Già le ore sono estinte; dolore e gioia svaniti. Devi
presentirlo: guarirai; fida allo sguardo del nuovo dì. Le valli
verdeggiano; i colli s'ingrandiscono, incespugliandosi, (così da
offrire) ombrosi riposi; e gli arrendevoli flutti argentini del
seminato ondeggiano verso la mietitura.
TRADUZIONE di _Andrea Maffei_.
Già veloci fuggirono l'ore,
S'involarono i gaudii, i tormenti;
Per le fibre, pei rivi del core
Rifluir la salute non senti?
Ti confida nel dì, che risorge!
Già dal buio escon valli e colline,
E lo sguardo pe' colli già scorge
L'ondular delle spiche argentine.
Le _fibre_, i _rivi del cuore_, il _rifluire della salute_ non esistono
nel testo, dove, invece di questo sfoggio d'orpello, si legge solo: _tu
risanerai_ (_du wirst gesunden_). Non so poi dove il Maffei abbia
trovato detto, che valli e colline escono dal buio. Il Goethe vuol dire,
e forse si esprime con poca chiarezza, che lo spettacolo, che la nuova
luce manifesterà, deve servire a Fausto di augurio, di presentimento
della sua guarigione. Quale spettacolo? Quello offerto dalla primavera:
il verdeggiar de' campi, il frondeggiar delle colline boscose, che
offrono ameni recessi; l'ondeggiar delle biade, che vanno maturando. Il
Maffei non ha capito, non ha distinto e non ha reso questo sentimento;
l'ha confuso ed amalgamato con altri, che seguono.
VERSI XLVI-LIII. -- _Tedesco._
_Segue il Coro:_
Wunsch um Wünsche zu erlangen
Schaue nach dem Glanze dort!
Leise bist du nur umfangen,
Schlaf ist Schale, wirf sie fort!
Säume nicht dich zu erdreisten
Wenn die Menge zaudernd schweift;
Alles kann der Edle leisten,
Der versteht und rasch ergreift.