NOTE:

[147] LEO PP. X, _Federigo arch. Salern._ Dat. Romæ decimo Kal. oct.,

MDXVI, (22 sett.) — ap. BEMBO cit., IV, 113: «_De rebus gestis ea

classe, cui meo nomine præfuisti cognovi.... quæ quidem omnia quoniam

magno constantique animo, multoque tuo labore, ex nostra dignitate sunt

confecta, te de his vehementer collaudo meoque nomine tibi benedictionem

plurimis optimisque verbis impartior._»

[148] PROF. MICHELE AMARI, _Nuovi ricordi arabici su la Storia di

Genova_, in-8. figur. 1873. — Dagli _Atti della Società Ligure di Storia

patria_, V, 75.

[149] ABDALLÀ, _lettera ad Ottaviano Fregosi_, volgarizzata dall'AMARI,

come sopra, p. 79.

[150] ABDALLÀ, lettera cit., 78.

[151] ABDALLÀ, lettera cit., 79, 82.

[152] BIZZARUS, cit., 447: «_Cœterum Curtogolus, ubi summa celeritate

sua navigia refecisset, nulla mora interposita in partes orientales

adnavigavit._»

GIUSTINIANI cit., 272, R: «_Et Cortogoli con gran prestezza riparò et

rifece l'armata sua, et navigò verso levante._»

[153] PARIS DE GRASSIS, Diaria Cærem. Mss. Casanat. XX, III, 6.

«_Mense januario MDXIV, Papa ivit ad Civitatem Veterem._

»_Mense octobris die prima MDXV, post prandium Papa ab urbe discessit,

versus Viterbium, Tuscanellam, et Centumcellas, seu Civitatem Veterem._

»_Mense novembris, ante dominicam primam Adventus MDXIX, Papa ivit ad

Manlianam, et inde ad ulteriora oppida per mensem...._

»_Mense novembris die septima MDXX. Hoc tempore Papa ivit spaciatum ad

suburbana._

»_Mense novembris die vigesima quarta MDXXI. Papa Leo ex Manliano, ubi

erat solatii causa, accessit ad urbem...._

«_Mense aprilis die vigesima sesta MDXVI. Datum ex villa nostra

Manliana....»_ v. sopra nota 26.

[154] GIULIANO DA SANGALLO, _Disegni autografi_ già di casa Gaddi, ora

presso il conte Bernardino di Campello. Volume grande di 74 fogli, ai

numeri 3 e 4, pianta della Magliana, e di suo pugno: «_Capela,

sagrestia, corte, logia, sala per la guardia, entrata maestra, sala,

camera e anticamera per il capitano della guardia, camera per li cuochi,

cucina, entrata dell'orto, camere, etc._»

[155] ARCH. CAMERALE, _Vacchette due_, scritte dal Serapica maestro di

casa di Leon X per le spese private, pubblicati gli estratti nel

BUONARROTI, _Giornale romano_, Agosto 1871, p. 246:

«_Addì sette maggio 1519 a mastro Gio. Francesco de Santo Gallo per

finire la Gabarra della Magliana, ducati 200._

«_20 nov. 1519. Al med. Gio. Francesco da San Gallo per certi strumenti

da misurare di architettura ducati due._»

[156] LEONIS PP. X, _Epistola Carolo Hispaniarum regi._ Dat. Romæ, III

id. januar MDXVII, ap. BEMBUM cit., 117: «_Ego tantummodo cum autumni

romanum cælum fugio valetudinis causa interdum venatione et aucupio me

oblecto, vel potius eos qui mecum sunt ut jucundior per agros vagatio et

delectabilior nos in labore viæ teneat._»

[157] DE GRASSIS cit.: «_Die decima octava septembris MDXVI, Papa

solatii causa recessit ab Urbe.... per duos menses absens fuit in

vicinis locis venando et piscando. Tandem die vigesima octava octobris

redivit._»

[158] LEONIS PP. X, _Epist. Guglielmo Gallo medico._ Dat. Tuscanellæ, VI

id. oct. MDXVI, ap. BEMBUM cit., 114: «_Agnosco credulitatem inanemque

spem tuam, et quam hæc lævia et fallacia sint.... tamen fodiendi ubi

voles in eo agro tibi facultas esto edicto meo, quod valere per mensem

integrum volo, tecumque dum fodies Centumcellarum decuriones bini

sunto._»

[159] ANONIMO PADOVANO, _Storia del suo tempo_, Mss. è citata sovente

dal MURATORI, massime per questo fatto.

MURATORI, _Annali_, 1516, fin.

ROSCOE cit., V, 160.

[160] PARIS DE GRASSIS, _Diaria Cærem._: «_Die decimaoctava septembris

MDXVI, Papa solatii causa recessit ab Urbe, diebus istis per duos menses

absens fuit in vicinis locis, venando et piscando; tandem die lunæ

vigesimaoctava octobris redivit._»

[1517.]

VIII. — Dunque tristi tempi volgevano anche nel secolo d'oro, come

sogliamo chiamare quello di Leone X: e alla marina in quest'anno si

aggiugneva la pestilenza pel putrido fango cavato dal fondo della

darsena, e gittato a caso, secondo il comodo dell'appaltatore[161]. E

dire che altri vorrebbe adesso ritentar la prova nel Tevere, o in simili

grandi e antichi corsi d'acqua, dove sboccano fogne e cloache! Grande la

morìa tra le genti di capo e di remo, pieni gli spedali, piene le fosse;

e per lutto maggiore vi cadeva un giovane ufficiale di anni diciassette,

amato e riverito da tutti, ed unico figlio del capitano. Piero Vettori

da fanciullo erasi messo sul mare: prima mozzo, poi pilotino che allora

dicevano consigliere, e appresso ufficialetto col titolo consueto di

nobile di poppa[162], cresceva di grande aspettazione, pensandosi

ciascuno vederlo un giorno pareggiare ed anche superare il valore e la

maestria del padre. Primo tra tutti nelle ardite manovre navali, primo

nei rischiosi combattimenti, primo nel soccorso dei languenti, cadde

come fiore reciso innanzi al mattino, e gettato per ornamento sulla

coltre della bara. Ebbe i supremi onori da' suoi compagni d'arme, ed una

iscrizione a conservarne la memoria con queste parole[163]: «A Piero

Vettori, figliuolo di Paolo capitano dell'armata navale di papa Leone

decimo, giovanetto di bella indole, di costumi onorati, e di vita

integerrima, cui morte immatura e acerbo lutto tolsero la grandezza

dalla pubblica espettazione presagita. Visse anni diciassette, e giorni

diciassette. Morì addì quindici novembre dell'anno 1517.»

[1518.]

Nella seguente primavera ripigliava Paolo la navigazione di corso, tanto

per mitigare il proprio cordoglio, quanto per dare aria e movimento alle

genti costernate ed affrante dalle recenti sventure. E sebbene la sua

guardia principale fosse dal Circèo all'Argentaro, pur non dismetteva le

difese dei naviganti anche per la riviera calabra, e specialmente per le

maremme toscane; tanto più che dai Fiorentini in premio dei fatti egregi

a loro vantaggio era stato investito dell'isola Gorgona, e della rôcca

che la protegge. L'estate di quest'anno andò tutta in caccia contro il

famoso pirata Gaddalì, il quale fuggiva sempre che Paolo appressavasi,

portando altrove e ben lontano, ora nella Sardegna, ora nella Corsica, e

poi sulle marine della Liguria e della Spagna la desolazione.

[Settembre 1518.]

Finalmente a mezzo settembre, avendo inteso Paolo che alcune fuste dello

stesso Gaddalì erano state vedute nel canal di Piombino, corse a quella

volta, e ne scoprì due, le quali subito virarono di bordo, e secondo il

solito presero a fuggire. E Paolo più che mai appresso per raggiugnerle

senza aspettare le conserve, colla speranza di riuscir solo nella

vittoria. Sforzò di vela e di remi, e tenne dietro ai nimici, tanto che

gli ebbe investiti. Se non che la fuga di costoro, ed il lasciarsi

raggiugnere, non era stato altro che inganno per trarre Paolo a

trabocco: perchè, le due fuste, piene di gente da fazione, presero a

combattere risolutamente; intanto che altre dieci, infino a lì nascoste,

uscivano dal canale e lo circondavano da ogni parte. Le conserve,

languide ed afflitte dalle precedenti infermità, vedendo dodici legni

nemici in un gruppo addosso a Paolo, giudicarono non doversi cacciare

nel conflitto: disperato ormai per chi giugneva troppo tardi, e inutile

per chi non aveva più rimedio. Laonde, la nostra capitana, quantunque

già impadronitasi di una fusta nemica, nondimeno assalita dalle altre,

dopo lotta disperata, morti quasi tutti i difensori, e l'istesso Paolo

ferito, dovette cadere nelle mani dei pirati[164]. Pensate baccano

quando fu menata cattiva in Tunisi col generale in catena e gli altri al

remo! Pensate che alcun tempo passò, senza che in Roma si sapesse nulla

di loro, nè se fosser vivi o morti. Soltanto sette marinari, scampati

collo schifo, raccontavano di aver veduto il Capitano combattere e

cadere.

Io non loderò Paolo dell'essersi a quel modo cacciato avanti da solo,

senza dar tempo agli altri di sostentarlo; perchè sì fatto ardire sempre

riesce nocivo, scemando le forze proprie, e crescendo animo ai nemici.

L'esperienza degli antichi tempi e dei moderni ha confermato i tristi

effetti della temerità, massime nel non curare l'unione, l'ordinanza e

la convergenza delle forze, quando si possono in un dato punto

adoperare. Valga per tutti l'esempio di don Rodrigo Portondo, generale

delle galèe di Spagna, il quale dopo avere con sette legni nell'anno

1529 condotto a Genova Carlo V, passando al ritorno presso le Baleari,

per aver voluto andar solo ad assaltare il Cacciadiavoli, famoso pirata,

spregiando lui e tutta la sua squadra di fuste e di brigantini, pagò la

temerità colla vita e colla perdita di tutte le galere, che dopo

lagrimevole massacro di gente restarono predate[165].

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 67 / 177 题