XVI.

Ed ora vediamo i due campioni alla prova. Il 6 luglio la posizione

dei belligeranti era la seguente: Garibaldi col Quartier generale,

il 1º reggimento ed il 2º battaglione Bersaglieri a Bagolino, e posti

avanzati verso il Monte Brufione; il 3º reggimento al ponte del Caffaro

con avamposti a Lodrone; il 2º tra Tremosine e Limone con avamposti

verso il Monte Notta sul confine meridionale della Val di Ledro; il

7º e l’8º scaglionati lungo il Garda tra Salò e Gargnano; il 6º e il

9º in marcia da Salò a Vestone; il 5º e il 10º ancora in formazione

ai due depositi di Varese e di Barletta; il 4º finalmente col 1º

Battaglione bersaglieri e un battaglione di Guardie nazionali tra Edolo

e Incudine a custodia della Valcamonica. Nel campo opposto invece il

generale Kuhn col suo quartiere e la brigata di riserva Kaim (6921

uomini, 12 cannoni) a Bad Comano; la mezza brigata Metz (950 uomini,

4 cannoni) allo Stelvio, coll’appoggio al forte Gomogoi; la mezza

brigata Albertini (1700 uomini, 4 cannoni) al Tonale coll’appoggio al

forte Strino; la mezza brigata Höffern (1800 uomini, 4 cannoni) nelle

Giudicarie col grosso nei dintorni di Daone; l’avanguardia tra Cimego

e Condino, appoggiata al forte Lardaro; la brigata Thour (1500 uomini,

4 cannoni) a Tiarno, al punto d’incidenza della Valle di Conzei in

quella di Ledro, appoggiata a destra dal forte d’Ampola, ed a sinistra

da quello del Ponal; infine la brigata di riserva Montluisant (3500

uomini, 4 cannoni) scaglionati in seconda linea tra le Arche e Fiavè,

postura centrale tra le Giudicarie, Val di Ledro e la Valle del Sarca,

e collegata a sua volta all’altra più grossa brigata di riserva Kaim,

accantonata, come dicemmo, nei dintorni di Bad Comano, colle spalle

ai forti di Buco di Vela e di Doblino, e che veniva a costituire una

specie di terza linea o riserva generale in grado di proteggere o

rinforzare al bisogno tutte le altre.[328]

Per alcuni giorni i due campi stettero guardandosi senza dare un passo

innanzi nè l’uno, nè l’altro. Evidentemente nessuno dei due Generali

aveva formato il proprio definitivo disegno, e intanto andavano

tasteggiandosi con scorrerie e ricognizioni; l’austriaco per iscoprire

da qual parte gli potesse venire l’assalto principale; l’italiano per

istudiare in qual punto gli convenisse meglio tentarlo.

Il 7 luglio però avendo il 3º reggimento respinto una ricognizione

della mezza brigata Thour che s’era inoltrata a Lodrone, e tre giorni

dopo, sotto gli occhi stessi di Garibaldi, ributtato ancora più

brillantemente un secondo assalto della stessa brigata inseguendo

i fuggenti fino al di là di Darzo; il generale Kuhn ordinò alla

brigata Höffern di abbandonare interamente la destra del Chiese e di

concentrarsi tra Lardaro e Tione, perno della difesa nelle Giudicarie.

In conseguenza di ciò Garibaldi non ebbe più ad esitare: e spinti da

un lato i suoi posti avanzati fin presso Condino; dall’altro fatto

occupare l’ingresso del vallone d’Ampola, andò a piantare il 13 sera

il suo Quartier generale a Storo al bivio delle due vallate principali

per cui doveva operare. E con questa mossa la campagna del Tirolo entrò

nella sua fase più operosa e decisiva.

Ma nemmeno il generale Kuhn era uomo da restare lungamente inerte;

e però appena vide il rapido, troppo rapido forse, avanzare della

brigata Nicotera sulla strada delle Giudicarie, divisò di andarle

incontro a sua volta e con un energico attacco darle una buona

scrollata e costringerla ad arrestarsi. E ad incuorarlo nell’impresa,

oltre la massima troppo da lui predicata ne’ suoi libri per non

essere confermata coll’esempio, che la migliore delle difese sta in

un energica offesa, cospiravano in quel caso le sviste tattiche dei

suoi avversari. Infatti mentre il colonnello Nicotera commetteva lo

sbaglio di allungar troppo la propria linea in fondo alla valle senza

occupare di pari passo le alture che la fiancheggiano, l’ufficiale

incaricato di custodire gli sbocchi di Val d’Ampola[329] aveva

dimenticato nientemeno, non ostante le istruzioni precise di Garibaldi,

di assicurarsi il possesso di Monte Giovo e Rocca Pagana, il nucleo più

eccelso dei passi che da Ampola per Val di Buono menano nella valle del

Chiese dominante insieme le strade di Condino, di Storo e di Ampola,

e fino a quel giorno la chiave delle posizioni occupate dall’esercito

garibaldino in Tirolo.

Garibaldi, Vol. 2 (of 2) · 第 94 / 147 题