NOTE:

[42] GRATIOSO BENINCASA, _Portulario_, 1435. Codice dell'Archivio di

Ancona, segnato n. LXVI, di carte novantacinque, alte m. 0,28; larghe m.

0,20. — Ne parla il CIAVARINI, nella _Collezione dei documenti

marchigiani_, I, LIX; il PARDESSUS, _Lois maritimes_ alterandone il nome

in _Benincosa_; W. E. SMITH, _The mediterranean_, in-8. Londra, 1854, e

ricorda l'esemplare conservato nel Museo britannico; C. DESIMONI,

Lettere e note.

BARTHOLOMÆUS DE BONIS HOMINIBUS _anconitanus faciebat Anconæ_ 1570.

Bellissima carta marina in pergamena, larga m. 0,93; alta m. 0,54,

nobilmente miniata e conservata nell'Archivio Colonna in Roma. Grazie

all'arch. Pressutti.

ATLANTE idrografico del Medio èvo, posseduto dal prof. Tammar Luxoro,

pubblicato a facsimile ed annotato egregiamente da C. Desimoni, e L. T.

Belgrano, in-8. Genova, 1867.

[Agosto 1502.]

XI. — Mentre queste lettere di andata e di ritorno solcavano il mare

Carpazio, Veneti e Romani movevano verso lo Jonio col disegno di

abbassare l'orgoglio del terribile pirata Camalì Aichio, che faceva da

principe nell'isola di Santamaura; e da quel centro con molti bastimenti

sottili infestava le riviere e i naviganti dell'Adriatico e dello Jonio.

Fra le sette isole possedute lungamente dai Veneziani, che non ha guari

formavano stato indipendente sotto la protezione dell'Inghilterra, ed

ora stanno insieme col regno di Grecia, non ultima di grandezza e di

popolazione avvisiamo l'isola di Santamaura, chiamata altresì Leucade; e

specialmente ricordata nelle storie pel salto che dicono quindi abbia

fatto da una rupe nel mare la poetessa Saffo, tradita dal giovanetto

Faone: salto che per lungo tempo a gara ripetevano gli amanti disperati

della Grecia e di Roma, pensandosi di spegner pure nella scossa

repentina delle gelide acque il fuoco ardente della passione. L'isola si

prolunga da presso alle coste dell'Epiro, proprio rimpetto alla

provincia dell'Acarnania; non essendovi di mezzo altro che un canale di

dieci miglia, angusto altrettanto che lungo, e nella estremità superiore

verso borea tanto sottile, da farci supporre che nei secoli più remoti

sia stata congiunta da quella parte l'isola al continente. Ma nel tempo

della nostra impresa, come al presente, essa era ed è circondata per

ogni lato dal mare, quantunque nella parte più ristretta, sopra bassi

fondi, ed a cavaliere di alcune isolette o scogli vi sia stato gittato

un ponte che sbarra il canale, mette l'isola in comunicazione colla

terraferma, e mena di fronte alla metropoli, donde tutta l'istessa isola

piglia il nome. Questa città così posta, e con buoni sorgitori attorno,

è stata sempre piazza di molta importanza per chiunque guerreggia nello

Jonio, e più o meno fortificata secondo i tempi. Nel principio del

secolo decimosesto ell'era ricinta in giro di grossa e buona muraglia,

fiancheggiata da massicci torrioni, munita di molta artiglieria, e

maggiormente assicurata da un castello di pianta quadrilunga, protetto

da cinque grandi torri rotonde, e da quattro piccole torri quadrate.

Intorno alle scarpate della piazza e del castello fossi profondissimi,

allagati dal mare; e aperto alle spalle sur una penisola il borgo,

abitato da pescatori e da povera gente[44].

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 22 / 177 题