[113] RUTILIUS, _Itinerar._, vers. 242.
VARRO, _De L. L._, IV, 31.
VITRUVIUS, _Arch._, lib. IV.
CRESCENTIO, _Nautica_, 537, 539, 542.
[114] VASARI, ediz. Le Monnier, VII, 138.
GAYE, _Carteggio di artisti_, in-8. Firenze, 1839-41, II, 135: Lettera
di Baldassarre Turini a Lorenzo de' Medici, scritta da Roma il 12 marzo
1514, _«Maestro Bramante morì hiermattina.»_
[115] ARCHIVIO SECRETO VATIC. Armadio XIII, caps. XIV, n. 26.
SCHEDE BORGIANE, cit., Musèo di propaganda.
CODICE VATICANO, n. 8046.
ANT. COPPI, _Schede ms._, alla Casanatense.
[116] VASARI, cit., ediz. Le Monnier, X, 129, 130. «_Sebastiano
Viniziano chiese l'ufficio del Piombo.... Il Papa ordinò che esso
Bastiano avesse l'ufficio.... Laonde Sebastiano prese l'abito del
frate._»
ITEM, VII, 133. «_Per il che Bramante meritò dal detto Papa Giulio, che
sommamente l'amava per le sue qualità, di esser fatto degno dell'ufficio
del Piombo._»
ITEM, XII, 233. «_Michelangiolo messe innanzi e favorì volentieri
Guglielmo della Porta.... e gli fece dare l'ufficio del Piombo.... il
cardinal Farnese ordinò fare una gran sepoltura per le mani di esso Fra
Guglielmo._»
[1514.]
III. — Adesso mi continuo a tirar fuori dai registri le notizie, secondo
i tempi. Trovo nel quattordici tre squadre in navigazione: quella della
guardia consueta sotto il Vettori, composta di tre galere e di due
brigantini[118]; l'altra di due galere con Giovanni da Biassa, il quale,
quantunque licenziato da Giulio II dopo la battaglia di Ravenna, ora
nondimeno milita con papa Leone, e per lui quest'anno rimena in Francia
il signore di Rochefort, ambasciatore del re presso la santa Sede; ed
al ritorno, passando di Genova, da Giovanni Vespucci oratore papale in
quella città riceve l'ordine di venirsene sollecitamente colle galèe
in Civitavecchia per congiungersi col Vettori, e assicurare viemeglio
le difese della spiaggia, e i servigi che si prevedono pel viaggio del
Papa[119]. La terza muove da Ancona col cavalier Bonarelli verso
Venezia per imbarcare certe artiglierie, richieste da papa Leone al
doge Loredano[120], secondo la nota compilata da Leonardo di Firenze,
nuovo capo dei bombardieri in castello Santangelo, succeduto di fresco
al defunto Matteo Galli bombardiero romano[121].
[Aprile 1515.]
Questi apparecchi tendevano evidentemente alla spedizione generale
contro i nemici comuni della società cristiana, ma non approdavano.
Tutti piativano per finirla coi Turchi di là, non così però che prima
non volessero di qua aver assettato le faccende loro a proprio talento.
Quindi ciascuno proseguiva i suoi litigi intestini: le divisioni tra i
principi maggiori del mondo cristiano crescevano, e vicino ci bolliva
aspro conflitto con Urbino, con Ferrara e con Milano, oltre alla
congiura contro la vita di papa Leone, che poi scoppiò nel diciassette.
Il cardinal Petrucci strangolato in Castello, tre altri afflitti di
gravissime pene, e il cardinale Adriano di Corneto fuggito via[122].
Il primo passo dierono i congiurati in quest'anno al diciannove
d'aprile, quando il cardinale ostiense Raffaello Riario, per sicurezza
della sua persona e dei complici, richiese la rôcca di Ostia, dal
cardinal Giulio dei Medici e dal castellano Gianfrancesco de Noris
fiorentino. La prese a titolo di affitto, con grossa malleveria sul
banco dei Balducci, e colla promessa di tenerla e goderla a uso delle
oneste persone con tutte le munizioni, artiglierie e corredo; secondo
legale inventario[123].