[31] BURCARDUS cit.: _«Die vigesima quinta februarii, feria sexta SSmus
D. N. et dux Valentinus intravit galeam quæ transfretavit ad insulam
Elbæ ubi mansit usque sabatum ad diem 26, quo die sero rediit
Plumbinum.»_
[32] BURCARDUS. Mss. Casanat. cit., XX, III, 2: _«Anno Christi MDII,
feria quarta, die prima martii usque sabatum.... Voluerunt solatium et
supervenit tempus contrarium, sive tempestas ingens, ex quo non
potuerunt secure navigare, neque voluerunt redire Plumbinum.... Die
quinta galeæ persequutæ sunt iter suum versus Cornetum, ad cujus
conspectum applicuerunt. Dux majus periculum timens descendit de galea
ad barchettam, e qua venit in terram. Papa vero cum galea sua non potuit
attingere portum, ex quo omnes commoti hinc et inde in galea sunt
prostrati, solo Papa dempto, qui in sede sua in puppi firmiter et
intrepide sedens prospexit omnia: et cum mare versus galeam fortiter
irrueret, Papa dicebat Jesus, et signo Crucis se signabat.... Nautæ
propter maris et venti turbationem nec cibum nec ignem facere posse se
excusabant... In sero venit in portum Herculis.»_
[29 marzo 1502.]
VIII. — Per conseguenza abbiamo ora a compiangere la immatura morte di
quegli che più d'ogni altro era stato messo a tortura. Il capitano del
Mosca, rimenata la squadra in Civitavecchia, se ne venne a Roma, e ai
ventinove dell'istesso mese sull'ora di terza morissi nella ancor fresca
età di anni trentasei, mesi dieci e giorni cinque. Uno scrittore
contemporaneo ci ricorda l'ultima sua comparsa, dicendo[34]: «Lodovico
del Mosca, cavaliero romano, e capitano delle galèe di Nostro Signore,
il quale aveva jeri sull'ora di terza terminato il corso di sua vita, fu
portato oggi in chiesa, vestito di una sopravveste nuova di broccato
sopra un farsetto di velluto violetto tutto di nuovo; una bella spada
sul petto, sproni d'oro alle calcagna, e quattro anelli gemmati nelle
dita. Innanzi alla bara sessanta doppieri di cera bianca, e appresso
molti amici e compagni d'arme in gramaglie. Passò il convoglio dalla sua
casa, che è presso al chiassetto della parrocchia di santo Stefano in
Piscinula, girando pel rione fino a Campodifiore, indi alle case de'
Capodiferro, e appresso per la Regola entrò nella parrocchiale, dove il
morto fu seppellito col farsetto, la sopravveste, la spada, gli speroni,
ed uno anello nel dito, toltine gli altri tre. Ebbe accompagnamento
onorevole più che alcun altro signore da molti anni a questa parte. Egli
aveva fatto testamento il giorno avanti, alla presenza dei suoi
genitori. Tra l'altre cose ordinando di essere sotterrato colle
vestimenta e distintivi predetti, e a lume di sessanta doppieri. Rogato
l'atto, chiamò il mercante presso al letto, e fecegli tagliare quattro
canne di velluto violetto pel suo vestire; ed una canna di broccato
d'oro per la sopravveste, da esser messa col suo corpo nella sepoltura.
Per memoria dei posteri i genitori vi posero una pietra colla iscrizione
che così riproduco, come si legge nel Galletti, e nell'autografo più
antico di Teodoro Amayden intorno alle nobili famiglie romane,
gelosamente conservato nella nostra Casanatense[35]:
«A Lodovico del Mosca, cavaliere romano, capitano della navale armata
pontificia, che dopo onorati servigi nella questura dell'erario pubblico
e nel dicastero della penitenzieria apostolica, mostrando a chiare prove
il pristino vigore del sangue romano, in quei durissimi tempi che
tutt'intorno per terra e per mare fremevano l'armi, da Alessandro sesto
pontefice massimo nominato comandante supremo della marina, espugnato
Piombino, sottomessa l'Elba, condotto in quei luoghi l'istesso
Pontefice, nel fiore delle speranze sue e di ogni altro, e specialmente
del Popolo romano, oppresso dall'avversità morissi li ventinove di marzo
dell'anno di salute 1502. Visse anni trentasei, mesi dieci, giorni
cinque. Evangelista e Francesca genitori infelicissimi al figlio
dolcissimo e benemerito posero.»
La mestizia, compagna indivisibile di qualunque dipartita, mi torna ora
più acerba nel dire l'estremo vale al primo Capitano venutomi innanzi
nel primo libro. E, poichè altrimenti non potrei crescergli onoranza, mi
sarà concesso dedicare al suo nome la continuazione del libro medesimo,
senza mutarne il titolo. Tanto più che le imprese migliori seguono nel
corso dell'istesso anno per opera dei compagni, dei navigli e degli
ufficiali addestrati da lui.