NOTE:

[440] FRANCISCUS BELCAIRUS, _Rerum Gallicarum_, lib. XX, in-fol. Lione,

1625, p. 641: «_Clemens septimus Massilia solvens, et gravi tempestate

jactatus, Savonam transmisit: ubi gallicis triremibus non satis fidens,

propter navarchorum imperitiam, aurianas ascendit, et Centumcellas

petiit._»

[441] GUALTERIUS cit., in _Diariis_ Mss. «_Die mercurii, duoduecima

novembris, recessimus ex Massilia, et venimus ad locum Salitæ.... die

jovis ad locum Tropæi, die veneris ad Villamfrancam.... Die septima

decembris Pontifex applicuit ad Civitatem Veterem.... die decima dicti

ingressus est Urbem hora vigesima prima._»

[442] CLEMENS PP. VII, _Andreæ de Auria. Datum Civitæ Vetulæ die septimo

decembris MDXXXIII_: apud RAYNALDUM ann. 1533, n. 88: «_Revertitur ad

nobilitatem tuam dilectus filius nobilis vir Marcus Antonius de Auria,

natus tuus, cum tuis triremibus.... gratias tuæ nobilitati.... etc._»

[443] CLEMENS PP. VII, _Magistro domus hospitalis S. Joannis. Datum

Civitævetulæ, die octava decembris MDXXXIII_. — apud SEBASTIANUM PAOLI,

_Codice diplomatico_, in-fol. Lucca, 1737, t. II, p. 205: «_Notum esse

voluimus et dilecto filio, et secundum carnem nepoti nostro, priori

Urbis Bernardo de Salviatis, cæterisque vestris testimonium apud te

redderemus.... Geminato fructu quem ex illis cæpimus, tum in subventione

Coronis, tum in hac comitatione nostra.... gratias agimus, etc._»

[15 dicembre 1533.]

VIII. — Il capitan Salviati restossi nel porto di Civitavecchia con tre

galèe e un brigantino: comandante della marina, governatore della piazza

e castellano della rôcca. La nomina verbale agli ultimi due ufficî

valeagli fin dal principio, ma il brevetto non fu segnato che al primo

di settembre, quando egli era nei viaggi di Corone e di Marsiglia, e

però il possesso deve ridursi in questi giorni del suo ritorno e della

sua dimora. Produco il documento nella integrità, perchè inedito[444]:

«Al diletto figlio Bernardo dei Salviati, priore di Roma, e prefetto

delle nostre galèe. Clemente papa VII. — Figliuolo diletto, salute,

eccetera. Confidando nella tua virtù, fede, sollecitudine e prudenza,

per autorità apostolica e per tenore delle lettere presenti, noi ti

deputiamo castellano della fortezza e commissario della nostra terra di

Civitavecchia, con tutti gli onori, giurisdizioni, paghe, salarî ed

emolumenti consueti; e ciò da durare a nostro beneplacito, e da

principiare subito che sarai approdato nel detto porto. Ordiniamo nel

tempo stesso al presente castellano della detta fortezza, che la

consegni a te medesimo, o a chi tu manderai in tua vece, eccetera. —

Dato in Roma, presso san Pietro, sotto l'anello del Pescatore, addì

primo di settembre 1533, del nostro pontificato anno decimo. — Blosio».

Non occorre commento.

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 132 / 177 题