Quattro sono gli spazî del tempo notturno (= La notte ha quattro
vigilie); riempiteli ora senza indugio benignamente.
TRADUZIONE DI _Andrea Maffei_.
Quattro pause ha la notte. A lui tranquille
Scorrano
La notte non ha pause, è senza soluzioni di continuità, non si ferma
mai. Si tratta di _stadii_, non di _pause_. Io rendo il _Pausen_ con lo
_spazî_, ricordando Tommaso Stigliani da Matera: poeta _materiale_, come
il chiamavano bisticciando i nemici. Nel _Mondo Nuovo_, egli dice di
Cristoforo Colombo, che, la notte prima d'una battaglia con gli Aitini,
_Stette egli inginocchiato, infin che il quinto Degli spazî notturni udì
finirsi, Seguendo sempre il supplicar non finto Con percuotersi il petto
ed empio dirsi_. Ben è vero, che da' Romani essa notte partivasi in
quattro vigilie, ciascuna di tre ore nostre circa; ed il Goethe
rappresenta in esse quattro momenti del sonno, come potrà vedersi.
Dapprima lo spirito, appartandosi dal mondo, esterno ambiente, si ritira
in sè stesso, si rannicchia, _sse requaquiglia_ (si rinconchiglia) come
scrivevano i secentisti napoletaneschi con bel tropo ed energico; ma,
quando gli occhi son chiusi e gli oggetti non agiscono più
immediatamente sullo spirito, gli emblemi loro echeggiano nella mente e
vi si specchiano nelle immagini de' sogni, finchè non illanguidiscano,
spariscano e sottentri il vero sonno riparatore, la pace indisturbata
dello spirito. Ma, come il sonno non succede immediatamente alla veglia,
così pure rientra e si risolve nella veglia mediatamente e solo mediante
il sogno: le immagini del mondo esteriore ricominciano a farsi sentire,
ridivengono potenti e vivaci, finchè ci riconducano rinvigoriti alla
piena coscienza di noi stessi. Sicchè il primo verso è tradotto con
un'espressione falsa; ma il secondo poi è tradotto a contrassenso, come
se alludesse a Fausto, mentre invece tratta de' silfi, a' quali
raccomanda di cominciare senza indugio a spendere le ore notturne in
quell'opera di carità.
VERSI XVI-XXI. -- _Tedesco._
_Segue Ariele._
Erst senkt sein Haupt aufs kühle Polster nieder,
Dann badet ihn im Thau aus Lethes Fluth;
Gelenk sind bald die Krampferstarrten Glieder,
Wenn er gestärkt dem Tag entgegen ruht.
Vollbringt der Elfen schönste Pflicht,
Gebt ihn zurück dem heiligen Licht.