io non potevo prevedere. Voi

mi avete costretta ad un’aperta ribellione... non per appoggiare la

nostra causa, ma per promuovere i vostri proprii interessi, pensando

con questo mezzo d’aiutarli. Io non posso tirarmi più indietro. Ma non

crediate però di aver vinto! Io saprò pur rendervi innocuo...

LYKKE. (porta involontariamente la mano alla spada) Signora Jnger!

JNGER. Siate calmo, signor consigliere di Stato! Non vi si minaccia la

vita! Ma non uscirete dalla porta di Östrot, pria che la vittoria non

sia nostra.

LYKKE. Morte e dannazione!

JNGER. È vana qualunque resistenza. Voi non ci sfuggirete. Mantenetevi

calmo quindi, è la cosa più saggia, che possiate fare.

LYKKE. (tra sè) Oh... io sono sconfitto! Essa è stata ancora più

accorta di me! (gli viene un’idea) Ma se io tuttavia...

JNGER. (sottovoce ad Olaf) Seguite la gente del conte Sture fino al

confine. Quindi recatevi senza perdere un minuto dal cancelliere e

conducetemi qui mio figlio. Adesso il cancelliere non ha più motivo di

ritenere quel che è mio.

OLAF. (fa per andare).

JNGER. (aggiunge) Aspettate... Un mezzo di riconoscimento! Egli deve

avere l’anello di Steno Sture.

OLAF. Per tutti i santi, lo avrete!

JNGER. Grazie, grazie, mio fedele amico!

LYKKE. (a Finn, ch’egli ha chiamato di nascosto, e col quale discorre

sottovoce) Dunque... cerca di svignartela. Non ti far vedere. Un quarto

d’ora lontano da qui trovansi gli Svedesi in imboscata. Avverti il loro

condottiero che è morto il conte Sture. A quel giovine non sia torto

un capello. Questo lo dirai al capo. Digli che la vita del giovine

gentiluomo ha un grandissimo valore.

FINN. Sarà fatto come ordinate.

JNGER. (che frattanto ha fissato Nils Lykke negli occhi) Ed adesso

andate tutti con Dio! (additando Nils Lykke) Questo nobile cavaliere

non sa decidersi ad abbandonare sì presto i suoi amici di Östrot. Egli

vuole trattenersi presso di me, finchè arriva la nuova della vittoria.

LYKKE. (a sè) Satana!

STENSSON. (gli prende la mano) Fidatevi di me. Non avrete bisogno di

aspettare molto.

LYKKE. Bene, bene! (a parte) Non è ancora tutto perduto. Se soltanto la

mia ambasciata arriva a tempo a Jens Bielke...

JNGER. (al castellano Ejnar Huk, additando Finn) E quell’uomo sia

condotto sotto buona guardia nelle prigioni del castello.

FINN. Io?

HUK _e_ SERVI. Finn?

LYKKE. (sottovoce) Ecco perduta la mia ultima speranza.

JNGER. (imperiosa) Nelle prigioni del castello.

TUTTI GLI ALTRI. Via, a cavallo, a cavallo! Salute a voi, signora Jnger

Gyldenlöve!

HUK, BJÖRN, _ed alcuni_ SERVI (conducono via Finn dalla sinistra).

JNGER. (passa rasente davanti a Lykke mentre segue gli altri che vanno

via) Chi è il vincitore adesso? (via).

La signora Inger di Östrot · 第 49 / 74 题