[426] BOSIO cit., III, 127, E: «_Il Doria lasciò in Messina tre galere a
carico dell'Adorno per caricare le sete et altre mercantie per
Genova.... le quali diedero negli agguati del Giudèo, che a salvamento
le prese._»
[427] JOVIUS cit., lib. XXXI.
BELCAIRUS cit., lib. XX.
GUICCIARDINI cit., lib. XX.
VARCHI cit., lib. XIV.
RAYNALDUS, _Ann._, 1533, n. 78.
[428] BOSIO, III, 65, E: «_Gli antiani atti agli uffici di Re, e di
Cercamari. Comanda il Re le guardie, et le altre fationi di Cavalieri,
et a lui appartiene il riconoscere e procurare che siano bene armati. Et
il Cercamare comanda le artiglierie, et le munitioni per
l'archibuseria._»
[429] PETRUS PAULUS GUALTERIUS, _Diaria cæremonialia sub Clemente VII_.
Mss. Bibl. Barberiniana, 1105, p. 187: «_Anno MDXXXIII, die martis, nona
septembris prælibatus Clemens cum curia sua discessit ex Urbe Roma....
Die dominica, quinta octobris, post meridiem, Papa ingressus est galeam
suam, et omnes alii cardinales et curiales, secundum loca sibi
designata. Societas nostra, scilicet Corporis Christi, habuit galeam
nuncupatam Ducissam.... Navigatum est nocte dieque.... Die sabati, hora
decimasesta, intravimus portum Massiliæ.... Die dominica, duodecima
octobris, processerunt ad ecclesiam cathedralem._»
[430] REGOLE agli ufficiali pei saluti e segni diversi di onoranza sul
mare, jurisditioni di tutte le galere dei cristiani, incontri, tiri,
salve, saluti, risposte et cortesie. Mss. alla Barberiniana, segnato LV,
57 (e copia presso di me).
REGOLE per le guardie, armamenti, saluti, e competenze delle galere e
navi di Nostro Signore. — _Codicetto_ in-fol. par. presso di me.
[11 ottobre 1533.]
V. — All'incontro per tre miglia dentro mare venne il cardinale Legato
d'Avignone, e con lui altri tre Cardinali francesi, cioè il Borbonio, il
Lorenese ed il Grammonte; i quali, fatta la riverenza al Pontefice, si
unirono colla loro galèa al corteggio, ripiegandosi in bell'ordine di
contrammarcia appresso della Reale, perchè le fosse libera la via di
entrare agiatamente prima di ogni altra nel porto. La Reale di Francia
chiamava sopra di sè da ogni parte lo sguardo degli innumerevoli
spettatori, così per la personale dignità dell'augusto viaggiatore, come
per la bellezza delle sue forme. Superbo naviglio costruito a sommo
studio di grande comparsa. La camera maggiore dall'albero di maestra
infino alla timoniera, coperta di ricchissimi damaschi cremisini,
seminati di gigli d'oro, a lungo strascico, profusamente insino al mare.
Intorno alla poppa scolture di rilievo messe a oro sul fondo nero; donde
maggior risalto di ricchezza e di armonia, e insieme sicurtà di
navigazione, e sfoggio di appariscenza[431]. Sulla freccia dorata un
forbito fanale di metallo, lucido a specchio, che nel giorno e più anche
nella notte gittava sprazzi di vivissima luce. Il coronamento del dorso
rilevato in arco, e sostenuto da statue gigantesche ai lati dello stemma
papale e reale tra ricchi festoni di alto rilievo e di finissimo
intaglio: ed alle bande, sotto lo sporto dei listelli e dei fregi,
gruppi in figura di tritoni e di sirene che, danzando intorno al
naviglio, facevano come di sorreggerne il corpo e di seguirne l'andare.
Le tende tutte di porpora a ricamo: le camere parate di teletta d'oro e
di seta. Gli spallieri incatenati al banco con catene d'argento; e la
ciurma di trecento robusti rematori tutti vestiti di raso damascato
rosso e giallo, ai colori del Re[432].
Appresso alla Reale venivano le due Capitane di Roma e di Malta[433], e
le altre galèe del convoglio insieme colle quattro provenzali[434] tutte
splendide e ricche di ornamenti, tutte pavesate a festa con bandiere
bellissime, i marinari e i soldati alle poste e alle rembate in grande
assisa, e salutando da ogni parte con tiri d'artiglieria la città, le
fortezze, le navi, e da quelle corrisposte colpo per colpo, con tanto
strepito di salve e di cannonate, che più non si potrebbe dire. Gittata
l'àncora nel mezzo al porto, ecco il real bargio alla scaletta destrale
di fuoribanda per ricevere il Pontefice, e per menarlo alla sponda:
palischermo grandioso, ponte coperto, ricco padiglione, sfarzoso
cortinaggio, porpora, frange e nappini d'oro: in somma comodo e
magnificenza, rapidità di corso, e sicurezza d'accosto ad ogni banchina.
Entratovi Clemente, e postosi sur un seggiolone di velluto, col seguito
di tutti gli altri palischermi e dei personaggi più ragguardevoli,
discese in terra presso alla chiesa di sant'Agostino, nella quale rese
all'Altissimo le dovute grazie; e poi se ne andò ad un bel luogo del Re,
chiamato il Giardino, ove riposò quella notte, dovendo fare il dì
seguente l'entrata solenne nella città[435].