SCENA VI.

NILS LYKKE (_solo_).

LYKKE. Sì, guai a te, tu compri cara la vittoria. Io me ne lavo le

mani, sono innocente. Non sono io che lo ammazzo. Ma non ostante la

mia preda mi sfugge! E la rivolta germoglia e si estende! È stato

temerario e pazzo il giuoco, al quale io mi sono abbandonato! (ascolta

alla finestra a destra) Ecco essi galoppano fuori della porta del

castello... Adesso la si chiude dietro di loro... ed io rimango dentro

prigioniero. Nessuna possibilità di scampo. Fra mezz’ora gli Svedesi

lo sorprenderanno. Egli ha con sè 30 cavalieri bene armati. Sarà una

battaglia di vita e di morte. Se egli cadesse tuttavia vivo nelle loro

mani? Se io fossi almeno libero, potrei andare incontro agli Svedesi,

prima che essi giungessero ai confini, e me lo farei consegnare vivo.

(va alla finestra in fondo e guarda fuori) Dannazione! Dapertutto

guardie! Che non ci debba essere nessuna via di scampo? (va in fretta

di nuovo per la sala, d’un tratto si ferma ed ascolta) Che cosa è

questo? Qualcuno canta di là, accompagnandosi colla mandola! Ma questo

vien ben dalla stanza della signorina Elina. Sì, è lei che canta!

Su dunque. (gli sembra d’afferrare un pensiero) Elina... Ah, se ciò

riescisse... se si lasciasse persuadere...! E perchè no? Non sono più

io lo stesso? Lo dica la canzone:

«Di là sospira derelitta ogni donzella

«Volesse Iddio che Nils Lykke mi amasse.»

E lei...? Sì, Elina Gyldenlöve mi salverà! (va presto e con precauzione

per la prima porta a sinistra).

La signora Inger di Östrot · 第 50 / 74 题