NOTE:

[33] BURCARDUS cit.: _«Feria sexta, die undecima martii MDII, SSmus

intravit palatium suum cum familia, demptis illis qui obierunt per

viam... infirmi manserunt per viam.... Nemo venit obviam eis.»_

MURATORI, _Ann._, 1502.

RAYNALDUS, _Ann. Eccl._, MDII.

[34] BURCHARDUS cit., Sab. die 30 martii 1502.

SEBASTIANO BRANCA DEI TELLINI, _Diario romano dall'anno 1497 al 1517_,

citato sopra.

[35] TEODORO AMAYDEN, volgarmente L'AMIDENO, _Le famiglie romane

nobili_, in-fol. parvo. mss. autografo alla Casanatense, E, III, 11. —

N. 175, _Famiglia Mosca o dei Maroni_.

PETRUS ALOYSIUS GALLETTI, _Inscriptiones Romanæ infimi ævi Romæ

extantes_, in-4. Roma, 1760, class. X, n. 10:

D . O . M .

LUDOVICO . MUSCÆ . ÆQUITI . ROMANO

PONTIFICIÆ . CLASSIS . PRÆFECTO

QUI . CUM . A . LITTERIS . PŒNITENTIARIÆ . APOST.

QUÆSTURAQ . ROM . ÆRARII . EGREGIAM . OPERAM . PONT . NAVASSET

VIGOREMQ . PRISTINUM . ROM . SANGUINIS . PRÆSEFERRET

AB . ALEX . VI . P . M . DURIS . ILLIS . TEMPORIBUS

CUM . OMNIA . LATE . MARI . TERRAQ . ARMIS . FREMERENT

MARI . OMNI . QUAQUE . PONTIFICIA . DITIO . PATERET . PRÆPOSITUS

POPULINO . ILVAQ . QUO . ET . PONTIFICEM . IPSUM . VEXERAT . EXPUGNATIS

AC . MAXIMA . SPE . OMNIUM . PRÆSERTIM . POPULI . ROM.

AC . RERUM . ADPARATU . FLORERET

ADVERSO . INTERCEPTUS

OBIIT . ANNO . SALUT . MDII . DIE . XXIX . MENSIS . MARTII

VIXIT . ANN . XXXVI . MENS . X . D . V

EVANGELISTA . ET . FRANCISCA . INFŒLICISSIMI

FILIO . DULCISSIMO . AC . BENEMER.

POSS.

[Aprile 1502.]

IX. — Squilla dunque un'altra volta sulle marine del Tevere la tromba di

giusta guerra contro Turchi e pirati: ed io là mi volgo, dove i

cavalieri di Rodi e i Veneziani già combattono contro il nemico comune,

aspettando alle armi loro incremento di riputazione e di conforto dalle

armi di Roma. Papa Alessandro, memore delle promesse, intima la partenza

alle sei galere tornate dall'Elba col capitano Lorenzo Mutini, ne

spedisce altre due venute di Ancona col capitano Cintio Benincasa; e pel

compimento di maggior numero manda a Venezia quello stesso Angelo

Leonini, vescovo di Tivoli, che dalla prima gioventù erasi mostrato

destro e valente in simili maneggi, come altrove si è detto[36]. In

somma tredici galere, alcuni brigantini, dumila cinquecento fanti delle

bande borgiane, e per commissario straordinario Giacopo da Pesaro,

vescovo Pafense, infino a tanto che non ne desse il comando al cardinale

grammaestro di Rodi[37].

La corte di Roma, tenace delle antiche costumanze, ritorna all'antico: e

dopo la morte di un capitano laicale sostituisce due ecclesiastici. Un

vescovo per commissario, e un cardinale per comandante; come si usava

nel Medio èvo, massime nelle imprese contro infedeli. Era l'uso del

tempo, non solamente in Roma, ma in ogni altra parte d'Europa: e cesserà

la maraviglia chi sappia come in Francia infino ai tempi di Luigi XIV

v'avea vescovi e cardinali per capitani di vascelli e di galèe e di

armate navali, largamente ricordati sopra autentici documenti dello

storiografo più recente della marina francese[38].

Il vescovo Giacopo da Pesaro di gran nascita tra i Veneziani, e di non

minore esperienza nelle cose del mare, fresco di età, di bell'aspetto e

prode, a chi ne cerca si mostra tuttavia quasi vivo per mano di Tiziano

ritratto in una tavola di altare nella chiesa dei Frari a Venezia,

genuflesso innanzi a san Pietro, e da lui fisamente riguardato con

occhio affettuoso in grazia dei servigi resi alla causa del

cristianesimo[39]: si mostra altresì scolpito in bianco marmo nel

mausolèo della famiglia con una sentenziosa iscrizione che lo ricorda

vissuto per anni ottantuno, come si dice di Platone: e più anche al

nostro proposito si mostra negli annali ecclesiastici pel diploma di

papa Alessandro, che qui traduco nel nostro volgare dal testo latino

pubblicato nell'opera del Rainaldo[40]: «Al venerabile fratello, Giacopo

vescovo di Pafo, nuncio e commissario nostro, salute ec. Alessandro papa

sesto ec. — Avendo noi per difesa della cristianità deliberato di

mandare la nostra armata navale contro i Turchi oppressori e nemici del

nome cristiano, ci bisogna un prefetto che ne prenda il carico, e la

conduca al diletto figliuolo nostro Pietro di sant'Adriano, diacono

cardinale e grammaestro dell'ospedale di san Giovanni gerosolimitano;

personaggio già sopra questa guerra, per consiglio dei venerabili

fratelli nostri, Cardinali di santa romana Chiesa, eletto e costituito

Legato nostro e della Sede apostolica coll'autorità di governare e

provvedere alla detta armata. Or dunque, sperando bene di te e della tua

prudenza, destrezza e prontitudine nell'eseguire fedelmente gli ordini

nostri, ti abbiamo nominato nuncio e commissario della armata medesima

al fine di reggerla, e di condurla all'istesso cardinale Legato e di

rassegnargliela da parte nostra, e di seguirlo nelle spedizioni che

vorrà fare. Intanto tu avrai facoltà di comandare, di mettere e togliere

gli ufficiali, di punire i delinquenti, e di fare ogni altra cosa

necessaria ed opportuna al predetto fine, secondo che richiede l'onor

nostro e della santa Sede, e insieme il buon governo e condotta della

stessa armata. Laonde per autorità apostolica, a tenore delle presenti

ti facciamo, nominiamo, e deputiamo nuncio e commissario per eseguire i

già detti ordinamenti, ec. Dato a Roma, presso san Pietro, addì venti

d'aprile dell'anno 1502, del nostro pontificato anno decimo.»

[Luglio 1502.]

Prese le lettere, Giacopo navigò difilato all'isola del Cerigo, dove

erano ad aspettarlo cinquanta galèe di Venezia sotto Benedetto da Pesaro

suo fratello; più tre galere di Rodi, comandate dal cavalier di

Scalenghe; e quattro di Francia col capitano Prégeant de Bidoux,

cavaliere gerosolimitano, chiamato dai nostri Piergianni, uomo assai

noto nella storia del suo paese, per essere stato dei primi a rilevare

colà le arti marinaresche[41]. Piergianni voleva in breve tornarsene a

ponente, i Gerosolimitani dovevano proseguire verso Rodi, e i Veneti,

già padroni del mare per averne cacciato il nemico, divisavano

congiungersi coll'armata di Roma per gittarsi improvvisamente sull'isola

di Santamaura, e toglierla dalle mani dei Turchi. Avrebbe voluto

Giacopo, secondo gli ordini di papa Alessandro, condursi oltre fino a

Rodi, e rassegnare il naviglio e le genti al cardinale Legato: ma

stretto dalle preghiere e dalle ragioni dei Signori veneziani, ebbe per

bene di compiacerli e di restarsi con loro, non inviando altri al

Grammaestro che il capitano Cintio Benincasa con una sola galèa per fare

le sue scuse e portargli le lettere che da Roma e dal Cerigo gli si

mandavano.

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 1 · 第 19 / 177 题