NILS LYKKE (_solo_).
LYKKE. (le guarda dietro un po’, quindi dice) Se io me ne potessi
occupare due giorni od almeno uno... essa cadrebbe certamente in mio
potere, come tutte le altre. Questa giovinetta è una strana natura.
Essa è fiera. Potevo realmente risolvermi? No, meglio umiliarla, (va
su e giù). Veramente non credo ch’ella abbia messo del fuoco nel mio
sangue! Chi l’avrebbe ancora creduto possibile?... Io devo uscirne da
tutto questo imbroglio, in cui mi son perduto! (siede a destra). Come
debbo regolarmi? Olaf Skaktavl, come pure Jnger Gyldenlöve pare non
s’accorgano della male interpretazione, cui si espongono, se correrà
la voce che io sono pure nella lega. O che abbia la signora Jnger
conosciuta veramente la mia intenzione? Che abbia indovinato che tutte
le promesse su ciò erano soltanto calcolate, per far uscire Nils Sture
dal suo nascondiglio? (salta in piedi). Dannazione! Sarei io stesso
realmente l’ingannato? È assai probabile che il conte Sture non sia
affatto in Östrot. Forse la voce della sua fuga è stata soltanto uno
strattagemma. È facile, che egli in questo momento se ne stia ben
conservato presso i suoi amici di Svezia, mentre io... (va di nuovo
irrequieto su e giù). Io, che dovevo esser anche così sicuro del fatto
mio! Se ora non effettuassi nulla! Se la signora Jnger indovina le
mie intenzioni... e non fa sul fatto mio alcun segreto... Schernito
e beffato qui, come in Danimarca! Voler attirare nell’insidia la
signora Jnger... e poi invece promuovo le sue cose nel miglior modo,
da innalzarla nel favore del popolo...! Ah, sarei tentato d’impegnarmi
anche col diavolo, se questi mi volesse aiutare a por la mano sul conte
Sture... (viene spalancata la finestra del fondo).
NILS STENSSON. (si mostra dalla stessa).