Il ramo sinistro del Money discende invece di ben 300 metri più in

basso; a 2600 si restringe bruscamente con una linea che è il

prolungamento del limite del ramo destro; quindi alla quota 2411 si

restringe nuovamente per discendere poi ancora un dislivello di 100

metri e raggiungere così l'estremo limite con una lingua di ghiaccio

molto allungata.

È caratteristico l'aspetto che offre questo ramo del ghiacciaio di Money

quando lo si osserva da certi punti della valle; osservato per es. dalla

morena sinistra, presso la fronte del ghiacciaio della Tribolazione,

esso appare come una gigantesca pelle di fiera distesa quale tappeto con

una zampa protesa; e noi l'abbiamo chiamato _la zampa di leone_.

Tale aspetto apparisce molto bene dalla qui riprodotta fotografia presa

alle ore 13 del 9 agosto dallo sprone roccioso presso l'estremità

sinistra della fronte del ghiacciaio della Tribolazione e sul quale sta

il segnale N. 5.

Le irregolarità superficiali del ghiacciaio coi conseguenti effetti

d'ombra producono delle screziature che rendono grande l'accennata

rassomiglianza. La fotografia abbraccia il tratto di cresta che va dalla

Punta Cisseta alla Roccia Viva; vi si vedono nettamente i due rami in

cui è diviso il ghiacciaio dal sovradescritto crestone roccioso; sulla

destra del quadro appare pure l'estremo lembo destro del ghiacciaio del

Grand Croux, separato dal Money da un grosso costolone di roccie.

III.

A quanto precede si riducono le osservazioni da noi fatte sulle

condizioni attuali dei ghiacciai del Gruppo del Gran Paradiso; ci rimane

a dire di alcune altre osservazioni fatte in passato, ora molto preziose

per ricostrurre la storia glaciale contemporanea della Valnontey,

risalendo fino a più di 60 anni addietro.

Sopra un macigno sporgentesi presso il letto del torrente, ad un quarto

d'ora di cammino circa sopra il ponticello da noi scelto per origine

delle nostre coordinate, ritrovammo il segnale postovi nel 1833 dal

curato Chamonin ad indicare l'estremo limite cui arrivava in allora il

gran ghiacciaio di Valnontey, costituito dall'unione di quelli di Money,

di Grand Croux, della Tribolazione e, secondo alcune informazioni, anche

da quello dell'Herbetet.

Le coordinate di questo segnale riferite al sovraindicato sistema d'assi

ortogonali, sono:

X = -717,42, Y = -387,80.

Abbandonando questo segnale e raggiungendo la strada di caccia

dell'Herbetet, dopo breve percorso si arriva al punto in cui questa è

attraversata dal torrente che scende dall'Herbetet, dopo di che la

strada s'arrampica con comode risvolte su alcune balze di roccie

arrotondate e striate. Su una parete verticale di queste roccie sta

scolpita la seguente iscrizione:

GLACIER

<---------

1866

E. D'ALBERTIS--J. P. CARREL.

Questo è il segnale che nel 1866 l'egregio abate valdostano Giovanni

Pietro Carrel e l'illustre esploratore genovese Enrico D'Albertis

ponevano per segnalare il limite inferiore del ghiacciaio di Valnontey.

Questa segnalazione è completata da altro segnale, posto pure nello

stesso anno più in basso presso il torrente: la retta che univa questi

due segnali rappresentava, in direzione trasversale all'asse della

valle, il detto limite.

Come già per il segnale Chamonin, abbiamo con tutta cura collegato colla

nostra poligonale topografica questi due punti, le cui coordinate sono

le seguenti:

1º segnale (superiore) X = -1004,17, Y = -547,45

2º segnale (inferiore) X = -1035,05, Y = -530,50

La retta che li unisce quasi in direzione di N.NO.--S.SE. fa colla linea

N-S un angolo di 28° 45´ 39", e la distanza fra i due punti risulta di

m. 35,25.

Abbiamo così tre limiti ben accertati nel ghiacciaio di Valnontey in

epoche diverse: nel 1833, nel 1866, ed i limiti attuali dei singoli

ghiacciai in cui quello si è suddiviso ritirandosi.

Prendendo in considerazione la bocca orientale del ghiacciaio della

Tribolazione, di cui conosciamo le coordinate

X = -1082, Y = -1108,

deduciamo che il cammino percorso nel suo regresso dal ghiacciaio dal

1833 al 1866 è di metri 348,21 in 33 anni, cioè m. 10,55 all'anno in

media, e che il cammino percorso dal 1866 al 1895 per arrivare

all'attuale limite orientale della Tribolazione fu di m. 960,06 in 29

anni, con una velocità media annua di m. 33,10 dato che il cammino siasi

sempre effettuato nel senso del ritiro.

La velocità così risultante appare nel secondo trentennio considerato

tripla di quella del trentennio precedente; ma tale valore non è

applicabile certamente a tutto il periodo 1866-1895, perchè in questo

dobbiamo distinguere tre parti, cioè il primo periodo che va dal 1866 al

momento in cui il ghiacciaio di Money si è staccato dagli altri due; il

secondo che va da questo momento a noi ignoto all'altro pure ignoto in

cui si separarono anche i due ghiacciai di Grand Croux e della

Tribolazione; il terzo infine che dal momento di quest'ultima

separazione arriva fino all'agosto 1895.

In queste tre parti la velocità di regresso dovette evidentemente essere

assai differente: dal 1866 fino a quando i tre ghiacciai continuarono ad

essere riuniti, una sola era la fronte, e la superficie d'ablazione

piccola in confronto della massa glaciale; nella seconda parte la

velocità di regresso deve essersi notevolmente accresciuta per

l'accresciuta superficie frontale di ablazione; nella terza parte,

infine, tale velocità deve essersi ancora aumentata grandemente per i

due ultimi ghiacciai, essendosi anche per questi più che raddoppiata la

superficie frontale d'ablazione.

Con questa considerazione si potrebbe dar ragione dell'enorme differenza

nelle due sovrascritte velocità di ritiro, senza bisogno d'ammettere che

sia avvenuto qualche brusco cambiamento nelle condizioni locali

regolanti il regime glaciale.

Del resto, l'ultimo valore della velocità di ritiro di quei ghiacciai

può essere assai lontano dal vero, anche perchè noi non conosciamo

esattamente il momento in cui le fronti dei singoli ghiacciai si

disposero nell'attuale loro posizione.

Vedremo in seguito come da altri dati si deduca per la velocità di

ritiro subito dopo il 1866 un valore assai maggiore, e come verso il

1885 questa sia diminuita assai; manteniamo ciononostante le

considerazioni poc'anzi svolte perchè, nella grande incertezza in cui

ora ci troviamo riguardo alla legge del ritiro di quei ghiacciai; esse

servono, se non ad altro, a sviscerare sempre meglio tutte le

particolarità del fenomeno.

Che quei ghiacciai si siano ritirati oltre il limite attuale e quindi

nuovamente avanzati, lo neghiamo, e lo neghiamo con certezza almeno fino

a tutto il 1889, e non crediamo nemmeno che ciò abbia potuto succedere

nei successivi 6 anni, se dobbiamo prestar fede alle informazioni

locali.

Che alcuni di quei ghiacciai dopo essersi ritirati si siano nuovamente

avanzati dopo il 1881, lo afferma il dott. Virgilio di cui riportiamo

integralmente il seguente lungo brano[79]: «I tre maggiori ghiacciai del

massiccio del Gran Paradiso, compresi appunto nel Vallone di Valmontey,

quelli cioè della Tribolazione, di Grancrou e di Money, hanno subìto in

questi ultimi venti anni una marcatissima diminuzione. Nel 1875 le loro

estremità riunivansi in una fronte terminale unica; ma dopo il 1875 esse

si erano ritirate e disgiunte. Tale periodo di ritiro continua tuttora

(1885) per il solo ghiacciaio di Money, mentre per gli altri due si è

già iniziato circa dal 1881 il periodo d'avanzamento, per cui questi

sono di nuovo uniti per le loro fronti terminali».

«La ragione di questa differenza nelle variazioni periodiche di tre

ghiacciai vicinissimi fra di loro, per cui uno trovasi in ritardo circa

l'iniziarsi del suo periodo d'avanzamento, periodo già cominciato negli

altri due, sta a parer mio, nella conformazione ed orientazione dei

rispettivi bacini di raccoglimento delle masse di ghiaccio. Infatti, i

bacini glaciali della Tribolazione e di Grancrou sono ampi, pochissimo

accidentati e rivolti a nord, mentre quello di Money è molto

accidentato, interrotto da speroni rocciosi e rivolto ad ovest. In

conseguenza di ciò deve risultare una maggior ablazione per quest'ultimo

ghiacciaio.»

[Illustrazione: PIEDE DEL RAMO OVEST DEL GHIACCIAIO DELLA TRIBOLAZIONE

_Da una fotografia dell'ing. A. Druetti._]

[Illustrazione: SCARPA TERMINALE DEL GHIACCIAIO DELL'HERBETET

_Da una fotografia dell'ing. A. Druetti presa dalla parte destra della

morena frontale._]

Il Baretti, ricordato il fatto del constatato ritiro di quei ghiacciai

dopo il 1865, è più prudente nel pronunciarsi circa un nuovo periodo

d'avanzamento, ad ammettere il quale però è propenso. Ecco le sue

parole: «Pei ghiacciai che scendono dal Gran Paradiso nel vallone di

Valnontey abbiamo il seguente dato, da noi raccolto e consegnato in un

lavoro, _Per rupi e ghiacci_, pubblicato nel 1875: i ghiacciai del

bacino nel 1865 si fondevano assieme in una sola fiumana in basso: nel

1874 erano già disgiunti per ritiro di quasi 750 metri; il ritiro

continuò fino al 1883. Non sappiamo quali varianti siano avvenute in

questi ultimi nove anni; l'abate Carrel, studiosissimo di cose naturali

ed abitante a Cogne, sarebbe la persona adatta in superior grado a

tener nota delle variazioni che ora supponiamo nel senso di

accrescimento.»[80]

Notiamo intanto che dalle osservazioni del Baretti si deduce una

velocità di ritiro nel ghiacciaio di Valnontey di 83 metri all'anno in

media nel periodo 1865-1874.

Per meglio conoscere le vicende del fenomeno glaciale in questione, noi

ci serviamo appunto delle preziose osservazioni locali fatte dal 1871 al

1889 dall'ab. Carrel, circa la cui competenza in merito condividiamo

pienamente l'opinione del Baretti.

L'abate Carrel addì 19 ottobre 1876 fece uno schizzo dei ghiacciai di

Valnontey che porta, oltre la sua firma, l'indicazione: «Cette vue a été

prise, en montant à l'Herbetet, au point culminant d'où la route royale

redescend». In questo stesso punto si recò negli anni successivi a

riprendere la stessa veduta e potè così raccogliere una serie di schizzi

dai quali appariscono le condizioni di quei ghiacciai nelle epoche

seguenti oltre la sovrascritta: 5 novembre 1877, 15 ottobre 1879, 23

settembre 1880, 22 agosto 1883, 2 settembre 1884, 1 ottobre 1886, nel

1888, e 6 settembre 1889[81].

Il cortese abate avendoci consegnati i suoi schizzi (del che vivamente

lo ringraziamo) ce ne varremo fin d'ora per chiudere questo lavoro.

Dalla veduta presa il 19 ottobre 1876 il ghiacciaio di Money risulta

completamente staccato dagli altri due e confinato nelle rupi scoscese

sulle quali si distende attualmente la «zampa di leone»; la sua forma

però non è così ristretta, ma presenta una larghezza assai maggiore. Vi

si vede inoltre tracciata chiaramente la strada di caccia che,

staccandosi da quella dell'Herbetet, attraversa su un ponticello il

torrente e sale sul fianco destro della valle, dapprima con parecchi

zig-zag e quindi, dopo una larga risvolta, rimonta le rupi sottostanti

al ghiacciaio di Money con un'altra serie di fitti zig-zag fino ad un

appostamento di caccia. Questa strada ci si disse costrutta nel 1872 o

1873; per cui già a quell'epoca il ghiacciaio di Money si era staccato

dagli altri due. Questi costituenti un unico ghiacciaio, dal Carrel

detto ora di Valnontey ora di Grand Croux, hanno il loro limite un poco

a monte dei primi zig-zag sovraccennati, in un punto che ci pare di

poter stabilire alla distanza di 500 metri dal limite del ghiacciaio nel

1866; ne risulterebbe pertanto una media velocità di regresso di 50

metri all'anno.

Dagli schizzi posteriori risulta che negli anni successivi il ghiacciaio

di Valnontey andò gradatamente ritirando in alto il suo piede terminale,

rimanendo pur sempre uniti i suoi due ghiacciai costituenti fino al

1884; nel 1886 apparisce la separazione dei due ghiacciai che andò

sempre meglio accentuandosi negli schizzi relativi al 1888 e 1889.

Queste osservazioni contraddicono pertanto all'asserzione sovraricordata

del dott. Virgilio, perchè, se dopo il 1881 quei due ghiacciai avevano

la fronte comune, questo non era per causa d'un avanzamento, ma perchè

ancora non s'erano separati, separazione avvenuta verso il 1886 ed

esistente tuttora. E che nell'intervallo fra il 1884 ed il 1886 abbia

continuato il ritiro in quei ghiacciai lo dimostra la seguente

circostanziatissima affermazione scritta di pugno dell'abate Carrel a

tergo dello schizzo che porta la data del 1º ottobre 1886 e che si

riferisce al ghiacciaio di Grand Croux separato da quello della

Tribolazione, ivi detto del Gran Paradiso: «Le 1^r octobre 1886 je suis

parti de Cogne a 6^h ¼ du matin, et ayant passé par le sentier de

l'Herbétet, je suis arrivé au point culminant d'observation a 9^h ¼. Le

jour n'était pas propice pour dessiner parce que la dernière neige

tombée couvrait en partie les roches et ne permettait pas de distinguer

d'une manière sûre la roche du glacier. Cependant j'ai pu vérifier que

le glacier a reculé de 27 mètres depuis le 2 septembre 1884».

Aggiungeremo ancora che i punti in cui sono segnati i limiti inferiori

dei ghiacciai di Grand Croux e della Tribolazione negli ultimi schizzi

del 1888 e 1889 ci paiono approssimativamente quelli attuali, ciò che

però verificheremo. Inoltre, in tutti 9 gli schizzi il ghiacciaio di

Money appare stazionario sulle roccie sulle quali arriva tuttora il suo

ramo sinistro.

In quanto poi all'attribuire le differenze nelle variazioni periodiche

di ghiacciai, anche vicinissimi, alla conformazione ed orientazione dei

rispettivi bacini di raccoglimento delle masse di ghiaccio, siamo in

massima d'accordo col dottor Virgilio; ma, venendo al caso concreto,

dobbiamo però fare qualche osservazione. Da quanto abbiamo detto

precedentemente e che chiaramente risulta dalla semplice ispezione della

carta del Paganini, il bacino glaciale del Money è meno accidentato ed

interrotto di quelli di Grand Croux e della Tribolazione; e, riguardo

all'esposizione, quello di Money, quello di Grand Croux e parte di

quello della Tribolazione sono nelle identiche condizioni, cioè con

esposizione a nord-ovest, mentre soltanto quello della Tribolazione (e

non tutto) è esposto a nord-est.

Noi crediamo più conveniente, per spiegare il più rapido ritiro del

ghiacciaio di Money in confronto degli altri due, ricorrere ad un'altra

legge esattamente verificata per i ghiacciai della Valnontey, quella

cioè per la quale _la resistenza dei ghiacciai all'ablazione è tanto

maggiore quanto maggiore è l'elevazione dei loro circhi terminali a

parità della loro estensione, ed a parità d'elevazione e d'esposizione è

tanto maggiore quanto più i ghiacciai sono vicini al centro del

massiccio ricoperto di ghiacci_. Si sa infatti che la temperatura

dell'atmosfera va diminuendo coll'altezza, e, nei limiti delle massime

altezze delle nostre montagne, ciò favorisce una maggior precipitazione

di acqua allo stato di neve.

Una gran massa ghiacciata, qual è il massiccio del Gran Paradiso, non

può a meno di far sentire la sua azione refrigerante intorno e sè, e

l'effetto suo va diminuendo naturalmente colla distanza. Ecco infatti

che, a parità d'esposizione e d'altre circostanze, noi vediamo nella

Valnontey i ghiacciai rialzare la quota del loro limite inferiore di

mano in mano che s'allontanano dalle eccelse altezze (Gran Paradiso,

Becca di Moncorvè, Punta di Ceresole e Testa di Valnontey) che

costituiscono il nocciolo di quella regione ghiacciata. Così noi vediamo

i ghiacciai della Tribolazione, di Grand Croux ed il ramo sinistro del

Money discendere colle loro fronti sotto i 2400 metri; quindi a destra

vanno salendo le fronti del Money a 2600 m. circa, di Patrì a 2750 circa

e di Valletta a 2850; e finalmente sulla sinistra le fronti risalgono

oltre i 2900 pei ghiacciai di Dzasset e d'Herbetet, a 2950 circa per

quello del Sertz ed a circa 3000 per quello di Lauzon.

Da quanto abbiamo esposto si può adunque concludere che i ghiacciai

della Valnontey hanno in poche diecine d'anni subìto un rilevantissimo

regresso, che se questo non continuò anche negli ultimi anni, in questi

si sarà mantenuto uno stato stazionario, ma che tutto porta ad escludere

qualsiasi avanzamento.

In relazione coi movimenti oscillatori dei ghiacciai sta evidentemente

la piovosità e caduta di neve in un dato periodo di tempo. Le

osservazioni fatte a Cogne, ad Aosta e in altre località della valle

dall'abate Carrel e da altri fanno constatare una notevole diminuzione

nella piovosità della Valle d'Aosta. Non abbiamo ancora i dati relativi

a Cogne che il Carrel sta compilando; ma tuttavia non sarà del tutto

fuor di luogo riprodurre il seguente quadro compilato e pubblicato[82]

da questo prete osservatore e studioso, e che porta la data del 1º

luglio 1896. In esso sono comparate le quantità d'acqua caduta ad Aosta

sotto forma di pioggia o di neve nel quinquennio 1841-1845 registrate

dal canonico Georges Carrel, con quelle relative al quinquennio

1891-1895 notate da J. P. Carrel, esattamente cinquant'anni dopo.

+--------------------------------------------------------+

| |

| 1^{er} TABLEAU |

| |

| Millimètres d'eau de pluie ou de neige |

| à la Cité d'Aoste |

| |

|--------------------------------------------------------|

|Années | 1841 | 1842 | 1843 | 1844 | 1845 | Total |

|-------+-------+-------+-------+-------+-------+--------|

| | | | | | | |

|Janv. | 39,0 | 57,3 | 77,9 | 23,8 | 173,7 | 371,7 |

|Fév. | 191,0 | 12,3 | 196,7 | 92,1 | 40,0 | 532,1 |

|Mars | 0,9 | 9,0 | 11,3 | 36,6 | 76,7 | 134,5 |

|Avril | 44,9 | 90,1 | 38,6 | 2,5 | 26,1 | 202,2 |

|Mai | 45,3 | 12,7 | 81,5 | 57,1 | 37,8 | 234,4 |

|Juin | 23,5 | 10,7 | 44,2 | 32,8 | 68,1 | 179,3 |

|Juillet| 29,0 | 58,4 | 124,7 | 38,3 | 18,0 | 268,4 |

|Août | 27,0 | 55,2 | 38,6 | 21,0 | 129,2 | 271,0 |

|Septem.| 55,1 | 87,5 | 0,1 | 69,8 | 45,5 | 258,0 |

|Octob. | 220,0 | 20,7 | 120,0 | 125,5 | 47,5 | 533,7 |

|Novem. | 52,5 | 31,5 | 108,5 | 25,3 | 100,0 | 317,8 |

|Décem. | 55,9 | 12,0 | 0,0 | 70,0 | 46,0 | 183,9 |

|-------+-------+-------+-------+-------+-------+--------|

|Totaux | 784,1 | 457,4 | 842,1 | 594,8 | 808,6 | 3487,0 |

+--------------------------------------------------------+

| |

| II^{me} TABLEAU |

| |

| Millimètres d'eau de pluie ou de neige |

| à la Tour du Lépreux (_Cité d'Aoste_) |

| |

|--------------------------------------------------------|

|Années | 1891 | 1892 | 1893 | 1894 | 1895 | Total |

|-------+-------+-------+-------+-------+-------+--------|

| | | | | | | |

|Janv. | 7,8 | 14,5 | 4,5 | 19,5 | 58,0 | 104,3 |

|Fév. | 1,2 | 97,3 | 38,4 | 0,0 | 43,8 | 180,7 |

|Mars | 21,7 | 173,7 | 9,3 | 5,2 | 96,9 | 306,8 |

|Avril | 41,8 | 20,1 | 1,2 | 24,8 | 43,4 | 131,3 |

|Mai | 85,3 | 19,1 | 38,8 | 84,7 | 8,0 | 235,9 |

|Juin | 46,3 | 20,9 | 32,2 | 33,4 | 67,1 | 199,9 |

|Juillet| 53,6 | 45,3 | 35,8 | 10,3 | 24,4 | 169,4 |

|Août | 53,5 | 30,8 | 7,3 | 25,8 | 36,4 | 153,8 |

|Septem.| 29,8 | 42,0 | 22,1 | 4,0 | 5,7 | 103,6 |

|Octob. | 131,7 | 88,4 | 53,2 | 57,0 | 44,7 | 375,0 |

|Novem. | 17,5 | 49,2 | 14,6 | 14,8 | 129,0 | 225,1 |

|Décem. | 10,1 | 2,7 | 18,8 | 2,7 | 95,5 | 129,8 |

|-------+-------+-------+-------+-------+-------+--------|

|Totaux | 500,3 | 604,0 | 276,2 | 282,2 | 652,9 | 2315,6 |

È veramente notevole la diminuzione di più che un terzo fra l'acqua

caduta nel primo quinquennio e quella caduta nel secondo.

Quando si potessero avere per tutta la regione alpina i dati

pluviometrici per lunga serie d'anni, allora il problema glaciale

entrerebbe nel suo vero campo: nel campo della meteorologia.

* * * * *

Prima di por fine a queste pagine registriamo una parola di encomio per

la guida Giuseppe Barmaz di Pré-St-Didier che ci fu compagno per una

ventina di giorni nelle nostre peregrinazioni. Quanto egli ci fu guida

capace e sicura nei pericoli, altrettanto si addimostrò paziente ed

intelligente nell'aiutarci nelle nostre disagevoli ricerche e

segnalazioni le quali se pur riuscirono così modeste, lo sarebbero forse

state ancor più senza l'opera sua.

Torino, luglio 1896.

F. PORRO della Sezione di Cremona.

A. DRUETTI, _Relatore_.

NOTE:

[64] Vedi «Riv. Mens. C. A. I.» vol. XIV (1895) pag. 199.

[65] BARETTI M.: _Studi geologici sul Gruppo del Gran Paradiso_,

nelle Mem. R. Acc. Lincei, Serie 3ª, vol. Iº, 1877.

[66] Notiamo però che la suesposta legge che stabilisce una

relazione fra la direzione degli strati e quella dell'asse della

valle in essi scavata, ed il pendio dei fianchi di questa, non va

intesa in senso assoluto essendochè nelle valli di _comba_ o

d'_interstratificazione_ il pendio dei fianchi dipende

essenzialmente dalla inclinazione degli strati. Questa nelle valli

di comba influisce altresì grandemente sulla degradazione

superficiale, mentre nelle valli di perfetta _chiusa_ tale

degradazione dipende essenzialmente dalla natura litologica delle

rocce.

[67] DE MARCHI L.: _Le cause dell'Êra glaciale_. Pavia, Fusi, 1895.

[68] VIRGILIO F.: _Di un antico lago glaciale presso Cogne in Valle

d'Aosta_, negli Atti della R. Acc. Scienze di Torino, 1886.

[69] VIRGILIO F., loc. cit.

[70] BARETTI M.: _Geologia della Provincia di Torino_. Torino, F.

Casanova, 1893, p. 352-53.

[71] UZIELLI G. e DRUETTI A.: _La Geologia e le sue relazioni con

l'ingegneria italiana_. Torino, 1890.

[72] _Sullo studio del movimento dei ghiacciai_: Relazione della

Commissione nominata dalla Sede Centrale del C. A. I. nella «Riv.

Mens.» vol. XIV (1895) pag. 199.

[73] SANTI F.: _In Valle di Cogne, ecc., con appunti botanici_,

nella «Rivista Mensile del C. A. I.» vol. XV (1896) num. 3.

[74] In altra pubblicazione daremo gli schizzi particolareggiati di

tutti i segnali eseguiti e visuali adottate, allorquando avremo

maggior copia di materiale raccolto.

[75] BOBBA G.: _Attorno al Gran Paradiso_, nel "Boll. C. A. I." vol.

XXVIII, pag. 218.

[76] BOBBA G.: _Attorno al Gran Paradiso_, nel citato «Bollettino»,

pag. 227.

[77] PORRO F.: _Sull'opportunità che le variazioni dei ghiacciai

italiani siano sistematicamente studiate, e sulle ricerche iniziate

a tale scopo._ Estr. dagli «Atti del IIº Congresso Geografico

Italiano». Roma 22-27 settembre 1895.

[78] VACCARONE L.: _Il Gruppo del Gran Paradiso._ Torino, V. Bona,

1894, pag. 23.

[79] VIRGILIO F.: _Di un antico lago glaciale presso Cagne, ecc._,

negli Atti della R. Acc. Sc. di Torino Vol. XXI 1885-86, pag. 294,

nota in calce.

[80] BARETTI M.: _Geologia della Provincia di Torino._ Torino, F.

Casanova, pag. 375.

[81] Quando noi eravamo colla macchina fotografica nelle valli di

Cogne ignoravamo questa circostanza, per cui non potemmo recarci nel

punto sovrindacato della strada dell'Herbetet per ricavare colla

fotografia la stessa veduta dall'abate Carrel stata schizzata in 9

anni diversi. Ci asteniamo pertanto dal pubblicare detti schizzi

fino a quando (e sarà fra breve) avremo fotografata quella veduta, e

potremo così su di essa riportare i disegni dell'abate Carrel, e

ricostrurre nove diversi stati di quei ghiacciai in passato.

[82] Vedi: _Echo des Agriculteurs Valdôtains._ II Année, N.º 13: 1

juillet 1896.

Escursioni e studi nelle Alpi Marittime.

Felice colui che, avendo l'ordinario suo campo di lavoro in una grande

città industriale, in mezzo ad un'interminabile pianura, trova pure il

tempo e l'occasione di passare una parte dell'anno sulle Alpi! Così io,

stanco della vita monotona e dei molteplici studi, facevo da 6 anni ogni

estate il viaggio da Lipsia a Tenda, ove villeggiavano i miei genitori.

E qui, fra quel clima stimolante, in mezzo a quei monti che m'invitavano

a visitarli, non solo potei rinvigorire le mie forze e ritemprare i miei

nervi, ma trovai anche una natura infinitamente degna d'attenzione e di

studio; e fu per me, nei freddi e brumosi inverni di Lipsia, un conforto

lo studiare quello che trovai scritto sulle Alpi e sui loro fenomeni, e

riunire ciò che sui monti da me percorsi potevo dire, sia secondo le

osservazioni da me raccolte coi miei poveri mezzi, sia secondo quelle

che fecero altri visitatori. Ed ora presento un saggio dei miei studi,

premessa una breve narrazione delle escursioni da me eseguite.

Il mio lavoro è certo pieno d'imperfezioni e di lacune; ma ad

intraprenderlo mi spinse più che tutto l'amore di quelle Alpi, nelle

quali ho passato i più bei giorni di mia vita.

I.

Escursioni.

Bollettino del Club Alpino Italiano 1895-96 Vol. 29 Num. 62 · 第 18 / 27 段