NOTE:

[43] JACOMO BOSIO, _Storia dei Cavalieri gerosolimitani_, in-fol. Roma,

1602, II, 560. Seconda edizione riveduta ed ampliata.

FRANCESCO FERRETTI, _La pietra di paragone della vera nobiltà_, in-4.

Ancona, 1685, p. 135.

GIULIANO SARACINI, _Notizie storiche della città di Ancona_, in-fol.

Roma, 1675, p. 506.

[44] P. VINCENZO CORONELLI, cosmografo della repubblica di Venezia,

_Atlante Veneto_, in-fol. magn., 1690, II, 27. _«Isola e fortezza di

Santamaura, dedicata al N. U. Matteo Sanudo, procur. di san Marco.»_

IDEM, _Città, fortezze, isole e porti principali d'Europa_, in-fol.

Venezia, 1689, tav. 155: _«Fortezze della Prevesa e Santamaura.»_ — T.

II, 238: _«Forte di Santamaura»_, e tav. 260, _«Santamaura.»_

TOMMASO PORCACCHI, _Le isole famose del mondo descritte_, in-4. figur.,

Venezia, 1604, p. 75.

ANONIMO, _Isole, fortezze e terre famose_, in-8. bislungo figurato.

Venezia, senza l'anno. Bibl. Casanat., Oa, XIII, 3, p. 33, 34, 36.

NICHOLAS BELLIN, _Atlas maritime_, in-4. figur. Parigi, 1764, IV, 116.

CAP. W. H. SMITH, _Jonian Sea, Santamaura Surveyed, an. 1825._ — Carte

dell'ammiragliato britannico: _«The strong castle of Santamaura.»_

BASSORILIEVO in Venezia, Chiesa di santa Maria gloriosa dei Frari; sulla

base del monumento, scolpito da Lorenzo Bregno e da Baccio di Montelupo

alla memoria del generale Benedetto Cappello, vedesi il prospetto della

fortezza di Santamaura.

[23 agosto 1502.]

XII. — Volendo pertanto il General veneziano, e il Commissario nostro,

da ogni lato circondare la piazza, dove per l'abbarramento del ponte non

potevano spiegare in giro l'armata, fermarono di procedere con due

divisioni convergenti da un lato e dall'altro al medesimo punto

obbiettivo: sì che la divisione romana colla prua a borea per didentro,

fin dove è più angusto il canale tra il continente e l'isola, tagliasse

le comunicazioni colla terraferma, e togliesse ogni via di sortita e di

soccorso al presidio: allo incontro la divisione veneziana, per di fuori

a largo mare, fino al porto di Demata, investisse la piazza e battessela

dall'altra banda.

Era il ventitrè d'agosto, e il Commissario nostro colle dodici galere

romane, favorito dai venti australi, infilava rapidamente tra la

terraferma e l'isola; oltrepassava lo Scorpione, il Drepano, la punta

delle Torrette, il forte Sangiorgio; ed entrava nel grande stagno presso

la estremità del canale, dove si tenevano in posta dodici galeotte di

pirati. Costoro, già sugli avvisi, speravano poter cogliere l'armata

nostra sprovveduta, o almeno conquidere i legni ad uno ad uno, come

venissero a sfilare dall'angusto passaggio. Ma i Romani altrettanto

animosi che guardinghi, sempre col piombino in acqua, tenendosi stretti

tra loro in due linee di fronte, al primo comparire dei nemici,

poggiarono tutti insieme sopra di loro, arrancando con tale impeto, e

fulminando con tanta furia di cannonate, che tutte le galeotte volsero

in fuga alla spiaggia; e i pirati gittandosi a guazzo fuggirono,

lasciando i dodici legni abbandonati in potere dei vincitori[45].

Non per questo i nostri marini indugiarono punto in festa o in bottino:

anzi provvidamente seguirono la vittoria. E poichè niuno più poteva

togliere dalle loro mani la preda, tirarono innanzi, ruppero il ponte,

appostarono quattro galèe alla terraferma per impedire i soccorsi; e

sbarcando sull'isola un migliajo di fanti, investirono la piazza dal

lato meridionale, e occuparono il borgo. La sera dello stesso giorno,

coperti dalle case, ponevano l'alloggiamento vicino al castello, e ne

tagliavano l'acquedotto. Prosperi successi per terra e per mare dove è

accertata la direzione.

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 23 / 177 题