TRADUZIONE LETTERALE

Per (saper come) conseguire desiderio sopra desiderio, contempla

lo splendore là. Sei solo lievemente allacciato: spoglia

l'involucro del sonno. Non indugiare negli ardimenti, mentre la

moltitudine erra titubando. Tutto può fare il generoso

intelligente e pronto all'opera.

TRADUZIONE DI _Andrea Maffei_.

Vuoi la foga appagar delle brame?

Guarda i raggi, che il sol ti saetta.

T'avviluppa lievissimo stame;

Scorza è il sonno, lo strappa, lo getta!

Mentre il volgo s'indugia sgomento,

Segui tu coraggioso la via:

Chi conosce ed afferra il momento

Non ha prova, che dura gli sia.

_I raggi, che saetta il sole_, non va, perchè il sole non è ancora

sorto, e sorgerà solo durante la seguente parlata; che il Goethe mette

in bocca ad Ariele, e che il Maffei (non so perchè) attribuisce al coro;

anzi solo durante il monologo di Fausto. Lo splendore, di cui parlano i

silfi, è l'aurora, evidentemente. Non si comprende, come il fissar gli

occhi nel sole possa _appagar la foga delle brame_; nè Fausto può avere

alcun desiderio di appagar questa foga, giacchè, nel punto in cui fosse

pago, dovrebbe, secondo il pattuito, venire in potestà del diavolo.

Basta ricordarsi le parole, con le quali ha giurato nella prima parte:

-- «Se dirò mai al momento: _deh indugia! sei tanto bello!_ allora

potrai gettarmi in ceppi, allora andrò volentieri in precipizio. Allora

suoni pure per me il doppio de' morti, allora sarai libero del tuo

servizio: si fermi pure l'oriuolo; cada pure l'indice; cessi per me il

tempo!» -- E difatti, quando, in fine di questa seconda parte, pronuncia

quelle parole, cade morto e Mefistofele vuole impossessarsi dell'anima

sua. I silfi, in questa strofa, esortano Fausto: a rivolgersi

speranzosamente all'aurora incipiente; a scuotere il sonno; e destarsi

rinvigorito a nuova ed incessante attività, poichè alla mente audace ed

operosa tutto riesce: _audaces fortuna iuvat_. _Sgomento_ è troppo forte

per _zaudernd_. Non mi piace quel _momento_, che rimpiccolisce e

specializza troppo, e che non c'è nel testo.

VERSI LIV-LXVI. -- _Tedesco._

_Ariele, mentre un mostruoso frastuono annuncia l'avvicinarsi del sole._

Horchet! horchet! dem Sturm der Horen;

Tönend wird für Geistes-Ohren

Schon der neue Tag geboren.

Felsenthore knarren rasselnd,

Phöbus Räder rollen prasselnd;

Welch Getöse bringt das Licht!

Es trommetet! es posaunet!

Auge blinzt und Ohr erstaunet!

Unerhörtes hört sich nicht!

Schlüpfet zu den Blumenkronen,

Tiefer, tiefer, still zu wohnen,

In die Felsen, unters Laub:

Trifft es euch, so seid ihr taub.

Fame usurpate · 第 56 / 72 题