NOTE:

[86] ARIOSTO, I cinque canti che seguono il _Furioso_, IV, 18:

«_Gittar fa in acqua i palischermi; e gente_

_A salutar lo manda umanamente._»

[87] JULII PP. II, _Capitula et conventiones cum illustri dominio

Venetorum sub die XX februarii_ MDX. in-4. Roma, 1510. — Foglio volante

alla Biblioteca Casanat. Miscell. in-4, volume 216.

JULII PP. II, _Capitula et conventiones in tractatu inscripto. Copia

capitulorum factorum de anno MDX inter S. D. N. Julium secundum et

Dominium Venetorum._ — Mss. Casanat., X, IV, 47, p. 160.

RAYNALDUS, _Ann._, 1510, n. 2 et segg.

SENAREGA, S. R. I., XXIV, 601, e.

BELCAIRUS cit., 329.

GUICCIARDINI cit., 567.

[Maggio 1510.]

IX. — In quella che papa Giulio si pacificava coi Veneziani, rompevasi

coi Francesi e co' Tedeschi; non essendosi costoro collegati con lui,

come ho detto, se non per togliere alla Repubblica ogni possedimento di

terraferma, e per allargare ciascuno le sue fimbrie in Italia: quindi nè

gli uni nè gli altri potevano adesso patire di vedere in qualche modo

assicurato il dominio veneto all'ombra e sotto la protezione della

possanza papale. I quali umori, ingrossati da altre non meno torbide

sorgenti, quest'anno medesimo ruppero in aperte ostilità, volsero a

rovescio lo scacchiero, e presto furono veduti gli alleati di Giulio

pigliare l'armi contro di lui.

In questo secondo periodo della guerra si rialzò la fortuna di Venezia:

i popoli di terraferma, stanchi dell'insolenza straniera, richiamarono

san Marco; e le milizie papali, condotte dal celebre Francesco Maria

della Rovere duca d'Urbino e nipote di Giulio, insieme con Marcantonio

Colonna, antenato del Trionfatore, congiuntesi alle milizie veneziane

capitanate dal notissimo Lorenzo Orsini, detto comunemente dai soldati,

per ragione del feudo, Renzo da Ceri, affrontarono le schiere di Francia

guidate da Carlo d'Amboisa e da Giangiacopo Trivulzio. I Papalini

espugnarono per ingegno di Bramante la Mirandola, i Veneziani toccarono

sul Po qualche altro rovescio, e più cose notevoli successero, secondo

la grandezza dei prodi capitani che ho qui avanti nominati. Ma tutto

questo, come negozio dal mio divisamento troppo lontano, metto da parte;

dovendomi rivolgere al mare insieme coll'armata verso Genova.

Era la città di Genova da lungo tempo in gran turbamento per civili

discordie, ora commosse dai popolani contro i nobili, ora dagli stessi

nobili tra loro divisi; i quali tutti per sostenersi gli uni contro gli

altri avean perduto insieme la libertà, chiamando padroni di fuori.

Prima si eran posti all'obbedienza del duca di Milano, poi del re di

Francia: ed avendo Lodovico XII per questi tempi in dominio anche il

maggior ducato di Lombardia, si trovavano i Genovesi aggiogati insieme

all'istesso carro di Parigi e di Milano. Ora sembrando dalla parte di

terra troppo ristrette le ostilità contro i Francesi, Giulio papa ligure

divisò portar loro la guerra anche sul mare; non solo per diversione, ma

più colla speranza di prosciogliere la sua patria dal giogo straniero.

Laonde spinse dalla Macra alla Spezia Marcantonio Colonna con grosso

nervo di fanti e di cavalli; e chiamò da Varese un corpo di quasi

diecimila Svizzeri, perchè urtando alle spalle i Francesi dalla parte di

Milano, corressero difilati a congiungersi al Colonna sotto Genova.

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 41 / 177 题