SCENA III.

NILS LYKKE (_solo_).

LYKKE. (le guarda dietro un po’, quindi dice) Se io me ne potessi

occupare due giorni od almeno uno... essa cadrebbe certamente in mio

potere, come tutte le altre. Questa giovinetta è una strana natura.

Essa è fiera. Potevo realmente risolvermi? No, meglio umiliarla, (va

su e giù). Veramente non credo ch’ella abbia messo del fuoco nel mio

sangue! Chi l’avrebbe ancora creduto possibile?... Io devo uscirne da

tutto questo imbroglio, in cui mi son perduto! (siede a destra). Come

debbo regolarmi? Olaf Skaktavl, come pure Jnger Gyldenlöve pare non

s’accorgano della male interpretazione, cui si espongono, se correrà

la voce che io sono pure nella lega. O che abbia la signora Jnger

conosciuta veramente la mia intenzione? Che abbia indovinato che tutte

le promesse su ciò erano soltanto calcolate, per far uscire Nils Sture

dal suo nascondiglio? (salta in piedi). Dannazione! Sarei io stesso

realmente l’ingannato? È assai probabile che il conte Sture non sia

affatto in Östrot. Forse la voce della sua fuga è stata soltanto uno

strattagemma. È facile, che egli in questo momento se ne stia ben

conservato presso i suoi amici di Svezia, mentre io... (va di nuovo

irrequieto su e giù). Io, che dovevo esser anche così sicuro del fatto

mio! Se ora non effettuassi nulla! Se la signora Jnger indovina le

mie intenzioni... e non fa sul fatto mio alcun segreto... Schernito

e beffato qui, come in Danimarca! Voler attirare nell’insidia la

signora Jnger... e poi invece promuovo le sue cose nel miglior modo,

da innalzarla nel favore del popolo...! Ah, sarei tentato d’impegnarmi

anche col diavolo, se questi mi volesse aiutare a por la mano sul conte

Sture... (viene spalancata la finestra del fondo).

NILS STENSSON. (si mostra dalla stessa).

La signora Inger di Östrot · 第 40 / 74 题