[431] M. ARNOUL, _Lettres_. Mss. Bibl. Nat.; pubblicate da A. JAL
nell'opera _Abraham Duquesne et la Marine de son temps_, in-8. Parigi,
1873, t. I, p. 542: «_Car, comme ces Réales ne sont jamais que noir et
or, je voudrois l'armer toute de Mores avec des coliers et poignets
d'argent, non plus que les chaînes de deux premiers bancs qui sont
d'argent à celles d'Espagne.... Ma pensée, et c'est l'ordre de toutes
les Réales, noires et or, ou tout or._»
[432] BRANTOME, _Cap. étrang._, II, 222: «_Couverture de rouge et jaune
mi parties, car ils portoient la livrée du Roy, qui est jaune et rouge,
comme je ai veu la reyne Marguerite daujourd'huy sa petite fille la
porter long-temps par ses pages et laquais._»
[433] BOSIO cit., III, 127, D: «_Salviati avvisato del matrimonio.... e
dell'invito di Sua Santità a Marsiglia.... avuto particolare ordine dal
G. Maestro con le galere Apostoliche e con quelle della Religione si
incaminò._»
[434] AUGUSTE LAFORET, _Étude sur la marine des galères_, in-8. figur.
Parigi e Marsiglia, 1861, p. 4: «_Dix-huit galères parées de leurs plus
riches ornements, amènent le pape Clement VII dans les murs de
Marseille, où se trouvaient déjà François I et sa cour._»
IDEM, p. 26.
[15 ottobre 1533.]
VI. — I marinari sanno ormai per lunga esperienza che io non sono uso
abbandonarli, e sanno che non amo cacciarmi tra la folla dentro terra
appresso alle feste cortigianesche; però possono prevedere ch'io mi
passerò delle nozze del duca d'Orleano con madama Caterina, la quale
doveva essere, come dicevano, giovane, savia e bella. Ciascuno potrà
leggerne altrove gli elogi e le feste, ed anche imaginarsele da sè,
pensando grandi cose per la presenza del Pontefice, dei Cardinali, e
della Curia romana; per la magnificenza del re Francesco con tre suoi
figliuoli, e della Regina sorella dell'Imperatore, e di tanti principi,
baroni e prelati di Francia e d'Italia concorsivi a gara. Ma non lascerò
di ricordare la riverenza e l'ammirazione con che quei signori, venendo
al porto, riguardavano i nostri bastimenti, non potendosi saziare di
vederli e di rivederli. Chi lodava la lindura dei navigli, chi il
marzial piglio degli equipaggi, massime dei romani e dei maltesi,
tornati allora allora di Levante, dove avevano combattuto e vinto il
Turco, e durante la campagna di due anni avevano preso la fortezza di
Patrasso ed i castelli di Lepanto, espugnato Corone, e scioltone
l'assedio, con tanta gloria del nome cristiano. Gli ufficiali di marina
festeggiati da tutti, e continue le visite a bordo.
Di che entrata pur la voglia nell'animo del re Francesco, si condusse il
dì quindici di ottobre a visitare le nostre galèe; e per maggior diletto
con molti elogi volle che il Salviati uscisse dal porto e seco lo
menasse pel mare attorno alle Pomeghe ed oltre a dieci miglia più in
fuori, giostrandogli ed armeggiandogli ai lati tutte le altre galèe
dello squadrone romano e maltese, con grandissima letizia del Re e de'
suoi cavalieri[436]. Possiamo in cotesta occasione pensare ogni sorta di
manovre: ora a vela di buonbraccio, e in poppa, e all'orza, correndo e
volteggiando; ora a remo di voga larga, o di corso arrancato, o di
riposo, o in giolito, o a quartieri; dando e pigliando caccia, e traendo
colpi d'artiglieria; tra le voci degli ufficiali di comando, e le
esclamazioni consuete e notorie del capitano Salviati. Il quale
compiacendosi con quei signori, e lodandosi della sua gente, secondo i
tratti di destrezza e secondo le osservazioni dell'arte nautica, non
aveva tanto a potersi tenere, che una volta o l'altra non
esclamasse[437]: Al corpo di santa gallina! vedi prontezza di girata,
vedi efficacia di timone, vedi prueggio sull'occhio del vento, e vedi
falcato sulla scia l'arco dello scarroccio.
Era il tempo del magisterio dei nostri marini: fresca la memoria e vivi
gli allievi del Colombo, del Vespucci, del Cabotto e del Pigafetta;
tempo che Genovesi e Napolitani, Doria e Caraccioli, Spinoli e
Centurioni guidavano le armate di Spagna; fiorentini e romani, Strozzi e
Orsini, Sforza e Farnesi attendevano in posti eminenti alle armate di
Francia; tempo che il Salviati prior di Roma poteva parlare di
Scarroccio anche alla presenza del re Francesco, come ho scritto avanti,
per farmi largo a dichiarare questa voce nostrana, tecnica, necessaria,
da non confondere colla Deriva.
Tace la Crusca dello Scarroccio: perciò lezioni, varianti, e dubbiezze
senza fine. Ma il termine è antico, e sempre vivo tra i marinari:
termine derivato al tempo e al modo stesso del notissimo Carroccio, cioè
dal carro. Perocchè le antenne latine (principale attrezzatura dei
bastimenti di linea nei secoli passati) erano composte di due verghe
trincate insieme; che si chiamavano, e tuttavia si chiamano, Carro e
Penna. Questa così detta, perchè alta e sottile si solleva e fa punta;
l'altro, perchè grosso e basso porta su e giù tutto il fardello delle
vele maggiori e minori inferite e governate sull'antenna. Pel rovescio
del carro viene lo Scarroccio: conciossiachè nel navigare alla latina
sempre il carro si porta al vento; e se il vento sarà obbliquo alla
rotta, si metterà il carro obbliquo al vento, e la vela obbliqua alla
chiglia. La risultante di queste forze obblique spinge il naviglio
innanzi pel rombo assegnato: ma al tempo stesso quel che soverchia di
forza laterale (non potendo per la ragione dell'obbliquità concorrere
tutta nella direzione voluta) premendo pur lateralmente vela, corpo,
fianco e attrezzi del bastimento medesimo, non può non gittarlo alquanto
sottovento, mentre pur segue col fil della prora il cammino prescritto.
Dunque i marinari dicono propriamente Scarroccio[438]: Quel trasporto
involontario che patisce il naviglio col vento obbliquo a rovescio del
carro, fuori della via assegnata, sulla quale governa. Trasporto
proporzionale alle qualità nautiche del bastimento, al suo taglio,
stivamento, velatura, velocità propria, forza del vento, obbliquità di
spinta, e stato del mare. Trasporto anomalo che compete in origine ai
bastimenti latini sotto vela: ma che per la stessa similitudine si dice
di ogni legno a vela, a remo, a vapore, quando sia gittato sotto via
dalla spinta del vento laterale, come succede del legno latino a
rovescio del carro. Trasporto che si riconosce a un batter d'occhio
sulla scia o solco impresso dalla rotta sul mare; il quale solco
comparisce curvo, perchè prodotto da due forze angolari che operano in
ogni minimo istante di tempo, l'una nella direzione della chiglia,
l'altra nella direzione del vento, sotto un angolo che può essere
misurato col grafometro, e indicare colla sua maggiore o minore apertura
la quantità della anomalia. Trasporto finalmente che può esser corretto
e mitigato cogli aloni distesi al fianco del naviglio, dal lato di
sottovento, perchè contrastino nell'acqua contro la spinta laterale, e
diminuiscano lo scarrocciare; cosa che tornerebbe inutile non solo, ma
dannosa, nel caso di corrente e di deriva.
Da ciò resta vie meglio chiarita la necessità delle due voci Scarroccio
e Deriva, che non si vogliono confondere per sinonime, nè rifiutare per
forestiere, come alcuni pretendono. Esse rispondono a diversi concetti:
chè si può scarrocciare senza derivare, e viceversa: anzi al tempo
stesso si può derivare in un verso e scarrocciare in un altro, secondo
l'andamento uguale od opposto della corrente, del vento e della rotta; e
talora la deriva corregge lo scarroccio, pognamoci nel caso di stringere
il vento colla marèa.
Intanto ragionando insieme di arte e di mare quei signori se ne
ritornano lietissimi verso il porto di Marsiglia, innanzi al quale ho
voluto ricordare gli onori e i teoremi della nostra marineria, perchè si
veda quanto giustamente ella fosse encomiata dagli stessi Francesi e dal
Re, il cui giudizio ognuno riputerà di gran peso e valore. Pel secolo
decimosesto valgono le notizie conservateci e pubblicate dal signore di
Godeffroy, scrittore ufficiale della corte di Francia: e pei due secoli
seguenti varranno le scritture del notissimo Labat, brioso viaggiatore
francese, il quale più volte ripete, e costringe anche me a ripigliare
le sue parole[439]. «Le galèe semplici del Papa sono di primaria
grandezza, uguali alle capitane di Francia e degli altri principi.... La
capitana poi ha sempre la poppa ornata di scolture e dorature. Ne fa
varata una, l'anno 1714, dove spiccava intagliata a rilievo tutta la
solenne cirimonia della canonizzazione di san Pio; lavoro di valente
scalpello, e adorno di dorature per tutto dove si poteva metterne.
Difficile immaginare cosa più magnifica! La poppa sembrava un monte
d'oro ombreggiato da ricco padiglione di damasco rosso colle frange e i
nappini d'oro. Tutte altresì ben armate, palamento numeroso ed esperto;
e difese da buoni soldati, tratti dalle compagnie di Roma e dalla
guarnigione di Civitavecchia.... Bisogna confessare che non si vedono
sul Mediterraneo galèe più grandi, meglio armate e più ricche di quelle
del Papa.... La regina di Polonia s'imbarcò a Civitavecchia sulla
capitana di Roma, comandata dal priore Ferretti.... Nel porto di
Marsiglia le galere pontificie fecero salva con tutta l'artiglieria....
La capitana salutò la reale di Francia con quattro tiri di cannone ed
ebbe risposta colpo per colpo. Ciascuno potrà pensare, senza altro
dirne, che vi fu calca per venirla a vedere. Essa lo meritava
certamente: perchè, a confessione degli stessi Francesi, era la più
magnifica capitana che fosse stata veduta a Marsiglia.» Togliete quanto
volete: ce ne resterà sempre a bastanza per quelli che non ha guari
metteanci allo zero. Avrete il resto tra poco dalla penna di un classico
francese.