NOTE:

[435] TEODORE GODEFFROY, _Le ceremonial françois_, in-fol. Parigi, 1649,

t. I, p. 816: «_La triomphante et somptueuse entrée de nostre saint Pére

le Pape, fait en la ville de Marseille l'an. 1533._»

IDEM, p. 820: «_Autre relation manuscrite des mismes entrées que

dessus._»

ANTOINE DE RUFFI, _Histoire de Marseille,_ in-fol. 1642, p. 215.

SEBASTIANO FANTONI CASTRUCCI, _Istoria della città d'Avignone e del

contado Venesino_, in-4. Venezia, 1678.

[436] GODEFFROY, _Ceremonial françois_ cit., 819, 823: «_Le mercredi

ensuivant quinzième jour du dit mois d'Octobre ne fut fait aucune chose

de memoire, sinon que le Roy prit après disner toutes les galères qui

estoient dedans le port, et s'en alla en la haute mer environ deux ou

trois lieues; et entra en une isle pour passer le temps et soy

esbattre.... Le Pape n'a bougé de son logis.... Le Roy a esté quelque

temps avec le Pape: il s'en est allé aux galères qu'il a emmenées en

esbat sur la mer, et ont tiré force artillerie, ce qui il faisoit bon

voir et ouyr._»

[437] BENEDETTO VARCHI, _Storie Fiorentine_, ediz. di Firenze, 1844,

in-8. t. III, p. 109: «_Bernardo Salviati.... priore di Roma.... passò

per Ferrara, e ragionando con Giovambatista Busini di quel che gli era

avvenuto in Firenze, disse: Al corpo di santa gallina! (che così usava

giurare) se io non ero accorto il Bandini mi faceva mal capitare._»

[438] PANTERA cit., _Armata navale_, e voc. in fine. «_Scarroccio è il

diffalco che si dà al cammino fattosi, quando si va a vela delle oste._»

(Ciò è dire col vento obliquo, orzando col carro, e caricata la penna

coll'osta di sopravvento.)

[439] PÈRE JEAN BAPTISTE LABAT, _Voyage en Espagne et en Italie_, in-8.

Parigi, 1730, t. IV, p. 190: «_Les galères ordinaires du Pape sont de la

première grandeur.... aussi grandes que les comandantes de France et des

autres princes. La réale a toujours sa poupe enrichie de scolptures et

dorures. On en mil une neuve à l'eau en 1714, où la cérémonie de la

canonisation de saint Pie était en bas-reliefs très-finis: elle étoit

dorée par tout où elle pouvoit l'étre; rien n'étoit plus magnifique. Sa

poupe paraissait una montagne d'or sous un pavillon de damas rouge, avec

des franges et des crépines d'or. Elles sont aussi très-bien armées,

pourvues d'une bonne chiourme, nombreuse et bien exercée, on y mette de

bons soldats qu'on prend dans les compagnies de Rome et de la garnison

de Civita-Vecchia._» p. 299: «_Il faut convenir qu'il n'y a point de

galères sur la Mediterranée plus grandes, mieux armées, plus richement

ornées que celles du Pape._» VII, 66: «_La royne de Pologne s'embarqua

sur la galère capitane du Pape commandé par le grand prieur Ferretti....

A Marseille les galères du Pape saluèrent de tous leurs canons.... La

capitane salua la réale de France de quatre coups de canon, que la réale

lui rendit coup pour coup.... On peut croire,sans que je le dise, qui'l

y avoit presse à la venir voir. Elle le meritoit bien; car de l'aveu

méme des François c'étoit la plus magnifique qu'on eùt encore vûe._»

[12 novembre 1533.]

VII. — Posto finalmente un termine alle feste ed ai congressi tra il

Papa e il Re (donde tanti sospetti e tante speranze in Europa), creati

quattro cardinali francesi, tenuti diversi concistori, dopo

trentaquattro giorni di conviti e tornei, Clemente VII prese congedo: e

addì dodici del mese di novembre si rimbarcò in Marsiglia per tornare

alla sua sede. Toccarono Santropè, Villafranca e Portovenere, senza

altra novità che di tempeste invernali, specialmente nelle acque di

Savona: dove al dire del Belcaire, gravissimo storico francese[440],

papa Clemente non volle più navigare sulle galere di Francia per la poca

perizia dei nocchieri, quantunque i legni fossero eccellenti; ma

tramutossi di bordo passando sulla capitana di Roma, già governata dal

Doria (come abbiamo veduto), ed ora condotta dal Salviati. Il quale,

pienamente rispondendo alla fiducia di lui, rimiselo sicuro e lieto nel

porto di Civitavecchia[441].

[7 dicembre 1533.]

Stanco della lunga navigazione, prima di ripigliare il viaggio di Roma

per la via di terra, volle altresì papa Clemente riposarsi tre giorni in

Civitavecchia, con grande onore e splendidezza alloggiato e festeggiato

nel palagio della Rôcca: e volle similmente far posare le sue genti di

mare, riconoscendo ciascuno secondo i meriti. Agli ufficiali le collane

d'oro, alle genti di capo i fiorini, ed alle genti di remo la pasciona.

Di qua nei tre giorni della dimora spedì lettere e brevi in diverse

parti; due dei quali al mio proposito da essere specialmente ricordati.

Il primo al principe Doria in Genova, colla data di Civitavecchia del

giorno sette dicembre, lodandosi dell'incontro a Portovenere e della

compagnia seguente di alcune sue galere condotte da Marcantonio del

Carretto, figlio di Alfonso marchese di Finale, e della Peretta

Usodimare, passata in seconde nozze collo stesso Andrea[442]. Nel

secondo breve al Grammaestro di Malta, sotto la data del giorno otto e

della stessa città[443], maggiormente a lui si loda dei marinari, degli

ufficiali e del Salviati priore di Roma pel doppio servigio, e nella

guerra contro i Turchi, e nel viaggio dei tre mesi tra l'andata, la

dimora e il ritorno, appresso alla persona sua: coglie questa occasione

per ricordare in modo solenne e durevole la fede, la bravura e la

perizia nautica delle due squadre, e del prode comandante: rimettendosi

a lui medesimo per le minute informazioni che gli darà in scritto delle

cose più notevoli occorse nel viaggio marittimo, massime da Savona in

qua: finalmente prega il Grammaestro a contentarsi di lasciarglielo in

Civitavecchia, per capitano della guardia permanente; e di

proscioglierlo dall'obbligo di ritornare nell'isola colle galèe della

Religione gerosolimitana per quei rispetti che egli doveva benissimo

intendere senza altro discorso.

[10 dicembre 1533.]

La mattina del dieci dicembre papa Clemente per le poste corse verso

Roma, e vi giunse il giorno istesso alle due pomeridiane. La sera fecero

vela le galèe di Malta verso l'isola, condotte dal luogotenente del

Salviati; e verso Genova si rivolse Marcantonio del Carretto in

compagnia del capitano Paolo Giustiniani, che vi rimenava alcune galèe

assoldate già prima alle spese della Camera apostolica.

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 131 / 177 题